Intervento del Presidente

Inguscio al Premio Aspen Institute Italia: "Il fuoco che anima la ricerca è la fantasia"

30/10/2018

Il ministro Marco Bussetti con il presidente del Cnr Massimo Inguscio con gli altri relatori
Il ministro Marco Bussetti con il presidente del Cnr Massimo Inguscio con gli altri relatori

Il 26 ottobre il presidente del Cnr Massimo Inguscio ha partecipato alla cerimonia di premiazione del Premio Aspen 2018 per la collaborazione e la ricerca scientifica tra Italia e Stati Uniti assieme a Marco Bussetti,  Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Paul J Steinhardt, Albert Einstein, Professor in Science and  Director of the Princeton Center for Theoretical Science, Princeton, Luca Bindi, Professore Associato di Mineralogia e Cristallografia, Università degli Studi di Firenze e con Gianfelice Rocca, Vice Presidente Aspen Institute Italia. Di seguito il contributo del presidente alla cerimonia:

"Esiste una felice consuetudine e una lunga tradizione di splendide collaborazione scientifiche, in termini di circolazione di cervelli e saperi, tra il Cnr e gli Stati Uniti d’America, in concertazione con la strategia nazionale di ricerca e le iniziative strategiche del Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca.
Tornando indietro nel tempo penso a quando negli anni venti lo scienziato matematico e professore Vito Volterra, primo presidente del Consiglio nazionale delle ricerche – che quest’anno compie 95 anni di storia – avviò i primi programmi di mobilità internazionale per giovani ricercatori italiani. Tra i pionieri beneficiari di questi programmi di mobilità internazionale – finanziati sia dal MIUR e altre istituzioni italiane, sia grazie ad accordi con nazioni amiche come gli Stati Uniti e sia per merito della generosità e visione di uomini come John Davison Rockefeller e William Fulbright – ci fu il giovane Enrico Fermi che, allora 23enne, vinse una borsa di studio, della Fondazione Rockefeller, nell'autunno del 1924 a Leida presso l'istituto diretto da Paul Ehrenfest. Questo avvenne pochi mesi dopo l’interessamento di Volterra e la pubblicazione di Fermi di un lavoro dal titolo ‘Sopra la riflessione e la diffusione della risonanza’ in cui Fermi sviluppa la teoria del fenomeno della risonanza ottica. Sempre nel 1924 Fermi scrisse le ‘Considerazioni sulla quantizzazione di sistemi che contengono elementi identici’, che rappresenta il primo vero passo verso quella che sarà una delle sue principali scoperte da qui a due anni: la nuova statistica quantistica che porta il nome di statistica di Fermi-Dirac.
Il Cnr a livello scientifico collabora con alcuni dei migliori centri di ricerca e università americane grazie alla passione, lavoro, pubblicazioni e risultati di oltre 8.000 ricercatori ricercatrici e tecnologi che lavorano in 100 istituti raggruppati in 7 dipartimenti tematici. Negli ultimi 5 anni sono oltre 10.000 i papers firmati da ricercatori del Cnr in collaborazione con colleghi americani. Ci sono poi le collaborazioni comuni in organizzazioni internazionali, come ad esempio i gruppi di lavoro referenti all’ONU, sui temi dell’Agenda ONU 2030, sui 17 sustainible development goals, post gli Accordi di Parigi del 2015 firmati da 193 nazioni, oppure con la FAO o la NATO, per citarne alcuni, in diversi campi innovativi e all’avanguardia, tra cui i progetti scientifici e di science diplomacy per la protezione della terra e il benessere dell’umanità.

Negli anni passati, grazie alla collaborazione tra il Cnr e la National Science Foundation (NSF), i ricercatori italiani hanno partecipato a bandi e realizzato progetti congiunti con la NSF in diversi campi, come la fisica della materia condensata, lo stato solido e chimica dei materiali, materiali elettronici e fotonici, teoria della materia condensata e dei materiali, materiali ceramici. Per citare un’eccellenza tra le tante, riguardo ai materiali ceramici, a Faenza c’è la sede principale dell'Istituto di scienza e tecnologia dei materiali ceramici (Istec), diretto dalla ricercatrice Anna Tampieri che nel 2017 ha vinto il premio come ricercatrice imprenditrice dell’anno, dove l’anno passato a luglio si è tenuto il convegno internazionale ‘Le nuove frontiere dei materiali ceramici’. In quella occasione sono stati ospitati scienziati, medici, militari e imprenditori americani per condividere ricerche e progetti di interesse a livello mondiale, nel campo delle nuove frontiere di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico nei materiali ceramici e nelle applicazioni nei settori della medicina rigenerativa, come ad esempio ossa in ceramica, uniche al mondo, per bambini che hanno subito gravi traumi al cranio, o materiali per l’aerospazio, con un lavoro in partnership con la NASA, sui materiali ceramici innovativi utilizzati per il ‘naso’ dello Schuttle, oppure nel campo del nanosafety.
Passando ad altri settori di ricerca, rilevanti a livello mondiale, e collaborazioni con impatti su centri di ricerca, università, imprese, sullo sviluppo economico e scientifico di Italia tra UE e USA, penso alle quantum technologies: progetti Flagship - incluso QuantERA - che vede il MIUR con il Cnr protagonisti - , Quantum Backbone e le sue estensioni su Europa (prevista) e Malta (finanziata NATO), oppure le Educational Initiatives che comprendono i primi dottorati di ricerca innovativi in QT con Università di Napoli e di Camerino e con la collaborazione delle multinazionali americane IBM Italia e HYPRES.
Parlando di dottorati di ricerca innovativi, per fare un caso concreto di come il Cnr lavora, produce valore e  partecipa allo sviluppo economico e al progresso scientifico culturale e sociale, forse vale la pena citare la recente partnership triennale firmata a giugno con Confindustria per attivare i primi dottorati industriali.
L’obiettivo è quello di inserire, a condizioni agevolate, giovani ricercatori in azienda, con il contributo del Cnr, imprese e università. Si tratta di percorsi triennale di dottorati innovativi a caratterizzazione industriale di altissimo profilo scientifico e con particolari requisiti di qualità, di innovazione tecnologica e di internazionalizzazione. L’obiettivo della partnership è di contribuire all’alta formazione dei giovani mediante la ricerca, favorire la creazione di 'nuovi e migliori posti di lavoro', auspicati dalla Strategia di Lisbona, e aumentare il potenziale innovativo delle imprese coinvolte. I progetti di dottorato sono finalizzati alle 12 aree tematiche individuate dal PNR e dalla Strategia nazionale di specializzazione intelligente.
Parlando inoltre di network di centri di ricerca, università e imprese, recentemente, lo scorso 16 aprile alla Farnesina c’è stata la prima edizione della Giornata della ricerca italiana nel mondo, iniziativa lanciata con uno specifico Decreto dal Ministero dell’istruzione, Università e ricerca (Miur), d’intesa con il Maeci e il Ministero della salute, nella ricorrenza del 15 aprile - data della nascita di Leonardo Da Vinci - per promuovere e valorizzare il lavoro delle ricercatrici e dei ricercatori e divulgare i risultati delle loro ricerche nel mondo. L’Italia è fiera dei suoi ricercatori, che in Italia e all’estero sono riconosciuti per la loro capacità e creatività, ambasciatori della nostra cultura, lingua e del modo unico di fare ricerca e sviluppare scienza, conoscenza innovazione, attrarre fondi su base competitiva (in questo il Cnr stima che per ogni euro ricevuto riesce ad attrarre 60 centesimi per nuovi progetti), del saper coniugare valori civili, qualità della vita, bellezza, storia e futuro. Un contributo strategico alle azioni di science diplomacy e allo sviluppo della rete dei ricercatori italiani nel mondo è stato chiesto al Cnr, che è l’ente di ricerca con il maggior numero di ricercatori, di pubblicazioni, di vincitori di ERC e di spin off. Diversi ricercatori del Cnr sono in missione, stanziati come addetti scientifici e tecnologici, presso alcune delle ambasciate italiane nelle capitali più importanti del mondo, tra cui Berlino, Sidney, Nuova Delhi, Toronto e recentemente Tel Aviv e Londra, cosi come molti ricercatrici e ricercatori del Cnr stanziati all’estero fanno parte delle reti di scienziati e professori italiani che vivono in altre nazioni. Negli Stati Uniti alla rete ISSNAF (Italian Scientists and Scholars in North America Foundation) partecipano oltre 6.000 ricercatori, professori e imprenditori italiani, tra cui molti ricercatori del Cnr che fanno ricerca o insegnano nelle migliori università e centri di ricerca americani.

Nelle settimane passate sono stato invitato da ‘’Aspen Institute’ e ho partecipato con interesse all’evento di Venezia sul tema degli impatti degli sviluppi scientifici e tecnologici dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro e delle imprese, sui nuovi mestieri, sullla vita delle persone, sull’etica e molto altro. Questi temi di frontiera, come le precedenti rivoluzioni industriali e tecnologiche, creano innovazione e cambi di paradigmi, scoperte affascinanti ma anche paure e preoccupazioni su quello che non si conosce e ci si aspetta. In un contesto cosi nuovo, globale, dinamico, sconosciuto, diventa fondamentale il ruolo della buona formazione e dei buoni insegnanti fin dai primi anni di scuola, per produrre nuove conoscenza, competenze, tecnologie, modelli di lavoro adeguati. Il Cnr negli ultimi 3 anni ha contribuito a formare circa 10.000 studenti, sia invitando gli alunni e gli insegnati in una delle 330 sedi sparse in Italia e nel mondo, comprese le due basi in Artico e Antartico, sia portando i ricercatori nelle aule e laboratori delle scuole. Il Cnr nel 2017 ha firmato un protocollo e un impegno con la Presidenza del Consiglio per promuovere e sviluppare la formazione e la conoscenza scientifica, matematica e fisica, tra le maestre e le alunne fin dalle scuole elementari, partecipando con i suoi ricercatori e ricercatrici a campi estivi per bambine.

La scienza è senza frontiera, sempre inclusiva. Innumerevoli sono i ricercatori italiani - spesso del Cnr - che lavorano con passione, in squadra con colleghi americani e di altre nazioni, su programmi di ricerca internazionali, su temi affascinanti quanto mai importanti e urgenti come ad esempio lo stato di salute della terra, agricoltura, flussi migratori e impatti sociali, cambiamenti climatici, nuovo Artico e relazioni con il Mare Mediterraneo e altri argomenti fondamentali di cui si parlerà, a breve, in una interministeriale UE a Berlino. A questo proposito mi viene in mente il mio collega e amico Steven Chu, premio Nobel  per la fisica nel 1997,  specialista di spettroscopia laser, che nel 1985 è riuscito a immobilizzare alcuni atomi di sodio in una melassa ottica, a una temperatura vicina allo zero assoluto. Il professor Chu dal 2009 al 2013 è stato il segretario dell'Energia, eletto all'unanimità dal Senato statunitense, in seguito alla sua nomina da parte del presidente Barack Obama.

Pochi giorni fa, il 20 ottobre, come pubblicato dall'Osservatore Romano, il Santo Padre Papa Francesco lo ha nominato membro ordinario della Pontificia accademia delle scienze. Assieme a Steven Chu, a Jeffrey Sachs, economista e saggista, direttore dell'Earth Institute alla Columbia University e special adviser to the United Nations (UN) Secretary-General António Guterres on the Sustainable Development Goals e ad altri colleghi scienziati e professori di diverse nazioni del mondo, parteciperemo alla conferenza internazionale sullo stato di salute della terra e sul futuro dell’umanità che si terrà nel mese di novembre alla Pontificia accademia delle scienze, presso la Città del Vaticano in preparazione di COP24 a Katawice in Polonia ai primi di dicembre.
In conclusione vorrei condividere con voi il seguente pensiero: ‘il fuoco che anima la ricerca è la fantasia’. Diventa quindi importantissimo il reclutamento di giovani menti brillanti".

Per informazioni:
Presidenza Cnr
presidenza@cnr.it

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