ATLANTE DEL CONTENUTO ELETTRONICO TOTALE DELLA IONOSFERA NELL'AREA MEDITERRANEA
Prefazione - Indice
Prefazione
5 Ottobre 1957: all'annuncio
che il primo satellite artificiale della terra era in volo, decine di
ricercatori in tutto il mondo apprestarono ricevitori improvvisati e,
con pochissime informazioni a disposizione, si misero all'ascolto di
quei segnali che aprirono una
nuova
era nella ricerca scientifica e nelle comunicazioni. La ionosfera, che
fino allora aveva fatto da "specchio" alle onde radio emesse dall'uomo
rendendo peraltro possibili le trasmissioni su lunghe distanze, fu per
la prima volta attraversata da segnali ricevuti poi a terra (se si escludono
gli esperimenti di echi lunari). Con il lancio dell'Alouette nel 1962,
l'era dello studio della ionosfera con satelliti artificiali entra nella
sua fase operativa. Oggi a distanza di trenta anni da quel lontano 1957,
si può considerare di avere una buona conoscenza della morfologia della
ionosfera e della sua influenza sulla propagazione delle onde radio;
la ricerca ha permesso la creazione di numerosi metodi ed apparecchiature
che forniscono un servizio continuo dei parametri ionosferici utili
alle trasmissioni, simile ad un servizio meteorologico. D'altra parte,
lo sviluppo tecnologico dei componenti elettronici ha reso possibile
l'uso di frequenze molto alte (dell'ordine dei GHz e delle decine di
GHz), che rendono possibile la trasmissione di quantità di dati sempre
più grandi e più veloci. La ionosfera, a queste frequenze, tende ad
essere trasparente e, quindi, sempre meno importante: gli effetti che
essa produce sull'onda e.m. sono sempre meno vistosi; a frequenze superiori
ai GHz, per esempio, la rotazione Faraday (che è proporzionale all'inverso
del quadrato della frequenza) diventa irrilevante, mentre si presenta
ancora la scintillazione del segnale: tutto ciò richiede pertanto tecniche
di indagine più raffinate e non "a argo spettro", ma dedicate ai
vari campi di uso dei segnali radio, ciascuno dei quali richiederà un
modello più specializzato in particolari parametri. Cosi per la radioastronomia
una grandezza importantissima è l'angolo di arrivo, mentre per le comunicazioni
diventano rilevanti gli effetti sulle componenti in frequenza del segnale.
Intatto rimane, invece, l'interesse scientifico sia nella ricerca di
nuove metodologie di sperimentazione, sia nell'approfondimento della conoscenza
dei meccanismi che collegano fenomeni quali la radiazione solare, la produzione
di ioni, la chimica atmosferica, l'interazione idrodinamica con l'atmosfera
neutra, il campo magnetico terrestre.
Fin da quel lontano 1957 [1] l'allora Centro Microonde, ha sviluppato
ricerche nel campo della propagazione ionosferica ed è stato partecipe
e promotore di campagne di misure ionosferiche che dal 1962 si sono susseguite
fino al giorni nostri, dall'Alouette al Canary Bird, dall'A TS 6 al SIRIO.
Per la descrizione particolareggiata dell'attività dell'IROE si rimanda
alla bibliografia, in cui come documento, sono stati elencati tutti i
lavori riguardanti la ricerca ionosferica del nostro Gruppo, anche quelli
non direttamente citati nel testo: i riferimenti diretti sono relativi
a quegli articoli che più entrano nei particolari delle varie fasi del
lavoro, e che possono quindi essere utili ad un ulteriore approfondimento
dell'argomento.
Scopo di questo lavoro è soprattutto la pubblicazione di circa otto
anni di dati ionosferici, e la descrizione della apparecchiatura e dei
metodi usati.
A questa pubblicazione siamo stati motivati anche dalle numerose richieste,
fatteci da altri ricercatori di mettere in correlazione i nostri dati
con i loro. Ciò renderà più facile la collaborazione nell'indagine delle
evoluzioni dei fenomeni ionosferici durante il loro spostamento dall'orizzonte
di una stazione all'altra. Per questo è anche a disposizione un nastro
magnetico che contiene tutti i dati e che può essere richiesto dai ricercatori
interessati.