Le calotte polari conservano al loro interno degli eccezionali archivi per ricavare importantissime informazioni di tipo climatico ed ambientale.Gli strati di neve, accumulati anno dopo anno contengono infatti sostanze diverse, che sono trasportate dal vento, sotto forma di polveri sottili, fino nelle aree più remote.Le polveri inglobate nella neve possono essere sia di origine antropica, provenendo dalle emissione delle attività umane ed industriali, che naturale, derivando da fenomeni di erosione eolica e perfino dallo spazio.L'eccezionale purezza della matrice neve/ghiaccio consente non solo di individuare possibili fonti di inquinamento antropico che, ad esempio si manifesta mediante un arricchimento anomalo in metalli pesanti, ma anche di discriminare tra le varie possibili sorgenti.Nel caso delle polveri cosmiche, è possibile individuarne la presenza mediante la determinazione di platino e iridio nella neve e nel ghiaccio.Questi elementi, che sono tra i meno abbondanti nella crosta terrestre, presentano al contrario un elevatissimo arricchimento nel materiale cosmico; basti pensare che il rapporto tra le concentrazioni medie nel materiale cosmico e nella crosta terrestre è di ~9500 e 2500 per l'iridio e il platino, rispettivamente.La dimensione delle particelle considerate è estremamente piccola tanto che spesso si parla di "meteoric smoke particles"; sono queste particelle quasi-atomiche di diametro ridottissimo.Si formano nella mesosfera a circa 90-100 km di altezza, a seguito di impatti di meteoriti con l'atmosfera terrestre.Una volta formate, precipitano al suolo con un fenomeno di "sedimentazione" piuttosto lento, ridistribuendo il platino e l'iridio sulla superficie della terra.In questo modo la concentrazione di platino ed iridio nelle carote di ghiaccio può essere utilizzata per valutare il flusso delle "meteoric smoke particles" sul nostro pianeta.A questo proposito le carote di ghiaccio presentano almeno tre indiscussi vantaggi rispetto ad altri archivi ambientali; a) le proprietà di Ir e Pt rimangono inalterati in una matrice poco reattiva quale la neve o il ghiaccio; b) gli strati di neve possono essere datati con una buona precisione; c) è possibile conoscere il tasso di accumulo nevoso con buona precisione.Nel corso del presente studio abbiamo analizzato 35 campioni di ghiaccio databile da circa 13,000 a circa 128,000 anni fa.I risultati hanno dimostrato l'esistenza dei valori piuttosto costanti nei flussi di Pt e Ir nel corso dell'Olocene, mentre valori più elevati sono stati riscontrati durante il periodo glaciale, come testimonianza dell'aumentata concentrazione di polveri di origine crostale ritrovata nelle nevi e nei ghiacci.Inoltre il rapporto tra i flussi di Ir e Pt calcolati durante l'Holocene (~ 0.49±0.2) coincide con quello relativo al materiale cosmico (0.49) individuando univocamente l'origine delle elevate concentrazioni di Pt e Ir.Impiegando i dati di flusso di Ir e Pt calcolati nella neve è stato quindi possibile calcolare anche grazie ad un modello di distribuzione del materiale cosmico a livello della mesosfera, il flusso globale di "meteoric smoke particles" sulla superficie terrestre.Il flusso calcolato (14 ± 5 kt/y) è in accordo con i valori trovati facendo uso di complessi modelli di calcolo o sfruttando costosissime strumentazioni installate a bordo di satelliti, confermando l'adeguatezza dell'impiego delle carote di ghiaccio per lo studio dei cicli biogeochimici delgi elementi su scala globale.
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