Istituto per l'ambiente marino costiero (IAMC)

Competenze

La sede dell'IAMC che deriva dall'Istituto di Ricerca Geomare sud ha competenze generali nel settore della Geologia marina con specifici interessi in morfobatimetria, in stratigrafia sismica e sequenziale, nell'assetto strutturale dei bacini del Tirreno meridionale, nelle risorse e rischi con particolare riferimento alla piattaforma e alla scarpata continentale, alle tematiche di paleocenografia antica e recente. Tra gli aspetti più significativi delle competenze che l'Istituto ha sviluppato durante gli ultimi anni di attività è da menzionare la cartografia di elevata risoluzione dei fondali marini che è stata realizzata ed è in corso di realizzazione nell'ambito di un programma pluriennale sulla piattaforma continentale della Regione Campania e che ha determinato un forte sviluppo tecnologico per l'acquisizione di dati geofisici marini e geo-sedimentologici. Altre competenze riguardano l'evoluzione delle coste con ricadute nei settori ambiente, rischio e risorse e l'archeologia subacquea, temi sui quali sono state di recente avviate nuove linee di ricerca.
Importanti sono le competenze nell'ambito del processing dei dati morfobatimetrici (batimetria Multibeam e Side Scan Sonar), dei dati sismici di alta risoluzione (Subbottom Chirp, Watergun) e dei dati di sismica multicanale per la restituzione cartografica di mappe batimetriche, fotomosaici digitali Sidescan Sonar e profili sismici di varia scala e penetrazione verticale.
Sono presenti competenze riguardanti la paleoceanografia e l'oceanografia, in particolare lo studio di perforazioni eseguite nell'ambito del PNRA Antartide (progetto ANDRILL),da un punto di vista geochimico, biostratigrafico e paleoecologico) e lo studio oceanografico del Mar Mediterraneo con traccianti geochimici (progetto europeo EUROCEANS). Sono inoltre presenti competenze sul paleomagnetismo dei sedimenti mesozoici di piattaforma carbonatica e dei sedimenti pleistocenico-olocenici campionati con carotaggi in successioni sedimentarie di piattaforma continentale attraverso l'uso del Multisensor Core Logger, di cui è dotato il laboratorio di petrofisica dell'IAMC.
La sede dell'IAMC presenta inoltre competenze nel campo delle Scienze Ambientali, con i progetti di ricerca SPICOSA e VECTOR. Le competenze nell'ambito del primo progetto, nel quale l'IAMC riveste un ruolo di coordinamento, riguardano la quantificazione delle risposte degli ecosistemi costieri alle variazioni ambientali ed antropiche ed al conseguente impatto sociale ed economico al variare di queste modifiche da locali a globali. Le competenze nell'ambito del secondo progetto riguardano invece lo studio delle variazioni indotte dai cambiamenti climatici relativamente alle variazioni relative del livello marino ed alla frequenza ed all'intensità delle precipitazioni e degli eventi estremi.
Sono infine presenti competenze nell'ambito del rischio geologico (studio dei terremoti anche da un punto di vista storico, implicazioni per la generazione di tsunami, studio delle alluvioni storiche).
L'istituto è organizzato in gruppi di ricerca che operano a mare e in laboratori di supporto alla ricerca nel campo della sedimentologia e biostratigrafia, delle rocce carbonatiche, della geochimica isotopica, petrofisica e microscopia elettronica, tutti dotati di moderne attrezzature alcune delle quali uniche nell'ambito del CNR.

La sezione di Messina ha sviluppato una serie di competenze nello sviluppo ed impiego di sistemi avanzati per il monitoraggio della qualità delle acque marine costiere. Dispone di una serie di piattaforme costiere attrezzate per la misura ed il campionamento di parametri meteorologici e delle caratteristiche fisico-chimiche e biologiche delle acque in superficie ed a varie quote e di un battello costiero (14 metri di lunghezza) attrezzato per la misura ed il campionamento di parametri meteorologici e delle caratteristiche fisico-chimiche e biologiche delle acque. Possiede, inoltre, una specifica competenza nell'analisi tassonomica e funzionale delle popolazioni batteriche marine, anche tramite tecniche molecolari. Particolare interesse rivestono le biotecnologie ambientali che comportano l'utilizzo degli organismi viventi per applicazioni varie come il trattamento di rifiuti recalcitranti o il disinquianameto di ambienti naturali o come modelli per l'utilizzo di fonti alternativa di energia
L'IAMC del CNR presso la sua sede a Messina ha sviluppato in questi ultimi anni una tematica di ricerca finalizzata a Bioremediation di ambienti marini contaminati da petrolio,nell'ottica di tutelare e valorizzare gli ecosistemi marini e quindi salvaguardare la biodiversità. L'intento è quello di usare sistemi biologici (microrganismi) per la rimozione di contaminanti da sistemi acquatici e terrestri basandosi sulla diversità metabolica delle comunità microbiche naturali.
Dispone di laboratori equipaggiati e strumentazione sofisticata per l'estrazione, il trattamento e l'analisi degli acidi nucleici (DNA/RNA) provenienti dai campioni naturali oltre che per la coltura dei batteri con caratteristiche metaboliche differenti.
Una ulteriore competenza, infine, consiste nello sviluppo di sistemi di produzione integrata in maricoltura che consentono il rispetto dell'ambiente, il benessere degli animali, la tutela della salute del consumatore. Tra gli aspetti sanitari, l'attenzione viene focalizzata alla provenienza ed alle caratteristiche dei soggetti allevati, allo studio di patologie, alle condizioni di allevamento, ai controlli effettuati durante le diverse fasi del progetto volti al mantenimento dello standard di qualità, con particolare riferimento alle caratteristiche microbiologiche, organolettiche, biochimiche e parassitologiche.

La sezione di Taranto ha maturato competenze nel campo della:
A. valutazione dell'impatto antropico sugli ecosistemi marini, in particolare su:
1) Cicli biogeochimici di elementi naturali e di origine antropica:
a. cicli dei nutrienti e fenomeni di eutrofizzazione: studio del ruolo dei microorganismi nei processi di degradazione della materia organica
b. cicli biogeochimici di inquinanti (metallici organici): diffusione, degradazione, biodisponibilità, trasferimento di inquinanti nelle reti trofiche, bioaccumulo.
c. studio dei processi all'interfaccia acqua sedimento.
2) Ecotossicologia:
a. Valutazione delle risposte biologiche degli organismi marini all'inquinamento chimico e microbiologico (indici di stress)
b. Uso di organismi bioindicatori nel monitoraggio ambientale.
3) Sviluppo di metodologie chimico-analitiche per il monitoraggio ambientale
4) Risposte delle comunità biologiche agli stress ambientali:
a. comunità fitobentoniche
b. comunità zoobentoniche
c. comunità fitoplanctoniche
d. comunità microbiche
B. Tecnologie marine
1) Sviluppo di tecnologie per il monitoraggio automatico dell'inquinamento marino
2) Bioremediation ed utilizzo di biomasse:
a. abbattimento di CO2 e sali di azoto mediante alghe e batteri;
b. metaboliti biologicamente attivi da biomasse algali; c. bonifica di substrati con l'uso integrato di tecnologie biologiche e chimico-fisiche.
3) Biocorrosione marina

La sezione di Mazara del Vallo ha competenze nel campo di:
1) Studio delle risorse biologiche del mare (risorse demersali) con lo scopo di gestire tali risorse, incrementarle e modellizzarne le fluttuazioni;
2) Studio delle aree marine protette come strumento di gestione della pesca;
3) Analisi del ruolo delle strutture artificiali per lo sviluppo della pesca artigianale;
4) Studio dell'insediamento della Posidonia oceanica su substrati artificiali;
5) Valutazione della biomassa delle specie ittiche con metodi diretti ed indiretti
6) Oceanografia Interdisciplinare, finalizzata a comprendere come l'ecologia delle specie ittiche può essere influenzata dai processi oceanografici a scala regionale o locale.

La sezione di Oristano ha competenze nel campo di:
1) Previsione giornaliera dello stato del mare mediante modelli numerici di circolazione tridimensionali ad alta risoluzione spaziale e temporale e dalla scala regionale a quella costiera;
2) Acquisizione di dati oceanografici a scala regionale/locale per lo studio della variabilita' interannuale e per la validazione di modelli numerici di previsione a diverse scale;
3) Realizzazione di sistemi numerici di simulazione per la gestione ambientale marina;
4) Previsione dello stato dell'ecosistema marino attraverso l'osservazione e l'analisi delle relazioni tra componenti fisiche e biologiche dell'ecosistema con l'uso di simulazioni numeriche e strumenti modellistici;
5) Sviluppo di tecniche per la previsione dell'ecosistema plantonico, tramite modelli ecologici lagrangiani;
6) Testing di strumentazione per lo studio dell'ecosistema marino.

La sezione di Capo Granitola, istituita nel corso del 2007 ha competenze nel campo di:
1) Oceanografia Interdisciplinare, finalizzata a comprendere le relazioni tra ecologia delle specie ittiche e processi oceanografici a scala regionale e locale;
2) Ecologia e Biologia della Pesca;
3) Sviluppo e uso di acustica sottomarina applicata all'ambiente marino;
4) Bioacustica ed Ecologia ed Etologia dei Cetacei.

La S.S.S. di Castellammare del Golfo ha sviluppato competenze nei seguenti settori:
1) Tassonomia di nematodi erranti, anellidi policheti, crostacei decapodi, molluschi bivalvi, molluschi cefalopodi, pesci
2) Campionamento sulle comunità bentoniche di substrato duro e mobile
3) Valutazione di abbondanza e struttura del popolamento ittico con metodi diretti (censimento visivo, pescate sperimentali) e indiretti (marcaggio e ricattura).
4) Analisi statistiche uni- e multivariate
5) Analisi degli isotopi stabili di C e N per lo studio delle reti trofiche marine
6) Organizzazione di interviste semi-strutturate e strutturate anche tramite uso di questionari
7) Esperimenti ecologici in mesocosmo per lo studio di specie marine allo stadio post-larvale e adulto
8) Esperimenti ecologici di manipolazione in situ
9) Valutazione di impatto ambientale da stress acuti e cronici sul benthos
10) Utilizzo delle trappole di luce come campionatori di postlarve di specie ittiche