Focus

Primo rapporto annuale sullo stato del regionalismo in Italia (2002), Milano Giuffrè 2003

La serie inaugurata da questo Primo rapporto annuale sullo stato del regionalismo in Italia intende colmare una lacuna della nostra pubblicistica. Nella quale, a differenza di quanto normalmente si riscontra negli ordinamenti federali e regionali, manca uno strumento rivolto a dare annualmente conto delle principali vicende istituzionali da cui è interessato il livello sub-statale di governo, delle dinamiche che in esso si sviluppano, dei rapporti tra lo stesso e le istituzioni con cui variamente interagisce (istituzioni sovranazionali, nazionali e locali). Le uniche eccezioni sono eccezioni parziali, le quali non hanno ad oggetto l'intero fenomeno, ma parti - anche se molto rilevanti - di esso. Di tali eccezioni, le due più significative sono costituite dall'Osservatorio finanziario regionale, curato dall'Istituto e giunto ormai alla sua venticinquesima edizione, e dai Rapporti sullo stato della legislazione, editi dalla Camera dei Deputati a partire dall'anno 2000, nei quali figura una sezione sulla legislazione regionale, anch'essa curata dall'Istituto.
Alla decisione di avviare questa nuova iniziativa non è, peraltro, rimasta estranea una circostanza irripetibile. Il fatto che l'anno cui questo primo rapporto si riferisce - l'anno 2002 - costituisca una sorta di anno zero. Si tratta, infatti, del primo anno di vigenza di una riforma che ha scosso dalle fondamenta il vecchio regionalismo italiano. Ed ha segnato, quindi, un momento di incontestabile discontinuità rispetto all'esperienza precedente.
Tale riforma, non solo, ha rivoluzionato il precedente assetto delle competenze (anche mediante l'impiego di tecniche di matrice federale), ma ha dato vita ad un quadro normativo di straordinaria complessità. Di qui, una serie di incertezze, che non potevano non pesare sui comportamenti degli attori istituzionali. Incertezze, accresciute dalla pressoché totale assenza di norme transitorie, rivolte a fungere da ponte tra il vecchio ed il nuovo sistema.
In considerazione di tutto ciò, non può sorprendere che i temi da cui l'anno 2002 è stato più profondamente marcato ruotino tutti intorno alla riforma. Si tratta, in particolare, del tema dell'applicazione della nuova disciplina, del tema della sua attuazione, del tema, infine, della sua riforma. Né può, conseguentemente, sorprendere lo spazio ad essi dedicato dal presente rapporto. Il quale, tuttavia, non ha potuto ignorare ambiti tematici meno toccati - almeno nell'immediato - dal mutamento del quadro costituzionale. Tra essi meritano una particolare menzione - per il notevolissimo rilievo che rivestono - quello della finanza e quello delle relazioni tra le Regioni e l'Unione europea. In entrambi, infatti, in attesa che la nuova disciplina costituzionale venga attuata in via legislativa, si sono sviluppate dinamiche non segnate da discontinuità rispetto al passato. Ma che, ovviamente, non potevano essere tenute fuori da un'analisi dedicata allo stato del regionalismo in Italia.
Il volume, coordinato da Antonio D'Atena, ha visto la partecipazione di otto ricercatori dell'Istituto (Aida Giulia Arabia, Enrico Buglione, Carlo Desideri, Antonio Ferrara, George France, Sofia Mannozzi, Laura Ronchetti, Letizia Rita Sciumbata) e di due studiosi esterni (Francesco S. Marini e Gianluca Cerracchio).
V., in allegato, l'articolazione sistematica.

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