CATASTO DEI LAGHI ITALIANI. VOL I: ITALIA SETTENTRIONALE
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Introduzione
La legge 319/76, "Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento",
e la delibera del Comitato Interministeriale per l'applicazione della
stessa legge (4/2/77) prevedono' il censimento dei corpi idrici italiani,
delineando le specifiche norme tecniche per effettuarlo.
Per quanto riguarda gli ambienti lacustri viene posta la soglia di censibilità
a 0,2 km2 , con deroga per quegli ambienti che rivestono particolari interessi
per l'approvigionamento idrico a scopo potabile,o per specifici aspetti
paesaggistici, naturalistici, ecc.
Gli ambienti lacustri vengono suddivisi in :
- laghi, intesi conle laghi naturali, laghi naturali-ampliati, laghi naturali
regolati;
- serbatoi invasi artificiali;
- ambienti di transizione, intesi conle laghi e stagni salmastri costieri
e lagune.
La particolare sensibilità di questi ambienti acquatici all'immissione
di sostanze inquinanti è ben nota. La citata legge, infatti fissa dei
limiti di accettabilità agli effluenti che recapitano in essi, più restrittivi
rispetto a quelli stabiliti per gli scarichi in altri ambienti, al fine
di contenere e ridurre gli apporti di sali di fosforo e di azoto universalmente
noti come causa primaria dei processi di eutrofizzazione.
Questo fenomeno ha assunto negli ultimi 10-15 anni tali dimensioni da
essere considerato la causa più significativa di deterioramento della
qualità delle acque lacustri.
Di conseguenza in vari Paesi sono stati avviati studi per prensione del
processo e per l'individuazione delle linee fidabili di intervento, studi
che hanno trovato il loro
di sintesi nella attività svolta in sede OCSE.
In Italia una prima idagine a carattere complessivo è stata tentata in
occasione della "Prima relazione sulla situazione ambientale del paese"
presentata ad Urbino nel 1973. In tale rapporto si rilevava che per oltre
la metà di un campione di 138 laghi considerati non si disponeva di alcun
elemento utile per la definizione della qualità delle loro acque. In 23
casi si erano supposte buone condizioni dopo aver constatato che i bacini
imbriferi risultavano completantente disabitati. Solo per 41 laghi erano
disponibili dati per la valutazione della qualità delle acque.
La situazione nell'ultimo decennio è decisantente cambiata sul piano delle
conoscenze.
Un rilevante contributo è stato dato dall 'Istituto di Ricerca sul le
Acque negli anni 73-76 (168) e successivamente dal Sottoprogetto Acqua,
Tenia Eutrofizzazione del P.F."Promozione Qualità dell'Ambiente" CNR che
attraverso diverse unità operative (IRSA Reparto di Brugherio e Sede di
Roma Servizio Qualità delle Acque; Istituto di Botanica delle Università
di Padova e Sassari; Istitu to di Idrobiologia dell'Università di Messina
e Istituto Italiano di Idrobiologia CNR di Pallanza). Le indagini, svolte
con metodologie il più possibile unificate, hanno notevolmente aunlentato
la conoscenza sullo stato di qualità delle acque lacustri italiane (circa
il 60%) soprattutto per laghi poco o per nulla studiati.
La letteratura italiana sull'argomento é rappresentata da alcuni catasti
di laghi effettuati a livello regionale o locale quasi tutti centrati
sulle problematiche geografiche e/o geontorfologiche (Tomasi ,283;
Barbato, 28; Soldati, 276 ; Nangeroni 197; per citarne alcuni dei più
recenti) e anche gli unici due a base nazionale, quello del Riccardi del
1925 (255) e del De Agostini del 1971 (107) risentono della medesima impostazione.
E' sembrato quindi utile sviluppare un tentativo di catasto dei laghi
italiani in cui venissero affrontati anche i problemi della qualità delle
acque.
Gli ambienti lacustri italiani considerati nel presente catasto sono 495.
In questo numero sono inclusi 460 laghi e serbatoi con superficie superiore
a 0.2 km2 e 35 che, pur non raggiungendo questa soglia, presentano motivi
di particolare interesse.
Nel loro insienle gli ambienti considerati presentano un volume di 151
miliardi di m3.
Per ciascun lago viene fornita una scheda comprendente: uno scherzo cartografico
del lago e del suo bacino imbrifero (orientato a Nord), i principali dati
morfometrici, i dati relativi alla qualità delle acque (espressi come
valore medio, mininlo e massimo), la fonte dei dati, un breve giudizio
sullo stato di qualità delle ac que e i riferimenti bibliografici.
L'insieme del lavoro prevede una articolazione a due livelli: una prima
parte, in cui si riportano le schede dei singoli laghi, ed una seconda
con le elaborazioni relative ai dati.
Nel primo volume si sono presi in esame gli ambienti lacustri che geograficanlente
ed amministrativamente ricadono nelle regioni più settentrionali e precisamente:
Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto,
Friuli Venezia Giulia per un totale di 220 ambienti pari a1 44 % del totale.