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Storia e Linguistica

CORRADO RICCI FRA RESTAURO E CONSERVAZIONE

Indice - Presentazione


Presentazione


Non sempre è possibile motivare l'origine di una pubblicazione in maniera univoca: sollecitazioni e circostanze diverse e fortuite possono costituire un'occasione di stimolo ad affrontare un compito così oneroso. Una tale considerazione si addice perfettamente al caso di questo testo, un breve ma denso lavoro dedicato alla complessa figura di Cofrado Ricci.
Non si deve pensare al tradizionale modello di biografia; il risultato che si è inteso conseguire si limita ad approfondire un aspetto specifico della sua multiforme attività di studioso, storico dell' arte e funzionario statale. Riguarda essenzialmente, q'iindi, il contributo da lui dato alla disciplina del restauro.
Lo scenario è Ravenna, città d'origine di Ricci e nello stesso tempo suo prediletto campo d'azione; l'epoca è circoscritta ai primi anni del nostro secolo. Sembrerebbe una visuale ristretta sia dal punto di vista geografico che cronologico, ma in realtà non è meno rilevante e soprattutto meno efficace ai fini di una reale comprensione di questa figura, che per la molteplicità dei suoi interessi e per l'estensione della sua azione ha svolto un ruolo certamente non marginale nella disciplina storico-artistica del nostro Paese. Tale ruolo non solo gli ha consentito di emergere al di fuori dei ristretti ambiti provinciali, ma anche di dar vita ad un diverso approccio concettuale e metodologico del restauro all'interno di un programma scientifico di documentazione, che ha determinato l'attuale elaborazione teorica di questa disciplina.
Esattamente cento anni fa, nel 1897, fu istituita a Ravenna la "speciale" Soprintendenza ai Monumenti, la prima in Italia e, come tale, un' esperienza pilota per tutto il sistema di tutela pubblica del patrimonio storico-artistico nazionale. Ricci fu a capo di questa nuova istituzione e con questo incarico, negli anni a cavallo dei due secoli, diresse i primi consistenti interventi di restauro sui monumenti di questa città, che ancora oggi conservano la sua impronta.
Ciò non comporta che il suo operato o la sua concezione del restauro, rigorosamente filo logica e molto spesso troppo selettiva, sia sempre condivisibile nell' ottica dei nostri tempi. Pur tuttavia, bisogna riconoscergli il merito di un instancabile attivismo, che portò la soprintendenza di Ravenna ad avviare numerosissimi cantieri di lavoro nei più significativi monumenti cittadini. Prima fra tutti, a richiamare l'attenzione del Ricci, fu naturalmente la basilica di San Vitale, che per l'importanza che riveste in campo artistico nazionale comportò per lo studioso l'assunzione di grosse responsabilità e di scelte difficili, che determinarono, già ai suoi tempi, critiche e aspre polemiche. La vicenda delle pitture settecentesche della cupola di San Vitale, che è il tema su cui si è incentrato questo studio, ne è l'esempio più eclatante.
Fin dal 1990 esiste a Ravenna, presso la sede della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici, una Sezione dell'Istituto di Ricerche Tecnologiche per la Ceramica. IRTEC, Faenza . del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Questa Sezione, voluta dal C.N.R. per l'importanza annessa ai Beni Culturali e nello specifico ai materiali musivi, ha colto volentieri l'occasione di esplorare questo argomento che già nel passato ha offerto ai rappresentanti della cultura dell'epoca tanti spunti di riflessione, tutti sicuramente meritevoli ancora oggi di essere ripresi e approfonditi. La dottoressa Eleonora Maria Stella, nell'ambito di una borsa di studio del C.N.R. presso la sede di Ravenna del nostro Istituto, motivata anche da una diretta partecipazione ad un intervento di restauro realizzato sui mosaici della stessa basilica, ha approfondito con lodevole capacità le ricerche specifiche su questo tema.
L'ampio e in buona parte inedito carteggio, raccolto dallo stesso Ricci e conservato nella Biblioteca Classense di Ravenna, ha costituito una proficua e ricca base di ricerca per la ricostruzione e l'interpretazione di questa vicenda e del pensiero del suo principale protagonista.
L'obiettivo che si è cercato di conseguire non si limita alla pedissequa, anche se interessante ricostruzione dei semplici fatti, ripercorrendo le tappe storiche di un determinato evento, ma tende al risultato più ambizioso di mettere a fuoco la cultura e la mentalità di un'epoca, che pur con i suoi errori ha iniziato a porsi in maniera più problematica e articolata di fronte alle difficili scelte imposte dal restauro inteso come disciplina scientifica.


Responsabile Sezione Mosaico - Ravenna IRTEC - C.N.R.


Cesare Fiori

 
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