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Dispositivo di preavviso per danno fotoindotto in musei e mostre temporanee

Le opere d'arte non possono essere godute in assenza di luce, ma quest'ultima è pure uno dei più potenti fattori di alterazione del colore, producendo così danni irreversibili. Pertanto è necessario trovare un compromesso che tenga conto sia delle esigenze dei visitatori che della sicurezza dell'oggetto. E' noto che il danno aumenta all'aumentare dell'esposizione e dell'irradianza, ma, piuttosto che limitare il tempo di esposizione di ciascun oggetto, è preferibile controllare sul posto le condizioni d'illuminazione. L'uso estensivo di "data loggers" per un monitoraggio continuo, oltre che essere inaccettabile dal punto di vista estetico, sarebbe costoso e applicabile solo a poche opere selezionate. Quindi, il sogno di ogni conservatore sarebbe quello di avere a propria disposizione uno strumento economico e di basso impatto estetico, che permetta un monitoraggio veloce e facile di tutta la collezione. Ora un tale sogno è stato realizzato grazie a un progetto parzialmente finanziato dalla Commissione Europea (Key action "The City of Tomorrow and Cultural Heritage", reference EVK4-CT2000-00016). Infatti, dei nuovi dosimetri di luce, LightCheckÒ Sensitive (LCS) e LightCheckÒ Ultra (LCU), sono stati proposti come sistema di preavviso del danno da luce. Questi dosimetri possono colmare l'attuale lacuna dovuta alla mancanza di materiali adatti a rivelare valori bassi o medi di dosi di luce. In realtà, il ben noto Blue Wool Standard, anche nella sua formulazione più sensibile, la n.1, è adatto solo per dosi di luce dell'ordine di diverse centinaia di Kluxh. I due dosimetri proposti consistono di coloranti fotosensibili applicati con un legante polimerico su un substrato. La loro risposta alla luce è cumulativa in quanto sono soggetti a una progressiva variazione di colore all'aumentare dell'esposizione. A seconda della dose ricevuta si raggiungono colorazioni diverse discernibili a occhio nudo, così che i dosimetri possono essere usati per una prima facile e rapida valutazione dell'esposizione luminosa ricevuta da un oggetto in un dato ambiente e in un dato periodo senza la necessità di strumentazione. Il principio di funzionamento è del tutto analogo a quello delle cartine indicatrici di pH: il colore del dosimetro esposto è confrontato con quello di una scala opportunamente calibrata in modo da avere una stima semi-quantitativa della dose totale di luce ricevuta durante il periodo di esposizione. Il lavoro complessivo fatto per l'elaborazione e la caratterizzazione dei LightCheckÒ ha portato poi alla definizione dei campi di applicazione dei due tipi di dosimetro. Infatti, LCU e LCS possono essere usati in modo complementare perché il primo è particolarmente adatto per il monitoraggio di oggetti molto sensibili, di solito esposti sotto bassi livelli di luce o per brevi periodi di tempo, mentre il secondo è più adatto a controllare l'illuminamento di oggetti più stabili o per più lunghi periodi.

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