METODOLOGIA ECDOTICA DEI CARTEGGI
Premessa - Indice
Premessa
Gli Atti che qui si pubblicano
sono relativi al convegno che si tenne a Roma presso il Consiglio Nazionale
delle Ricerche - e - per esso organizzato dal Comitato nazionale per
le scienze storiche, filosofiche e filologiche - nel lontano ottobre
del 1980. Purtroppo essi
escono con un imperdonabile ritardo che, in parte, ha vanificato l'obiettivo
che allora ci eravamo prefissi di fare il punto, a livello nazionale,
sulla situazione degli studi circa il problema che pone l'edizione di
un carteggio e di lì partire per un'impostazione più razionale del problema.
Tuttavia, nonostante la situazione si sia notevolmente evoluta per suo
conto, le questioni che allora emersero e il dibattito fra studiosi
che ne conseguì risultano ancora oggi di notevole attualità. Per tal
ragione si è deciso di dare ugualmente seguito alla stampa di quei lavori
nella certezza che essi possano comunque risultare utili a chi si accinge
ad affrontare gli innumerevoli problemi che presenta l'edizione di un
carteggio e di una sua corretta ecdotica.
Come si vedrà, a parte la ricchezza di notizie e di questioni interpretative
contenute nelle relazioni principali, e che risulta direttamente proporzionale
alla bravura, all'intelligenza e all'esperienza di chi le svolse, è soprattutto
nelle discussioni che seguirono i vari interventi che emersero tutta una
serie di questioni ecdotiche che potranno costituire certamente un corretto
punto di riferimento, una guida sicura, a chi si proponga di cimentarsi
con l'edizione di un carteggio. Esse, infatti, risultano tanto più interessanti
e utili se si considera il fatto che, in un'epoca come l'attuale, il numero
degli studiosi che si dedicano a questo tipo di lavori - spesso
senza adeguati modelli di confronto e con scarsa esperienza -
è aumentato considerevolmente, con la conseguenza che una massa
enorme di materiale, il più delle volte modesto e in taluni casi difficilmente
utilizzabile, ha invaso le nostre scrivanie, rendendo difficoltoso seguire
con un minimo d'attenzione tutto ciò che viene edito finanche solo nei
limiti della propria disciplina.
Mettere per la prima volta insieme specialisti eminenti di discipline
confinanti con il compito di delineare il quadro della situazione e dei
problemi connessi ci sembrò un atto necessario, un punto di partenza imprescindibile,
se si voleva realisticamente mettere ordine nella materia. Ma, e ciò
ci rafforzò nell'idea della validità dell'iniziativa, l'esperimento
non andava fatto a compartimenti stagni. Se sforzo si doveva fare
esso andava indirizzato nel senso di confrontare in una unica prospettiva
esperienze di studio diverse e soprattutto fra studiosi di discipline
diverse. Ciò avrebbe consentito non solo di avere un'informazione
immediata dello stato della questione all'intenio di ogni singola disciplina,
ma anche in discipline confinanti e di mettere poi tutte queste discipline
a confronto le une con le altre per verificare le linee generali d'indirizzo
della ricerca e i punti di contatto di un'ecdo- tica comune. Infine vi
era anche un'altra ragione più attinente alla politica della ricerca che
un organismo come il CNR deve agevolare nel quadro delle sue finalità
istituzionali: sulla base della mappa delle iniziative che sarebbe emersa
cercare di potenziare quei settori che più davano garanzia di risultati
scientificamente validi, semmai tentando di far confluire iniziative locali
o episodiche in progetti più ampi e sperimentati e che, soprattutto
in ragione della maggiore esperienza accumulata, promettessero risultati
scientifici ineccepibili. Molto spesso, infatti, - e questa è esperienza
comune di ogni editore di carteggi -, iniziative che si preannunciavano
come felici hanno finito con il dare risultati modesti, lalvolta scadenti
sul piano ecdotico. E ciò a ragione talvolta dell'improvvisazione
- i carteggi che hanno per oggetto l'età contemporanea )nostrano
innumerevoli esempi in tal senso -, ma talvolta anche dovuti all'inesperienza
e alla mancanza di quadri di riferimento precisi. Un ente come il CNR
doveva proporsi un obiettivo del genere, cercando, nei limiti del possibile,
e soprattutto facendo salva la libertà della ricerca, di orientare gli
sforzi verso iniziative che fossero di esempio e di punto di riferimento
non solo sul piano storico, archivistico o letterario, ma soprattutto
sul piano.
metodologico e scientifico. Preliminare a tutto ciò ritenevamo fosse
una schedatura a tappeto di tutto il materiale epistolografico esistente
nelle biblioteche, negli archivi pubblici e privati, disperso in fonti
o collezioni minori, spesso ignote, o di difficile
reperimento. « Una schedatura del genere - scrisse
Eugenio Garin al presidente del CNR in occasione del convegno -, secondo
criteri da fissare con precisione, e da osservare con rigore, potrebbe
utilizzare, unificandone in un centro i risultati, istituzioni périferiche,
accademie e centri di studio coordinandone finalizzandone l'attività in
tal senso ».
Con il convegno del 1980 ci proponevano appunto di partire verso gli
orizzonti che Garin così bene indicò. Certo, questi Atti usciti
con così grande ritardo non hanno avuto quell'effetto che ci aspettavamo,
anche se alcuni settori come quello relativo alla storia dell'arte, magistralmente
coordinato da Paola Barocchi presso la Scuola normale superiore di Pisa,
e quello relativo alla storia della scienza, che trova il suo punto
di riferimento più importante nell'Istituto e museo di storia della scienza
di Firenze, hanno proceduto speditamente sulla strada indicata, ponendosi
come esempio di ogni seria attività di ricerca. Nel licenziare per la
stampa gli Atti di quel convegno non resta che l'augurio
che si possa procedere ora con una maggiore coscien; a verso una
crescente integrazione delle esperienze come piattaforma comune per un
avanzamento della ricerca scientifica.