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Geografia

CARTA DELLA UTILIZZAZIONE DEL SUOLO D'ITALIA - MEMORIE ILLUSTRATIVE: LIGURIA

Introduzione - Indice


Introduzione


La serie delle Memorie regionali illustrative, che accompagna e rende viva la rappresentazione della grande Carta della utilizzazione del suolo d'Italia, dà in questo momento notizia sulle condizionI geografiche fisiche e antropiche di una delle più piccole, ma di singolare importanza economica nel nostro paese, la Liguria. Se ne occupa, con la preoccupazione che gli ha dato da decenni, Emilio Scarin, che vi svolge l'attività di studioso, interessando alla sua descrizione le mlgliaià di 'docenti, suoi discepoli nell'Università di Genova; ed egli sa bene quale importanza vien data alla loro terra dagli indigeni, i quali, sotto i più svariati aspetti, sia nelle caratteristiche del rilievo e del clima, sia nel mare su cui essa domina e da cui vien dominata, sia infine su tutte le forme dell'attività produttiva, traggono le sorti per il suo e per l'avvenire del paese. Il Professore Scarin conosce il lavoro immane che, attraverso l'opera degli abitanti, tutta la regione ha svolto nei millenni per inserire nelle scarsissime inospitali località agrarie le possibili colture, creando dal nulla il terreno su cui si sono affermate, sino a fare alcune eccezioni di primato nella vita sociale ed economica del territorio nazionale. Il suolo ligure, pur nelle brevi aree, è stato quasi da per tutto trasformato dalla roccia viva, nuda e sterile, in ricche e talvolta ubertose contrade, imposte per il vigile lavoro umano fatto con sacrificio integrale dall'agricoltore, compiuto con la stessa creazione del terreno su cui ha eretto la sua ricchezza di suolo, diffondendo e migliorando gli aspetti più adatti al'le varie condizioni di terreno e di clima.
Ne deriva l'accenno alle principali caratteristiche che si riferiscono ai vari aspetti dell'area regionale, dalle attuali forme dell'interpretazione sommaria della carta e dei paesaggi agrari della Liguria, oltre che dalla singolare varietà del suolo nelle differenti zone fisiche che essa presenta. Da ciò risultano le influenze che hanno le condizioni del rilievo nella varia morfologia e nelle influenze che esse hanno sulle colture. E risultano nello stesso tempo anche quelle, efficacissime, che hanno sul riparo del terreno per le caratteristiche climatiche, sia dal punto di vista della temperatura nelle varie zone, sia da quelle della varietà dei venti e delle precipitazioni nel territorio riguardato nelle sue manifestazioni altimetriche, sia infine sul limitato apporto che presentano le ,"evi sezioni idrografiche e le varie manifestazioni che sono connesse con le caratteristiche pedologiche. Per cui l'importanza maggiore, nell'opera dello Scarin, vien data essenzialmente dalla valorizzazione che la regione presenta nella sua agricoltura: dalle origini più remote dei suoi abitanti, dal terrazzamento artificiale e dalla varietà dell'insediamento rurale attraverso la permanenza dell'agricoltore sul terreno, dai vari sistemi tradizionali delle colture comprendenti le opere più salienti compiute così come gradatamente veniva diminuendo la popolazione agricola e a mano a mano sempre più largamente utilizzata nell'industria e nel commercio, dal variare dei prodotti del suolo in conseguenza delle migrazioni di mano d'opera scegliendo e intensificando le colture più redditizie, dall'influenza, infine, del porto di Genova sulle colture agricole e ortofrutticole della Liguria. È cotesto il capitolo di maggiore importanza nel corso dell' opera, quello che riguarda "la valorizzazione agraria della Liguria ": è il capitolo che prende in esame l'attività della popolazione e lo sviluppo della sua storia dalle origini ai tempi attuali. Vengono così esposte le varie situazioni delle odierne forme coltivate, che si succedono nel resto del volume, dando la prima parte del lavoro alle colture arboree dell' olivo, della vite, delle frutta, e passando a quelle dedicate a ciascun altro prodotto.
La coltura dell' olivo appare lungo la costa e sulle pendici dei colli retrostanti, distinti soprattutto nei versanti solatii e sulle rocce calcaree e arenacee. È produzione destinata ad alimentare tutta la regione e ad esportare l'eccesso specialmente nella valle padana, che ha mantenuto la tradizione del consumo dell' olio d'oliva: è, comunque, una coltura che non si pensa ad un esteso rinnovamento delle piantagioni, perché è difficile mantenere in seguito un livello remunerativo dei prezzi del prodotto. Anche la produzione della vite ha influito ad allargarne lo sviluppo negli ultimi decenni, ma specialmente a diffondersi promiscuamente, consociata all'olivo e ad altri alberi da frutta, oppure inserita ai margini di orti coltivati a tipi di ortaggi svariati. È sempre diffusa un po' da per tutto la produzione degli alberi da frutta: ma peralcune piante, soprattutto per le pesche, le forme vengono assumendo anche i caratteri della coltura specializzata; è diffusa quella degli agrumi, che, pur con estensione modesta, è superiore alla diffusione del prodotto in regione più meridionale della Liguria: sono coltivati in gran parte ancora a spalliera lungo muretti abbondantemente concimati.
Ma la coltura dei fiori ha un'importanza eccezionale; e ciò sia per l'intera Liguria, e specialmente per la provincia di Imperia, sia anche, per la produzione ed esportazione del prodotto nei paesi esteri, per tutto il territorio nazionale: si cominciò dai garofani, dalle rose, dalle margherite, e si è ora passati a tutte le produzioni della floricoltura. Nella seconda metà del secolo scorso si era iniziata la coltura nei dintorni di Bordighera; la nuova coltura si estese su aree sempre maggiori con risultati ancora più promettenti nella prima parte della metà di questo secolo, poi, dopo un periodo di arresto per oltre due decenni, con vaste diffuse e sempre più varie coltivazioni nelle provincie soprattutto di Imperia e di Genova: ne favorì lo smercio una orga- nizzazione di vendita, molto seguìta dai produttori e molto sapientemente curata, verso i paesi settentrionali dell'Europa. La vendita del prodotto è in costante e molto crescente aumento. Un discreto sviluppo presentano sempre le altre colture erbacce, a cominciare dal frumento e dal mais, la cui diffusione è maggiormente localizzata al di là della displuviale, e soprattutto entro i limiti amministrativi delle due provincie di Savona e di Genova; per affermarsi anche sulla estensione, che è sempre coltivata in tutti gli orti familiari dalla popolazione rurale, e più largamente presente soprattutto nelle suddette provincie di Genova e Savona; sugli ortaggi e legumi, di cui si ricorda specialmente quella del pomodoro, che è sufficientemente rappresentata soprattutto nella piana di Albenga (Savona); e infine su quella delle limitate ma diffuse colture ortensi, per i prodotti necessari all'alimentazione della famiglia, con una statistica difficile a determinarsi, che è però sempre di produzione notevole. Importanza di. speciale rilievo hanno anche le colture foraggere permanenti.
Come spesso si ritrova, in coteste forme d'illustrazione dei fenomeni negli altri volumi, l'ultima parte della distribuzione delle forme si compendia in due altri argomenti: sul patrimonio forestale e quello zoo tecnico, con la flora spontanea dei boschi, prati-pascoli, e loro prodotti, e con l'allevamento del bestiame; e sulle zone agrarie della Liguria, che l'Autore distingue in undici regioni, caratterizzate ciascuna da un predominio di determinati fattori con elementi prevalenti nel paesaggio. È tutta una descrizione che si orienta, nel suo sviluppo, secondo una linea di ordinata successione nella materia trattata, tenendo presente l'unità della regione nelle sue condizioni fisiche e nella vita economica delle popolazioni. Mi è gradito, perciò, vivamente di ringraziare Emilio Scarin di questa sua accurata relazione sulla Geografia agraria della Liguria e del contributo che arreca alle sue ulteriori fortune.


Il Direttore della pubblicazione della Carta della utilizzazione del suolo d'Italia

CARMELO COLAMONICO

 
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