Home |  English version |  Mappa |  Commenti |  Sondaggio |  Staff |  Contattaci Cerca nel sito  
Storia e Linguistica

TERZA RACCOLTA DI SAGGI DIALETTOLOGICI IN AREA ITALO-ROMANZA

Presentazione - Indice


Presentazione


Anche questa "Terza raccolta di saggi dialettologici" si uniforma alle due precedenti; l'area di esplorazione linguistica è sempre l'italo-romanzo con una certa predilezione per i dialetti del Nord-Est. I collaboratori sono quasi sempre i medesimi, anche se in questo volume si pubblicano ricerche originali e nuove per gli autori e per gli argomenti trattati che divergono dal prevalente campo lessicale delle precedenti raccolte.
Il mio contributo è una rielaborazione in italiano, con alcune aggiunte nuove, di un articolo già edito in tedesco (in "Germanische Linguistik", Olms 1994) e si riferisce ad un'area che mi è familiare cioè il Veneto Settentrionale ove, senza entrare nelle valli "ladine" (che continuano il loro noto processo di tedeschizzazione) si può raggranellare ancora un buon gruzzolo di germanismi di varia provenienza.
La novità per il nostro campo di ricerca è data dal saggio di L. Monai Spinozzi, Il clitico soggetto delfriulano, un caso di calco sintattico in area slavo-romanza come modello di una ipotesi ricostruttiva. Come mi conferma uno specialista, quale John Trumper, il saggio della Monai è un tentativo interessante di descrivere ed analizzare casi di interferenza (morfo) sintattica tra friulano e dialetti sloveni contigui, specie per i pronomi atoni proc1itici. L'interferenza non agisce solo nel caso dei verbi "atmosferici" a soggetto nullo, ma essa pare assai più complessa. Il Trumper non accetta peraltro la vecchia ipotesi dello Schuchardt (1880) di imitazione di modelli celtici (ma la Monai ha modificato l'ipotesi di Sch.). Comunque "trattare fenomeni sintattici al livello comparativo è di estremo interesse e permette una migliore e più puntuale conoscenza dei rapporti slavo-romanzi".
Di notevole interesse etnografico e linguistico è il contributo di Glauco Sanga sulla colonizzazione veneta (settentrionale; secolo passato) di alcune aree ristrette croato-bosniache (di recente tormentate dal flagello bellico). Segue il lavoro del Trumper su alcuni aspetti importanti dell'albanese per la formazione di gerghi di mestiere. Originale è il lavoro di St. Schmid sulle strutture della sillaba nei dialetti veneti: l'Autore inoltre tratterà l'argomento in una monografia in preparazione.
Ma il presente volume è di molto arricchito da ben cinque articoli riuniti in un ampio contributo, da Dario Soranzo che indaga su toponimi, antroponimi e appellativi antichi dell'area padovana con una conoscenza approfondita - che tutti gli riconosciamo - delle carte medievali e la loro utilizzazione per corrette interpretazioni fonetiche ed etimologiche. Qua e là il S. modifica i risultati di esperti glottologi (si veda ad es. quanto egli ha saputo raccogliere a proposito dei derivati di QUERCUS e forme alterate). Accanto alle interpretazioni sicure meriterà in seguito riprendere le analisi che possono sembrare ancora incerte. Enzo Croatto, già noto per le sue esplorazioni e raccolte lessicali dolomitiche, ci offre un buon saggio del suo dizionario zoldano (BL) che ci auguriamo vivamente di poter ammirare nella sua interezza. M.T. Vigolo e John Trumper - che nel frattempo hanno pubblicato insieme un fondamentale contributo allo studio dei dialetti veneti centrali con particolare esplorazione della fitonimia (edito dal nostro "Centro", Padova 1995) hanno ripreso la tematica della flora popolare approfondendo lo studio di denominazioni venete di difficile interpretazione etimologica (Vigolo) o di fitonimi sconosciuti e mal definiti dell'area meridionale del Pollino (CS e PZ).
Nel licenziare il nuovo volume mi corre l'obbligo gradito di ringraziare tutti i collaboratori ed in particolare Enzo Croatto e soprattutto M.T. Vigolo per avermi aiutato nella raccolta dei materiali e per i continui contatti con la tipografia. Alla Vigolo poi dobbiamo un fecondo impulso nella attività del "Centro" per quanto si riferisce alle ricerche di dialettologia storico-comparativa che, fin dalla fondazione dell'Ente, rimane fondamentale nei previsti programmi.



Giovan Battista Pellegrini


Padova, 14 giugno 1996

 
Torna indietro Richiedi modifiche Invia per email Stampa
Home Il CNR  |  I servizi News |   Eventi | Istituti |  Focus