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Fissazione di CO2 in biomassa marina per la produzione di biofuels

Il controllo dell'accumulo del diossido di carbonio in atmosfera è un obiettivo del Protocollo di Kyoto, non facile da raggiungere se deve essere basato solo sulla riduzione delle emissioni e del consumo di fossili a base di carbonio. Il recupero di CO2 con conseguente confinamento in siti naturali specifici (spent oil wells) o, alternativamente, con riutilizzo del carbonio può rappresentare un compromesso che consente di aumentare l'uso di energia fossile senza aumentare l'accumulo del carbonio stesso in atmosfera.
Le biomasse marine rappresentano una potenziale fonte di energia rinnovabile, con efficienza fotosintetica nettamente superiore alla biomassa terrestre. Sinora sono state studiate solo microalghe come potenziali produttori di biofuel. Nel Progetto finanziato dal CNR(Agenzia 2000) e dal MIUR (FIRB 2002) sono in fase di studio macroalghe marine come potenziali sistemi di produzione di biofuels. Alcune specie sono in fase di studio in colture di laboratorio per studiare l'influenza di parametri quali: temperatura, irradianza, pressione CO2, qualità e quantità di vari nutrienti sull'accrescimento, l'attività fotosintetica e la produzione di biofuels. Si sta paragonando la produtività di macroalghe raccolte in natura con quella di alghe coltivate in laboratorio. Sono state messe a punto tre tecnologie di estrazione di biofuels ed è stato sviluppato un software per la valutazione del bilancio di massa ed energia.