EDILIZIA PER LA RICERCA. PROGETTO E TECNOLOGIA
Presentazione
- Introduzione
Introduzione
La cultura della ricerca scientifica è uno degli indici
di civiltà, ma i suoi espletamenti necessitano di mezzi, personale e infrastrutture
che ne assicurino lo svolgimento e la progressione.
Privilegiare una politica di sviluppo del settore significa individuare
le metodologie utili e i quadri esigenziali per una corretta attuazione
dei programmi. A loro volta questi devono essere inseriti in un contesto
globale di interesse del Paese e controllabili nel continuo adeguamento
alle realtà in evoluzione. In questa ottica i sistemi infrastrutturali
sul territorio a servizio della ricerca seguono ormai una tendenza consolidata
in tutto il mondo: l'accorpamento di risorse in termini fisici ed economici,
con ritorni non solo di convenienza gestionale, ma anche di organizzazione
nell'uso dei risultati e nella loro diffusione.
Il successo di iniziative di agglomerazione di strutture di ricerca scientifica,
di alto contenuto tecnologico e orientate su temi emergenti, ha suscitato
notevole interesse in ambiti territoriali anche diversificati per vocazione
e cultura, Numerosissimi sono ormai in Europa i parchi scientifici e i
centri di
trasferimento tecnologico(1).
D'altronde tali contesti logistici di concentrazioni di strutture di ricerca
sono in linea con le tendenze internazionali di politica del settore (Tsukuba-
Japan, Palo Alto, Usa, ecc,).
In Italia l'interesse per l'argomento ha determinato la costituzione da
parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche di 9 «Aree della Ricerca»
(vedi tab, 1) da integrare con programmi di sviluppo in questo senso(2).
Ogni area costituisce una trama relazionale tra singole istituzioni scientifiche
(istituti, centri, laboratori, ecc.) garantendone sia l'individualità
sia il coordinamento mediante connessioni logiche.
L'organizzazione e la struttura amministrativa di supporto configura,
inoltre, ogni area di ricerca come una macrounità operativa tendente a
produrre un rapporto costi/benefici favorevole, oltre ai risultati scientifici
da commutare all'esterno.
Un esame delle concentrazioni territoriali mirate a rendere possibile
uno «spinn out» di conoscenze scientifiche e tecnologiche a favore dell'ambiente
economico e sociale, evidenzia che i casi di successo sono stati sempre
contraddistinti da un fattore comune: la presenza di un intervento capace
di costituire una «massa critica».
Per tale si intende un aggregato di attività di ricerca applicata e orientata,
sufficientemente grande e coerente, da costituire una adeguata sorgente
per le attività produttive.
La presenza di grandi istituzioni universitarie, in consorzio con gli
enti locali e le stesse organizzazioni di ricerca istituzionali, come
il CNR per l'Italia, assicurano un'ulteriore facilitazione degli studi
e delle ricerche sulle tematiche di maggior interesse, con le loro ricadute
per il sistema socio-economico.
Concentrare i luoghi della ricerca, dunque; questa linea comporta, peraltro,
necessità logistiche, inserimenti in ambienti già connotati dalle altre
realtà produttive, implicazioni sociali, oltre ai necessari insediamenti
edilizi.
La strutturazione di tali complessi determina problemi specifici in vari
scenari; questo studio è orientato a fornire indicazioni metaprogettuali
finalizzate alla realizzazione edilizia sul territorio.
Sono necessari, d'altronde, filtri diversificati attraverso cui verificare
i caratteri progettuali più tradizionali; a titolo di esemplificazione,
basti citare la valutazione di impatto ambientale connessa con interventi
di questo tipo.
Altri fattori determinanti, come la quantificazione delle ricerche, le
esigenze del personale, le situazioni a rischio connesse a scarichi inquinanti,
presenza di sostanze radioattive, ecc., devono tutti confluire in un coacervo
di implicazioni da correlare.
Il tema della progettazione di concentrazioni territoriali della ricerca,
già affrontato da varie angolazioni, sia in Italia, sia all'estero, si
presenta, in definitiva, come un affascinante «puzzle» di situazioni non
solo meramente costruttive da comporre.
L'analisi dei principali aspetti che concorrono ad inquadrare il problema
generale, è quindi condotta con lo spirito di indagare le soluzioni e
le relative metodiche di adeguamento, che permettono un approccio più
«informato» a fronte della complessità del risultato finale.
(1) La definizione di Parco Scientifico, riportata dall'OECD è
"territorial concentrations covering contiguous sites where technology-related
activities are carried on, whether of research, development, manifacturing
or software type, together with all the direct supporting services".
I centri di trasferimento tecnologico sono invece direttamente interrelati
con l'industria.
(2) Nell'ambito dell'accordo di programma CNR-Ministero per il Mezzogiorno,
è prevista la costituzione delle aree di ricerca di Bari, Sassari,
Palermo e Catania, oltre a n. 2 Poli Tecnologici a Napoli.