Evento

"Trova il mutante, nutri il futuro". Quando i mutanti aiutano a salvare clima e cibo

Il 26/09/2025 ore 16.00 - 19.00

Loggia dei Mercanti, Milano

La produzione di cibo sostenibile è fondamentale, soprattutto per nutrire 9 miliardi di persone entro il 2050. Le attuali abitudini alimentari, con un elevato consumo di carne, mettono a rischio sia l’ambiente sia la nostra salute. I legumi, in particolare il fagiolo comune, rappresentano un’ottima alternativa alle colture più impiegate per l’alimentazione: infatti, sono ricchi di proteine, fibre, vitamine e minerali, e contengono composti utili per prevenire malattie come obesità, diabete e problemi cardiovascolari. Inoltre, la loro coltivazione ha un importante ruolo agroecologico, in quanto, grazie alla simbiosi con rizobatteri del suolo, sono in grado di utilizzare l’azoto atmosferico e quindi non necessitano di fertilizzanti azotati. Tuttavia, i fagioli, come molti semi, contengono anche alcuni antinutrienti che possono ostacolare la digestione o l’assorbimento dei nutrienti

Per capire meglio la composizione chimica dei fagioli e migliorarne le proprietà nutrizionali, gli scienziati usano tecniche avanzate di analisi, come la metabolomica e la genomica, combinate con la ricerca di biodiversità diversità genetica. Questi studi aiutano a identificare i geni e i composti responsabili delle qualità nutrizionali, offrendo spunti per selezionare varietà migliori.

Oltre allo sfruttamento della biodiversità naturale, generata grazie a milioni di anni di adattamento ad ambienti diversi e più ‘recentemente’ (circa 10.000 anni) mediante i processi di domesticazione, una delle strategie più promettenti per il miglioramento genetico è l'impiego di approcci di mutagenesi. La mutagenesi  (indotta con agenti chimici o fisici) permette di indurre nuove variazioni genetiche (biodiversità indotta) che possono essere studiate per capirne l’effetto sulla pianta e i suoi prodotti e possono essere sfruttate per introdurre nelle colture nuovi tratti utili.

Questo è proprio quello che stiamo portando avanti nei progetti PhasTILL e AGRITECH. 

Nell’esperienza proposta spiegheremo la differenza fra biodiversità naturale e biodiversità indotta, perché è importante per la ricerca avvalersi di quest’ultima e capiremo come è possibile sfruttare la biodiversità indotta per identificare mutanti utili, come ad esempio quelli con minori quantità di acido fitico, un antinutriente che che riduce l’assorbimento di minerali essenziali come il ferro e lo zinco.

Organizzato da:
Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria

Referente organizzativo:
Francesca Sparvoli
CNR - Istituto di Biologia e Biotecnologie Agroalimentari
francesca.sparvoli@cnr.it

Modalità di accesso: ingresso libero

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