Focus

INTEGRAL: La via italiana all'Astrofisica Spaziale delle Alte Energie

INTEGRAL(Laboratorio Internazionale per l'Astrofisica delle Alte Energie) è stato lanciato con successo con un razzo PROTON il 17/10/2002 e quindi immesso nell'orbita prevista(perigeo di 10.000 km, apogeo di 153.000km). Questo satellite dell'ESA è un Osservatorio Spaziale,aperto a larga parte della comunità scientifica ed è dedicato ad immagini e spettroscopia a larga banda in raggi X duri e raggi gamma di bassa energia.
La missione,approvata per due anni,ha una durata prevista di 5 anni. Il carico utile di INTEGRAL consiste di due strumenti principali,lo spettrometro SPI e il telescopio IBIS che coprono entrambi l'intervallo di energia 15 keV-10 MeV,coadiuvati da due strumenti di supporto per il monitoraggio nei raggi X(JEM-X)e nella banda ottica(OMC). Grazie ai progressi tecnologici le osservazioni di INTEGRAL si avvalgono di una maggiore sensibilità che di una risoluzione angolare e spettroscopica mai raggiunte sinora nella banda dei raggi gamma di bassa energia(rispettivamente, 12' e deltaE = 2 keV all'energia di 1 MeV). Gli Istituti del CNR,ora raggruppati nell'IASF sono stati coinvolti nella
missione INTEGRAL sin dalle prime fasi, con una sostanziale partecipazione
delle quattro sezioni dello IASF che hanno un ruolo fondamentale nella missione,con importanti responsabilità di gestione e realizzazione(PI di IBIS,Co-I's di JEM-X, SPI e ISDC). IBIS (Imager on Board the INTEGRAL Satellite)è un telescopio a maschera codificata ottimizzato per le immagini, basato su rivelatori a stato solido innovativi e di alta tecnologia. Lo IASF di Roma ha la responsabilità programmatica per l'intero strumento IBIS(PI e System Team)ed è stato responsabile della realizzazione del sistema VETO,dell'unità interna di calibrazione e della principale struttura meccanica.Lo IASF di Bologna ha sviluppato il rivelatore di alta energia PICsIT,che consiste di otto moduli,ciascuno con 512 unità di rivelazione ed è il risultato di una stretta collaborazione tra istituti di ricerca ed industria(Laben). Lo SPI(Spectrometer on INTEGRAL)ha un sistema di 19 rivelatori esagonali di Germanio ad alta purezza, raffreddati ad una temperatura di lavoro di 85 K da un sistema di raffreddamento di Stirling. Una maschera codificata esagonale è localizzata a 1.7 m dal piano di rivelazione per permettere l'osservazione di grandi regioni del cielo(il campo di vista totalmente codificato è 16 gradi)con una risoluzione angolare di 2 gradi.Il contributo dello IASF allo SPI consiste nel plastico di anticoincidenza situato sotto la maschera, che è essenziale per ridurre il rumore di fondo a 511 keV.JEM-X(Joint European X-ray Monitor)è composto da due unità pressoché identiche
e il contributo dello IASF a JEM-X consiste negli alimentatori di Alta
Tensione, le sorgenti di calibrazione e il SW per le simulazioni e la
valutazione del fondo. L'ISDC(INTEGRAL Science Data Center) è la parte scientifica del segmento di terra di INTEGRAL. Per la prima volta che la realizzazione di una parte così importante di una missione spaziale
è stata assegnata dall'ESA ad un consorzio di istituti finanziati dalle
agenzie nazionali. Come gli altri membri del consorzio internazionale
ISDC, l'IASF di Milano ha partecipato allo sviluppo dell'ISDC procurando
manodopera nei campi scientifici e di sviluppo SW presso l'ISDC(Geneve
Obs.,CH). Le responsabilità dello IASF sono nel processamento dei dati e
il SW per la scoperta automatica e la localizzazione dei GRB in tempo reale

Vedi anche: