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Geografia

CARTA DELLA UTILIZZAZIONE DEL SUOLO D'ITALIA - MEMORIE ILLUSTRATIVE: SARDEGNA

Presentazione - Indice


Presentazione



Ogni Regione italiana dispone prevalentemente di uno o, molto più spesso, di alcuni tipi di terreni, adatti a scegliere alcune forme di colture più idonee alle sue condizioni di morfologia, climatologia, forma del suolo: ciò avviene specialmente per le forme delle coste insulari, e in modo caratteristico per le coste della Sardegna. Ne deriva il risultato delle situazioni in cui vengono a trovarsi le diverse parti esposte agli aspetti differenti di terreno, di clima, di natura. Ne discende che per ogni tratto di territorio italiano viene a stabilirsi necessità di relativa preferenza per uno o più determinati tipi di coltura; il che contribuisce a mettere nel loro giusto posto tali valori nella geografia agraria di un dato terreno, nel confronto dei diversi tipi da mettere in rilievo, nel porre in risalto un tipo di colture da quello di altre meno vaste e individuando nei suoi valori di speciale importanza. Queste considerazioni hanno il loro predominio su quello che viene messo in evidenza nella Carta della distribuzione regionale per le varie zone del nostro territorio in rapporto alle condizioni del suolo: ne deriva la precedenza di uno o più tipi di coltura agraria rispetto a quelle che sono le forme del paesaggio naturale. Ciò ha contribuito a distinguere nei diversi tipi agrari quelle caratteristiche da classificare come importanza di criterio e di relativo predominio: su tutto ciò è fondata la distribuzione delle varie colture delle singole aree di litorale sardo, che dispongono, nella descrizione delle singole zone, le eccedenze di figure scelte per condizioni di terreno, per l'idrografia, per le condizioni di clima e per le forme del suolo. Ne è derivata la distribuzione delle colture nei vari tipi del paesaggio agrario, ed è stato riconoscibile un materiale di preferenza per le singole colture attraverso le condizioni della natura del terreno, della situazione litologica, di tutte le rlecessità del clima e della idrografia.
Proprio in questi giorni è apparso appunto sulla Sardegna un tipo di Atlante, fascicolo I, che ha la sua importanza particolare per tutto il territorio delle tre provincie, di cui costituisce una notizia di speciale evidenza e preannunzia veri e grandi elementi di larghissimo interesse pubblico. Tale importanza di lavoro era stata da molto tempo prevista e con una preparazione tecnica, affidata alle varie istituzioni dell' I sola e diretta allo studio del terreno, con particolare interesse di Fisica terrestre nelle varie zone della Sardegna; ma anche per il contributo dato a tale iniziativa solo negli ultimi anni, per il notevole concorso delle persone colte nelle Università della regione e coll'interesse dei diversi studi speciali compiuti, se ne potettero variamente rilevare gli spostamenti geografici della regione. Si tratta, comunque, di una descrizione particolare di tutto il suolo sardo, che vede la luce dopo molti anni, e verrà, nel tempo, utilizzata per altre esigenze naturali del territorio, con finalità ben singolari.

Questo magnifico nostro volume che si presenta oggi sulla Sardegna è opera benemerita di Alberto Mori e colleghi, che è stato dal punto di vista del paesaggio agrario, e con le finalità connesse all'illustrazione delle condizioni naturali del terreno e delle forme utilizzate dall'Uomo. E il tipo che per 14 volumi è stato già fatto da noi e regolarmente pubblicato per gran parte delle Regioni agrarie d'Italia, col proposito di estenderne i risultati per tutte le regioni italiane entro il 1972. Il contributo degli studi di consultazione dei periodici già messi a disposizione del pubblico, e con le notizie aggiornate agli ultimi tempi, si è inteso estendere al numero necessario di anni, occorrente per la raccolta delle informazioni sicure per tutte le regioni, che ancora fossero state tralasciate e sulle quali fossero disponibili gli ultimi quattro anni dei materiali già pubblicati e messi in evidenza nelle carte speciali di osservazioni per tutta l'Italia. E poiché la completa nostra stampa delle singole Carte speciali sulla utilizzazione del suolo italiano è avvenuta tra il 1956 e il 1968 e quella dei fogli della Sardegna è avvenuta nell'ultimo anno, con le solite trasformazioni continue delle colture introdotte (1968), si è giunti alla opportunità di completare i volumi di Geografia agraria delle regioni italiane entro il 1972. Ciò avviene in questo momento per la Sardegna, ma altrettanto avverrà anche per le ultime regioni d'Italia ancora in attesa. Così si aspettano il volume per il Veneto, affidato al Prot. Luigi Candida; quello per la Lombardia, su cui parlerà il Prof. Roberto Pracchi; il lavoro sul Trentina-Alto Adige, affidato al Prof. Mario Fondi; il volume sulle Marche, attribuito al Prof. Giovanni Merlini; infine, il lavoro sul Lazio, affidato ad Elio Migliorini: il concorso dei suddetti professori di Geografia è un forte insieme di energie, ai quali già attendono attivamente gli insegnanti di ruolo nelle Uni- versità italiane. Il completo lavoro di studi e di ricerche delle varie parti sarà così da tempo messo nelle mani degli studiosi di Geografia agraria di tutta l'Italia entro il 31 dicembre 1972. Cotesti professori avranno la soddisfazione di poter raccogliere le ultime innovazioni delle reali condizioni di suolo e di morfologia, oltre a quelle sulle ricerche della Geografia agraria delle varie zone, utilizzando tutte le notizie della copertura del suolo delle singole regioni. Ne trarranno subito profitto gli studiosi, per migliorare sistemi e conoscenze, ma il lavoro più lungo e complesso sarà affidato a una completa messa in valore con nuove teorie e continue trasformazioni di terreno e di riforma del suolo, per raggiungere, nel tempo più breve, le migliorie e le rapide trasformazioni nell'utilità di suolo di acque naturali di clima di paesaggi.
Partendo dalle condizioni di terreno, il Prof. Mori e i suoi colleghi, dopo un ampio e diffuso svolgimento delle condizioni generiche sulle situazioni e le sedi di suolo e di forme agrarie in tutto il territorio dell' Isola, mostrano quali sono le condizioni della distribuzione delle singole colture sia nei casi più diffusi e di spiccato interesse sia in quelli di più rado sviluppo. Il bisogno di una illustrata monografia sui distretti del territorio isolano e sui particolari che lo hanno espresso con forme proprie, con aspetti e caratteri propri, con le indicazioni climatiche di ciascuna delle Regioni in cui il territorio si svolge, con tutte le esigenze di particolare litologia, e secondo le varietà dipendenti soprattutto dagli aspetti stessi del terreno agrario, costituisce le forme e le caratteristiche del suolo della Sardegna, con gli scarsi vantaggi che fino a qualche decennio fa si è dovuto illustrare per quasi tutte le contrade del suo territorio. Il prof. Alberto Mori aveva già dato il suo primo notevolissimo contributo, estendendo, come ottimo insegnante universitario nella Facoltà di Lettere a Cagliari, in uno dei suoi primi volumi delle Memorie di Geografia Economica, circa venti anni fa e, un magnifico sguardo critico specialmente sul primo porto dell'Isola e le condizioni geografiche del suo retroterra che mettono in regolari condizioni sia le principali esportazioni e sia le principali importazioni. Questa volta, sempre tenendo ben presenti le funzioni del porto di Cagliari, ha messo in speciale riguardo, aiutato dal Prof. Cori, tutte le situazioni che interessano la Sardegna, con le illustrazioni nei suoi tre fogli (24, 25 e 26), in ottime Carte, e che chiudono la geografia agraria, al 1:200.000, di tutta l'Isola.
Il volume che si presenta al nostro esame mostra un evidente distacco fra la parte che riproduce le condizioni diffuse del terreno, le situazioni del rilievo fisico e delle forme litologiche e climatiche e quelle di tutte le forme generali che presenta il suolo della Sardegna nella sua geografia agraria. Lo sviluppo delle interpretazioni dei tre fogli della Carta, le diffuse condizioni naturali della costituzione geologica e la configurazione delle svariate condizioni climatiche, dell'idrografia e specialmente del problema dell'acqua e del mantello vegetale che la ricopre, delle forme d'utilizzazione del suolo e organizzazione dell'azienda agraria, interessano uno spazio notevolmente più ampio rispetto alle varie forme di suolo occupato nella regione, per la localizzazione delle varie notizie di geografia del terreno. Ma le maggiori diffusioni delle cause prevalenti sono un evidente richiamo delle situazioni dell'Isola: questi ampi e diffusi territori vengono nel 'Volume del Mori messi in risalto nel fatto che un assetto della proprietà fondiaria è press'a poco simile a quello che esisteva nel 1950, prima cioè della recente riforma. E solo in una terza fase degli interventi statali in Sardegna che le opere di bonifica hanno assunto un aspetto nuovo di riforma fondiaria e agraria, ed hanno avuto intensità da interessare oltre i due quinti del suo territorio con mezzi poderosi e realizzazione accelerata. Tutto ciò è posto in rilievo tenendo presenti le varie circostanze che hanno messa in evidenza l'entità delle deficienze di risalto della nuova circoscrizione dell' elemento litologico, le condizioni del rilievo e tutte le altre ragioni che ne regolano le norme e i divieti dell'Isola; sono tutte forme di nuclei degli abitanti che in alcune parti dell'interno ne portano via anche fuori dell'Isola in guisa da ridurne la popolazione; dei vari elementi nelle diverse parti da cui vengono oggi messe in evidenza le grandi zone del rilievo terrestre della Sardegna, specialmente nelle varie aree della massa orografica del terreno. Particolare è l'importanza che esse presentano nello studio delle singole forme del paesaggio costiero dell'I sola.

lo sono molto lieto di dare, anche da parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche, al Prof. Alberto Mori e ai suoi coadiutori il nostro caldo pensiero di ringraziamento per la lunga fatica che si sono imposta nel raccogliere e vagliare i diversi materiali delle colture locali, e per tutto l'interessamento spiegato al fine di rendere uno dei migliori contributi all'attuale risoluzione geografica dei problemi della Sardegna.

Il Direttore della pubblicazione della Carta della utilizzazione del suolo d'Italia

CARMELO COLAMONICO

 
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