06/09/2016
I giovani dei Castelli Romani parlano sempre meno il dialetto, che rischia quindi di scomparire. Un’indagine condotta tra marzo e aprile 2016 da Giorgio Sirilli, economista e statistico dell’Istituto di ricerca sulla crescita economica sostenibile del Consiglio nazionale delle ricerche (Ircres-Cnr), ha evidenziato che la percentuale degli studenti quattordicenni che conoscono molto bene il proprio dialetto è inferiore al 10%: ad Albano (2,1%), Genzano (5,3%), Ariccia (8,0%), Marino (9,3%) e con una sola eccezione a Velletri (22,1%). Il dialetto viene parlato in famiglia appena dal 3-4% degli studenti ad Albano, Ariccia, Genzano e Marino, con un massimo del 10,4% a Velletri. L’idioma di gran lunga più usato è l’italiano, seguito da un misto italiano-dialetto, con l’eccezione di Velletri dove le proporzioni sono rovesciate.
Un’indagine condotta nel mese di maggio 2016 su tutti i cittadini di Albano (11-71+ anni), rileva poi che il 13,5% degli intervistati conosce il dialetto molto bene, il 33,5% bene, il 36,8% superficialmente e il 16,2% non lo conosce affatto. Le donne conoscono meno il dialetto (molto bene 12,2%, bene 29,6%) degli uomini (rispettivamente 14,8% e 37,3%) e il 21,1% dichiara di non conoscerlo affatto contro il 11,3% dei maschi. “Coerentemente con i dati Istat, relativi a tutti gli italiani, la padronanza del dialetto aumenta con l’età e la quota dei giovani albanensi (11-30 anni) che lo conoscono superficialmente o non lo conoscono affatto è di quasi il 70%”, chiarisce il ricercatore Cnr.
Nei rapporti familiari, la stragrande maggioranza (l’88,7%) degli albanensi depositari del dialetto rinuncia a praticarlo per fare uso o della lingua italiana o di un misto italiano-dialetto, preludio della sostanziale perdita della lingua natìa. Il paragone tra Albano e l’Italia segnala similarità e differenze: le percentuali di coloro che in casa parlano in dialetto locale o altre lingue o dialetti sono dello stesso ordine di grandezza. Le differenze riguardano l’uso dell’italiano, che ad Albano si parla meno che nel resto del Paese e del misto italiano-dialetto, che ad Albano si parla di più. “I dati mostrano dunque che ad Albano il dialetto ‘resiste’ meno che nel resto del Paese nella sua forma integra ma che, allo stesso tempo, si accompagna più di frequente all’italiano, lingua meno parlata in casa”, spiega Sirilli.
“Si può prevedere che i cittadini di Albano nati dal 2020 si divideranno tra chi conoscerà il dialetto superficialmente e chi non lo conoscerà affatto: nessuno lo conoscerà molto bene o bene”, conclude Sirilli.
Giorgio Sirilli è nato ad Albano Laziale nel 1949. Economista e statistico, è Dirigente di ricerca associato presso l’Istituto di ricerca sulla crescita economica sostenibile del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ircres-Cnr).
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