VERBALIZZAZIONE DEGLI ATTI PROCESSUALI, TECNOLOGIE VIDEO E GESTIONE
DELL'INNOVAZIONE NELL'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA
Presentazione - Indice
Presentazione
In questo volume vengono pubblicati
i risultati di una pluralità di ricerche tra loro in vario modo connesse.
Nelle tre Parti della Sezione 1 e nelle Parti prima e seconda della
Sezione 2 vengono presentate le analisi e gli esperimenti effettuati
con riferimento alle tecnologie di supporto alla documentazione degli
atti del processo penale. Si tratta di analisi ed esperimenti condotti
negli uffici giudiziari per
iniziativa
della Commissione di studio del CNR per l'elaborazione di proposte operative
nel settore delle tecnologie di supporto all'organizzazione giudiziaria
(d'ora in poi Commissione CNR), su richiesta del Ministro di Grazia
e Giustizia. Vengono altresì illustrate le molteplici applicazioni delle
tecnologie video nell'ambito dell'amministrazione della giustizia già
sperimentate in altri Paesi, applicazioni di cui viene indicata l'utilità
con riferimento a specifici problemi funzionali della nostra amministrazione
della giustizia. L'attività di ricerca ha comportato un notevole, costante
impegno di monitoraggio in una pluralità di uffici giudiziari italiani
ed un'analisi dettagliata di esperienze ed esperimenti effettuati all'estero.
E' un lavoro che non avrebbe potuto essere compiuto dalla Commissione
CNR senza la costante collaborazione del personale di ricerca e amministrativo
del Centro Studi e Ricerche sull'Ordinamento Giudiziario dell'Università
di Bologna, nonché dei ricercatori dell'Istituto di Ricerca sui Sistemi
Giudiziari del CNR e del Progetto Strategico CNR "Monitoraggio del nuovo
codice di procedura penale".
Le ricerche sul campo, oltre a fornire in forma analitica le informazioni
necessarie a valutare l'efficacia operativa dei vari sistemi di verbalizzazione
degli atti processuali (con particolare riferimento alla videoverbalizzazione),
hanno anche inequivocabilmente confermato quanto da noi già ricorrentemente
rilevato nell'ambito di precedenti ricerche, e cioè la sostanziale inadeguatezza
dell'amministrazione della giustizia nel settore delle attività di pianificazione
e gestione di processi di innovazione organizzativa e tecnologica. Una
inadeguatezza, cioè, proprio in quel settore di attività da cui in larga
misura dipende - come mostrano le esperienze straniere - proprio quel
recupero di efficienza della nostra macchina giudiziaria che è condizione
indispensabile per avviare a soluzione la sua disastrosa crisi di funzionalità.
Ci è sembrato quindi che fosse utile fornire nella Parte terza della Sezione
2 un organico insieme di proposte che, a nostro avviso, consentirebbero
di rimediare alle attuali inadeguatezze - e ai conseguenti sprechi di
pubblico denaro - che si verificano sia nel settore della definizione
sia, ancor più, nel settore della gestione dell'innovazione, tenendo conto
non solo delle carenze evidenziate dalla ricerca sulle tecnologie di supporto
alla verbalizzazione degli atti processuali ma anche di quelle, molto
più complesse, che sono ricorrentemente emerse nel corso delle analisi
che abbiamo condotto sull'apparato organizzativo della giustizia negli
ultimi 28 anni. Ho anche ritenuto che fosse utile ed opportuno fornire
un'illustrazione di un processo di innovazione organizzativo, gestionale
e tecnologico attuato con notevole successo in un numero crescente di
uffici giudiziari degli Stati Uniti, non perché iniziative di rilievo
non possano essere reperite anche in altri Paesi ma perché negli Stati
Uniti il processo di innovazione organizzativa e tecnologica si è sviluppato
prima che altrove ed è quindi anche il più adatto ad evidenziare la molteplicità
e complessità dei problemi cui tale processo debba far fronte.
Giuseppe Di Federico