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Geografia

CARTA DELLA VEGETAZIONE DELL'ALTO FRIULI. ZONA COLPITA DAI TERREMOTI DEL MAGGIO - SETTEMBRE 1976

Introduzione - Indice - Premessa


Introduzione


La carta di vegetazione dell'area colpita dai terremoti nell'alto Friuli rappresenta la distribuzione topografica dei tipi vegetazionali presenti nella zona. Ciascun tipo è indicato con un colore, mediante il quale vengono individuate nella carta le superfici che sul terreno sono coperte da quello stesso tipo di vegetazione. In questo modo è possibile leggere sulla carta quale sia l'assetto del manto vegetale di un punto qualsiasi dell'area studiata.
Ci si può chiedere, a quale scopo sia stata redatta questa carta: i danni provocati dal terremoto alla vegetazione sono limitati alle zone di frana, soprattutto presso Venzone e Braulins, interessano per lo più aree incolte ed improduttive e sono di entità che appare trascurabile, se confrontata alle perdite subite dalla popolazione ed alle distruzioni nei centri abitati.
In realtà l'interesse di questa carta non sta nell'accertamento a posteriori di modificazioni provocate dal terremoto, ma è di portata ben maggiore: si tratta di un vero e proprio inventario delle risorse ambientali, limitatamente a quelle nelle quali è coinvolta la vegetazione naturale. La carta rappresenta dunque una situazione che è indipendente dai danni prodotti dal terremoto. C'è da augurarsi che questo inventario possa essere completato mediante analoghe carte che rappresentino tutti gli aspetti delle risorse ambientali, sia di carattere biotico che abiotico.
Governo ed Amministrazioni locali, già all'indomani della catastrofe del 6 maggio 1976, hanno ripetutamente affermato la necessità di ricostruire la zona colpita con la massima celerità, e quest'opera è nel frattempo già iniziata. Gli organi tecnici della Regione sono stati incaricati della stesura di una variante al piano urbanistico per la ricostruzione della zona terremotata.
In linea generale pianificazione urbanistica significa proiettare esigenze dell'uomo su una realtà ambientate: questo presuppone l'accertamento delle caratteristiche dell'ambiente e delle sue risorse, che determinano la vocazione delle aree elementari omogenee nelle quali l'ambiente stesso può venire analizzato. Nei tempi passati l'assetto urbanistico era largamente determinato dalle vocazioni ambientali. La tecnica moderna ci ha invece messo in grado di soddisfare le esigenze dell'Uomo anche indipendentemente dalla vocazione delle singole aree, però neppure oggi la disponibilità del territorio si può considerare illimitata; ogni volta che l'uso imposto dall'Uomo non corrisponde alla vocazione ambientate insorgono situazioni di conflitto che vengono superate solo mediante opere aggiuntive e nei casi più gravi possono anche essere causa di disastri: i costi di questi interventi vengono quindi comunque a pesare sulla comunità.Accanto a tanti gravi lutti e sventure provocati dal sisma si può dunque riconoscere almeno un aspetto positivo nella occasione che ora si presenta, di pianificare cioè la ricostruzione dell'area colpita secondo un criterio corretto, che ovunque possibile eviti i conflitti tra uso e vocazione. Di qui la necessità di accertare le vocazioni mediante un accurato rilevamento delle risorse ambientali e dello stato dell'ambiente: una pianificazione corretta deve partire da documenti di base che diano una rappresentazione dettagliata dei caratteri ambientali. La calamità naturale ha messo in evidenza in maniera drammatica la mancanza di tali documenti di base, anche per un'area come il Friuli settentrionale, relativamente ben studiata dal punto di vista naturalistico.
La presente carta di vegetazione può essere considerata uno di tali documenti di base, in quanto essa ci dà la condizione attuale dell'ambiente ed - attraverso le cartine interpretative - anche le risorse presenti e le corrispondenti vocazioni delle singole parti del territorio. In questo modo i naturalisti che si occupano di problemi vegetazionali possono offrire un proprio contributo alla soluzione dei problemi dell 'area colpita dal terremoto e più in generale un apporto originale all'interpretazione di quella complessa unità naturalistico-culturale, che è il territorio.

 
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