Press release

IL NONNO TELEMATICO HA FATTO TILT. LE NUOVE TECNOLOGIE NON AMANO GLI ANZIANI

15/03/2001

COMUNICATO N. 19A/2001

 

IL NONNO TELEMATICO HA FATTO TILT

LE NUOVE TECNOLOGIE NON AMANO GLI ANZIANI

Pollice verso per Internet, telefonini e bancomat

E' ancora la televisione la vera passione della terza età e di tutti gli italiani

 

Di mouse, tastiere, bancomat e messaggini sms pare che non ne voglia proprio sapere. Il nonno telematico, tante volte evocato dai media, resta per ora un personaggio raro perché, a quanto pare, le nuove tecnologie non sono ancora riuscite a conquistare gli anziani, che continuano a preferire di gran lunga la cara, vecchia, amata televisione e gli elettrodomestici tradizionali. A fare luce sul rapporto conflittuale fra terza età e società dell'informazione, con tutte le sue innovazioni e le diavolerie tecnologiche, è uno studio curato dall'Istituto di Ricerche sulla Popolazione (IRP) del Consiglio Nazionale delle Ricerche che apparirà come supplemento del prossimo numero della rivista Demotrends.

L'inchiesta - che ha interessato un campione di 4300 anziani di età compresa tra 60 e 74 anni ed è stata coordinata da Rossella Palomba, Responsabile indagini IRP-CNR - non lascia dubbi: è ancora la televisione, meglio se col videoregistratore, il mezzo di comunicazione più amato dagli italiani di una certa età, tra i quali raggiunge una diffusione del 60% (67% tra gli uomini, e 55% tra le donne). Un mezzo che gli anziani continuano a considerare come la fonte di informazione più attendibile, facile da usare e piacevole. L'amore per il tubo catodico non si spinge però sino alla pay-tv (via cavo o satellitare), ancora troppo cara e troppo poco attenta ai programmi dedicati a questo target, peraltro in continua espansione, a differenza di quanto avviene negli Stati Uniti e nel nord Europa.

Quella della semplicità è l'esigenza più avvertita dalla terza età, che nella ricerca del CNR denuncia una grande difficoltà nell'uso di tecnologie troppo complicate, di elettrodomestici troppo sofisticati, di libretti delle istruzioni pensati più per un pubblico giovanile che per loro.

Ecco allora la diffidenza per i computer, utilizzati da appena il 15% degli intervistati (20% tra gli uomini e 11% tra le donne) e per gli abbonamenti a Internet, che coinvolgono appena il 6% del campione (7% tra gli uomini e solo il 4% tra le donne), anche se poi un gran numero di anziani confessa il desiderio di imparare a usare il PC.

A frenarli, in ogni caso, sono anche ragioni di carattere economico, le stesse che li tengono lontani dalla corsa ai telefoni cellulari che sembra caratterizzare ormai la nostra epoca: a fronte di una diffusione quasi totale tra i giovani e gli adulti, solo il 25% degli anziani (il 33% degli uomini contro il 17,5% delle donne) ha optato per il telefono mobile, scelto soprattutto per la comodità e la tranquillità di poter essere facilmente trovati, ma criticato - in virtù della saggezza conquistata con gli anni - per la schiavitù che ne deriva.

E se i soldi influiscono in maniera considerevole sulle loro scelte "tecnologiche", è sempre ai contanti che va la loro preferenza. Pur riconoscendo la grande utilità di questi strumenti "immateriali", quando si tratta di fare acquisti importanti il 71% preferisce ancora il denaro liquido, e solo il 10% fa uso di assegni, il 9% utilizza il bancomat e un misero 3% ricorre alle carte di credito. Un distacco che denota un rapporto conflittuale con gli istituti di credito che su di loro, affermano critici, "ci guadagnano" grazie a operazioni troppo costose.

 

Quello degli anziani verso le nuove tecnologie si potrebbe definire allora un amore non corrisposto: il desiderio e la consapevolezza dei grandi vantaggi non si incontrano infatti con i prodotti offerti dal mercato; una disattenzione che si potrebbe ritorcere contro chi ancora non si è accorto dello straordinario potenziale di consumo e di entusiasmo della terza età.

 

La versione integrale della ricerca è disponibile in PDF sul sito: www.irp.rm.cnr.it

 

Roma, 15 marzo 2001


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