DONNE, FILOSOFIA E CULTURA NEL SEICENTO
Premessa - Indice
Premessa
L'universo della cultura filosofica femminile del
Seicento è territorio in gran parte inesplorato: nonostante gli
studi comparsi per lo più a partire dagli anni Sessanta del nostro secolo,
che hanno aperto prospettive inedite e sollevato questioni mai affrontate
prima, la ricerca ha privilegiato aree geografiche particolari, la Francia
e la Gran Bretagna soprattutto, o si è rivolta ad ambienti e ruoli sociali
specifici.Nell'Europa dotta del XVII secolo le donne sono escluse dalle
carriere intellettuali e i loro interessi culturali restano confinati
nei limiti di un sapere essenzialmente amatoriale. Tuttavia, pur all'interno
di contraddizioni palesi, involuzioni e arretramenti, l'accesso ad un
nuovo sapere diviene aspirazione sempre più diffusa. Così, se è solo con
il Rinascimento che si assiste alla nascita di una «scrittura femminile»
di stampo laico - le autrici di epoca medievale, per lo più mistiche o
religiose, traevano da argomenti teologici la loro principale fonte di
ispirazione -, è nel XVII secolo che, insieme all'immagine della
lettrice, viene delineandosi quella della mediatrice di cultura e della
scrittrice nel senso pieno del termine. Ed è sempre nel Seicento, in particolare,
che l'interesse delle donne per gli studi, cui si accostano generalmente
in età adulta e da autodidatte, comincia a rivolgersi alla filosofia:
dapprima spettatrici in un dominio di stretta pratica maschile, le donne
sifanno portatrici di istanze di rinnovamento che investono anzitutto
il ruolo delle scienze, le modalità e gli strumenti della formazione intellettuale,
partecipando in prima persona, seppure spesso in incognito, alla circolazione
della cultura e delle idee.
Il delicato momento di passaggio, in cui accanto ad una crisi del sapere
viene affermandosi una figura nuova di «femme savante», costituisce il
campo di indagine che questo libro si propone di analizzare. Così, se
le ricerche sulla «questione femminile» e sugli studi delle donne sono
andate moltiplicandosi e arricchendosi negli ultimi decenni di contributi
significativi incentrati su argomenti che variamente alludevano o rimandavano
al tema dell'educazione e dell'istruzione - quali ad esempio quelli
sulla donna 'eroina', sul matrimonio, sulla vita mondana, sulla «creanza
cristiana»,
sull'amore
e sui rapporti con il potere - qui si è cercato di mettere in evidenza
aspetti e motivi dello specifico e in generale meno frequentato problema
delmolteplice articolarsi degli interessi filosofico-scientifici
delle donne in età moderna.
I diversi capitoli in cui sono suddivisi i saggi raccolti nel
volume vogliono suggerire soltanto alcune possibili direzioni di ricerca.
Vengono presentati dapprima alcuni tra gli orientamenti più rilevanti
della filosofia e della scienza in relazione alla concezione della donna
e al suo ruolo a partire dalla fine del Rinascimento, tentando di ricostruire
inoltre, attraverso una documentazione talora inedita, alcuni percorsi
individuali particolarmente significativi nella loro emblematicità. Con
la sezione dedicata al libro, alla stampa e alle biblioteche di donne,
si è voluto sottolineare un aspetto per lo più ignorato della cultura
femminile del Seicento, mettendo in evidenza letture e competenze specifiche.
Si è inteso, da ultimo, estendere la ricerca al campo della pittura
la cui interpretazione ha dato vita negli ultimi decenni ad un
acceso dibattito nell'ambito della storiografia del XVII secolo europeo.
Questo libro è stato pubblicato grazie ad un finanziamento del Comitato
nazionale per le Scienze storiche, filosofiche e filologiche del CNR;
il partecipe interessamento del dottor Mario Apice, direttore dell'Ufficio
Pubblicazioni, ne ha permesso la rapida realizzazione.
Nel ringraziare tutti gli studiosi che hanno accolto l'invito a prendere
parte al progetto di ricerca, desidero esprimere la mia gratitudine a
Maria Conforti per i molti suggerimenti, a Katrin Tamara Tenenbaum e a
Monica Clemente per il continuo incoraggiamento. Un ringraziamento particolare
a Francesca Brezzi. Grazie ad Ada Russo per la preziosa collaborazione.
P. T.