Intervento del Presidente

Nobel: Inguscio, studio laser ha potenzialità enormi

02/10/2018

"Sono davvero molto contento di questo nuovo riconoscimento alla ricerca sui laser. Se non sbaglio credo siano ormai diversi i Nobel che vengono assegnati a questo settore della fisica che è davvero molto importante e pieno di ricadute". Lo ha detto il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche Massimo Inguscio in una intervista all'Agenzia giornalistica Italia (Agi).

"Il bello di questa edizione e di questo riconoscimento - spiega Inguscio - sta nel fatto che quest'anno si sono premiati due esperimenti che sono agli estremi di questo tipo di tecnologia. Da una parte, infatti, con Ashkin, sono stati premiati i laser di piccola potenza attraverso i quali si realizzano appunto le pinzette ottiche che permettono una varieta enorme di applicazioni. Questi strumenti - spiega Inguscio - consentono infatti di intrappolare singole molecole, e sono uno strumento davvero molto importante per lo studio dei processi biologici e biomolecolari".

"Dall'altra, con il premio diviso a metà tra Mourou e Strickland - spiega Inguscio - si è premiata una diversa tecnologia che invece permette di avere impulsi molto corti, dell'ordine di milionesimi di miliardesimo di secondo, che però sono in grado di concentrare energie enormi. Si tratta di tecnologie che in Italia e al Consiglio nazionale delle ricerche sono ampiamente utilizzate presso i laboratori degli Istituti di Ottica di Pisa, al Lens di Firenze e al Politecnico di Milano e che permettono di sviluppare applicazioni in numerosi campi, in particolare nella biomedicina. Un altro elemento che va sottolineato è la grande interdisciplinarietà che è associata a queste scoperte: questo è un aspetto sul quale qui al Cnr teniamo molto. Inoltre, sono particolarmente felice che tra i premiati ci sia una donna, visto che è la terza nella storia a ottenere il Nobel per la Fisica, 55 anni dopo Maria Goeppert Mayer e Marie Curie nel 1903. Il Cnr si distingue in positivo rispetto alla media Ue e -ad esempio- all'Inghilterra con circa il 20% di ricercatrici donne, con una presenza di ricercatrici laureate in fisica del 32% e per numero di vincitori di un bando dell'European Research Council (ERC) che sono complessivamente 45 (il più alto in Italia tra enti pubblici di ricerca e università), di cui 15 vinti da donne, mentre sono 23 gli ERC per progetti di fisica di cui 7 da ricercatrici del Cnr, così come per il fatto che le colleghe al Consiglio Nazionale delle Ricerche sono più della metà del totale dei ricercatori".

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