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Geografia

CARTA DELLA UTILIZZAZIONE DEL SUOLO D'ITALIA - MEMORIE ILLUSTRATIVE: CAMPANIA

Introduzione - Indice


Introduzione



Continuando nella serie delle produzioni che valgano a mettere in evidenza le condizioni fisiche e soprattutto le condizioni economiche delle regioni italiane, ecco - a distanza di pochi mesi dalla pubblicazione del volume sull'Emilia-Romagna -, questa nuova monografia sulla Campania, diretta a colmare le nostre caratteristiche geografiche sulle regioni meridionali d'Italia. I cinque volumi sulle varie parti del Mezzogiorno - Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata, - si presentano oggi, alla nostra completa revisione, con questa memoria sulle condizioni della Geografia fisica ed economica della Campania. Posso ora aggiungere che, per il resto delle varie altre parti del nostro paese, oltre i volumi pubblicati, sono già in corso di allestimento, per la stampa, tutte le singole monografie regionali illustrative. Questo ex Centro universitario napoletano del C.N.R. sotto gli auspici dell'U.G.!. - con i 26 fogli accuratamente pubblicati - è riuscito a realizzare, dal Catasto della Repubblica e dai vari Istituti geografici delle Università italiane, l'opera benemerita ed infaticabile che il Centro Cartografico del Touring Club Italiano ha svolto nei 12 anni dal 1956 al 1968. Si viene così - regolarmente e pure puntualmente pubblicando - in base alla struttura naturale ed economica, Cl dare agli studiosi di Geografia agraria i più svariati caratteri del rivestimento vegetale, da cui alla metà del secolo ventesimo è ricoperto il territorio nazionale: alla pubblicazione intera della Carta agraria d'Italia si viene ora mettendo a punto la pubblicazione delle monografie regionali, che si ha, sin da questo momento, la certezza di vedere sicuramente comple- tate entro il 1972, a vantaggio delle nuove circoscrizioni delle Regioni d'Italia.
La stampa di questo lavoro, al fine di integrare con 18 volumi la serie delle regioni italiane sotto il prevalente profilo economico, fu il primo oggetto del Comitato italiano di studi geografici che gettò le basi di questa serie di ricerche durante il quadriennio 1952-55, nella sede della Direzione Generale del Catasto di Roma, sotto la base dei programmi che l'Unione Geografica Internazionale aveva messo per tutto il mondo a disposizione degli studiosi. Il Comitato italiano era stato costituito, sotto la mia Presidenza, dai seguenti nomi: Colamonico, Boaga, Gribaudi, Milone, Toschi, Medici, Rossi-Doria, Rumboldt, Platzer, Foderà, Paroli. La presenza di tutti i membri su nominati alle faticose sedute dell'assemblea fu di portata veramente encomiabile: solo il Prof. Medici, per le sue cure di Governo, non poté seguire le riunioni del Comitato, ma ebbe modo di affermare al sottoscritto le sue adesioni ai lavori del C.N.R. Con le prime discussioni, venne accettata con evidente approvazione e all'unanimità la fondamentale proposta dell'Unione Geografica Internazionale, relativa alla base dei dati da utilizzare per la rappresentazione delle diverse colture. Messa in evidenza la grande diffusione della statistica nei diversi paesi del mondo, si rilevò che, mentre tale elemento può essere utile all'indagine di cui ci occupiamo, non è in grado di portarla a compimento: ciò ci convinse subito dell' opportunità di adottare geograficamente il criterio dell'U.G.I., di partire cioè dalla rappresentazione cartografica e non statistica della estensione di ogni forma di vegetazione sul terreno. Il voto fu preso da tutti i soci presenti per lo svolgimento delle Memorie, di cui si disponevano a mano a mano le monografie. Ciò è più evidente nelle altre parti del mondo, ma lo stesso risultato apparve anche in un suolo come quello dell'Italia specificamente accidentato: alla preparazione e compilazione delle Memorie furono scelti geografi qualificati. Si aggiunge infine che il criterio di Van Valkenburg era stato proprio dai geografi italiani tenuto presente 25 anni prima, e la loro opinione era stata unanime nel Congresso Geografico di Genova (1924) nell' esame della illuminata breve relazione di Olinto Marinelli. La proposta di partire nella diffusione del suo mandato dalla rappresentazione cartografica costituì la base della iniziativa del Marinelli. Solo la carta della distribuzione sul terreno, con la rappresentazione esclusivamente cartografica dei diversi tipi di utilizzazione del suolo, può dare l'immagine immediata ed esatta delle condizioni e della reale consistenza delle singole forme dell' agricoltura nelle singole regioni della Terra (I).
In fase di esecuzione del programma di lavoro venne per altra via (Medici) la soluzione di procedere ad una preparazione a base statistica della raccolta del materiale. Il lavoro del Medici (1958) «Carta della utilizzazione del suolo d'Italia venne presentato dal seguente commento:« Tra qualche tempo gli studiosi potranno valersi anche della carta della utilizzazione del suolo d'Italia, in corso di pubblicazione da parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche e della Direzione Generale del Catasto e dei Servizi Tecnici Erariali. Si tratta di un lavoro imponente ed ammirevole, che certo fa onore all'istituzione che l'ha promosso ed al nostro Paese ". Nell'esprimere all'on. Medici il mio ringraziamento vivissimo, mi piace riaffermare che il programma fu svolto con non comune sollecitudine e con una preparazione e revisione degli elementi illustrativi delle varie regioni a segno che tutti i fogli della Carta sono già editi da due anni, e che sono in corso di pubblicazione le varie monografie non ancora edite, in modo da fame prevedere la pubblicazione entro due anni da oggi. I 18 volumi, che sono già pubblicati per oltre la metà, avreb- bero potuto offrire, agli studiosi che attendono di già alla preparazione delle varie memorie, materiali qualificati e risultati dei geografi meglio preparati per la loro competenza naturalistica ed economica.
L'opera espletata da Domenico Ruocco sulla monografia illustrativa della Campania è oggetto di ringraziamenti particolari. Trasferito il Prof. Migliorini da Napoli a Roma, parve subito evidente che al Ruocco dovesse essere affidata la ricerca della distribuzione delle colture sul terreno, su cui aveva in gran parte a suo tempo compiuto opera di ricostruzione e di accertamento delle nuove forme agrarie, con la sostituzione delle attività attuali di apprestamenti più redditizi al posto di vecchie forme oramai sorpassate. Successivamente, il Centro di Napoli aveva di già offerto al Ruocco l'incarico di prendere in esame le condizioni esposte nella bozza della carta grande del Catasto, per riguardare ciò che
(I) L'esposizione sistematica e la ragiane del metada presceIta sono esaurientemente spiegate nel mia VII VaI. di Memarie di Geagrafia Ecanomica, Per la carta della utilizzazione del suola d'Italia, pubblicata a Napoli tra il 1953 e il 1954. rimaneva d'immutato nella eventuale trasformazione a cui la Campania si era negli ultimi decenni assoggettata. Dei nuovi fogli del Catasto già si era provveduto ad assegnare al Ruacco le provincie di Napoli, Caserta e Salerno, mentre al Prof. Mario Fondi veniva afferta la provincia di Benevento ed al Prof. Luchina Fra11ciosa la revisione dei materiali interessanti la provincia di Avellino. A tutti e tre mi è ora gradito rivolgere il mio ringraziamento più vivo, mettendo in evidenza il continuo controlla che i tre revisori ebbero cura di fare oggetto' di personali e illuminanti accertamenti e che furono sottoposti a rettifiche e correzioni, sin da quando' il foglio 16 della Carta era in elaborazione presso il Touring Club Italiano.
Il volume del Ruocco, con il continuo accertamento sul terreno anche per attività svolte nell'interessarsi, per altre ricerche scientifiche, degli argomenti sia di carattere naturale sia di carattere economico, è in grado di esporre le condizioni geografiche dei vari aspetti fisici della Campania, e trovare le ragioni sia per la varietà di livello, sia per la complessa altitudine, sia per gli svariati aspetti del suolo, sia infine per le condizioni del terreno in base ad importanti fasi del suo recente intervento esogeno. E un lavoro che ha il compito complesso di mettere in risalto le forme di attività umana e scegliere fra esse quelle di maggiore importanza per racoagliere i motivi della diversa distribuzione dei fenomeni, e le intensità a cui varie colture oggi si prestano, e quali sono le variazioni che si avvertono evidentemente per localizzare le colture di maggiore preferenza. Quando nello svolgere di cdtesti argomenti, si tien conto della stessa continua trasformazione delle popolazioni, vengono a risultare effettive certe forme che proprio la stessa attività umana mette in evidenza, e che influisce a far variare le colture predilette e le nuove tec- niche colturali e a dar nuove intonazioni al paesaggio. Solleci- tudini coteste che, alimentate da diversi aspetti di riorganizzazione del commercio, tendono a laro volta ad apportare continui cambiamenti. Certo si è che questo materiale di studio che viene posto nel volume del Ruocco è l'espressiane più recente di valutazione del sualo, e sarà causa di ulteriari successive elaborazioni, sia nelle regioni dell'interno sia, molto più esposte a evoluzioni nelle zone litoranee, con una trasformazione più rapida e soggetta a continue variaziani. Ciò deriva dallo sforzo costante di non trascurare le condizioni dell'ambiente naturale nello sviluppo dell'agricoltura campana e di porre in giusta luce l'esperienza nel tempo della popolazione della metropoli partenopea e degli altri centri locali, allo scopo di spiegare la suacapacità di rinnovare nel tempo il volto agrario della regione con l'introduzione di nuove colture e con la riforma della produzione. E pertanto, nella ricerca delle cause dei fenomeni specifici spazialmente distrib.uiti e delle loro condizioni con la realtà geografica complessiva e delle conseguenze geografiche nei diversi luoghi, i momenti fisici vengono superati per integrarli nei molteplici aspetti umani ed economici dei fenomeni considerati.
Sono, pertanto, molto lieto di esprimere a Domenico Ruocco i miei complimenti per le cure che ha riservate a questa accennata esposizione delle forme del terreno, al continuo progresso storico delle varie regole, e ai suoi riflessi economici che ne sono derivati.

Il Direttore della pubblicazione dello Carta della utilizzazione del suolo d'Italia

CARMELO COLAMONICO

 
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