Istituto per l'ambiente marino costiero (IAMC)

Descrizione

L'IAMC (Istituto per l'Ambiente Marino Costiero), con le sue sette sedi presenti sul territorio nazionale, conduce attività di ricerca scientifica e tecnologica su un ampio numero di tematiche riconducibili alle scienze del mare. Le ricerche di biologia, biogeochimica, geologia, ecologia, fisica, microbiologia e zoologia e botanica costituiscono l'ossatura ed il fulcro della ricerca dell'Istituto che è pienamente coinvolto anche nei settori applicativi dell'acquacoltura, pesca ecocompatibile e oceanografia operativa. Queste ricerche, che presentano anche carattere applicativo e che includono tematiche di carattere tecnologico, garantiscono un reale contatto e supporto dell'Istituto al mondo delle piccole e medie imprese italiane. L'Istituto ha attivato numerose collaborazioni di prestigio internazionali e nazionali che includono anche un ampio numero di associature temporanee di ricercatori nei diversi ambiti di interesse. Le attività di formazione, includono un Dottorato di Ricerca in Scienze ed Ingegneria del Mare (Napoli) e la partecipazione ad altri dottorati di ricerca.

L'Istituto per l'Ambiente Marino Costiero è costituito da una Sede (Napoli), cinque UOS (Taranto, Capo Granitola, Oristano, Messina e Mazara del Vallo) e una Sede Secondaria di Servizio (Laboratorio di Biologia Marina a Castellamare del Golfo) che tradizionalmente si occupano di tematiche inerenti le scienze del mare segnatamente ad aspetti di biologia, chimica, fisica e geologia ed a studi sulle risorse rinnovabili (pesca ed acquacoltura) e sulle tecnologie marine.
Tra le linee di ricerca più rappresentative si segnalano:
· acquacoltura, con studi sulla diversificazione delle specie allevabili e sviluppo di sistemi
produttivi sostenibili per le produzioni di organismi marini;
· chimica, con lo sviluppo di una modellistica dei sistemi ecologici soggetti ad impatto antropico e di metodologie chimico-analitiche per il monitoraggio ambientali;
· ecologia marina, con studi sugli ambienti di transizione e nonché di bioacustica ed ecologia del comportamento, basati sull'utilizzo di un approccio eco-sistemico finalizzato alla gestione spaziale delle risorse;
· microbiologia, con studi di ecologia microbica, biologia e microbiologia molecolare, biotecnologie e sul ruolo dei microorganismi nella decomposizione della sostanza organica;
· oceanografia, con studi di oceanografia sperimentale, modellistica numerica, sistemi operazionali per la previsione dello stato del mare su scala regionale e per la previsione dello stato del mare su scala costiera;
· pesca ecosostenibile, con studi sulla valutazione delle risorse e gestione sostenibile dei processi di cattura e sull'impatto della pesca sugli ecosistemi marini;
· scienze della terra e dell'ambiente costiero, con lo studio della terra solida e geodinamica, degli ambienti sedimentari e del paleoclima, nonché della cartografia marina e costiera.

L'Istituto è stato istituito nel 2002 e deriva dalla convergenza di quattro preesistenti istituti: l'Istituto di Ricerca Geomare Sud di Napoli che è sede dell'IAMC, l'unità operativa di Mazara del Vallo (con unità staccata a Castellamare del Golfo) che deriva dall'Istituto di Ricerca sulle Risorse Marine e l'Ambiente (IRMA),l'unità operativa di Messina, ex Istituto Sperimentale Talassografico e l'unità operativa di Taranto, ex l'Istituto Talassografico "A. Cerruti". A questi si aggiunge l'unità di Oristano che corrisponde all'ex Sezione Sistemi Sensoriali e Ambiente Marino dell'Istituto di Cibernetica e Geofisica di Genova e l'unità di Capo Granitola che è stata recentemente costituita (2007). All'IAMC nel suo complesso fanno capo circa 130 unità di personale di ruolo (ricercatori, tecnologi, tecnici, operatori e amministrativi). Il personale non di ruolo che fa capo alle varie unità dell' Istituto (assegnisti, borsisti, dottorandi e contrattisti) è di circa 100 unità. L'Istituto dispone di numerosi laboratori modernamente attrezzati, di strumentazione avanzata per la ricerca a mare e di diverse imbarcazioni.