LA PRASSI ITALIANA DI DIRITTO INTERNAZIONALE
(TERZA SERIE 1919-1925). VOLUME I
Presentazione
Presentazione
Si apre, con questo volume, la terza serie de «La
prassi italiana di diritto internazionale». Essa comprende sette volumi
(oltre ad un pttavo volume di indici) che coprono l'arco di tempo compreso
tra il 10 gennaio 1919 e il 10 dicembre 1925, data della firma degli Accordi
di Locarno: sei soli anni di fronte ai sei decenni che formano oggetto
delle due serie precedenti.
Al numero decisamente inferiore degli anni ha peraltro corrisposto
una messe di dati utilizzati assai più ricca
e,
conseguentemente, una mole di lavoro effettuato notevolmente superiore.
Se ne comprende facilmente la ragione se si pensa che il periodo in
oggetto è caratterizzato dal moltiplicarsi dei fondi d'archivio e della
documentazione da esaminare, non sempre di facile accesso e di agevole
consultazione, oltre che dall'esistenza di un nuovo tipo di materiale,
costituito dagli atti delle organizzazioni internazionali, in particolare
della Società delle Nazioni e delle numerose conferenze internazionali.
Il periodo ora esaminato è caratterizzato da mutamenti di rilievo intervenuti
nella comunità internazionale, in fatto anzitutto, con il costituirsi
di un nuovo assetto territoriale conseguente ai trattati di pace, con
la formazione di nuovi Stati in seguito allo smembramento dell'Impero
austro-ungarico e dell'Impero ottomano, e con i numerosi trasferimenti
territoriali da una sovranità ad un 'altra previsti dai trattati stessi,
e, nell'ambito dei principi, con il consolidarsi di quello di nazionalità
e con il primo emergere di quello di autodeterminazione dei popoli. In
prosieguo di tempo i più importanti fattori novativi possono individuarsi,
sempre nel periodo qui preso in considerazione, in quello della progressiva
istituzionalizzazione della diplomazia internazionale, sopratutto con
l'entrata in campo della Società delle Nazioni e della Corte Permanente
di Giustizia Internazionale, concepite essenzialmente, in tale momento,
quali suprema salvaguardia dell'ordine costituito, sulla base delle idee
della pace nella sicurezza e del rispetto della permanenza dei rapporti
giuridici internazionali.
La data del 10 dicembre 1925 chiude la nuova serie della «Prassi»:
essa coincide con la firma degli Accordi di Locarno, che segnano la
conclusione del periodo di sistemazione post-bellica, soprattutto dell'Europa,
e di molte questioni non definitivamente risolte dalle Conferenze della
pace e dai trattati da esse definiti.
La pubblicazione dei volumi della terza serie offre un vastissimo materiale
di documentazione e di studio e, completando la prassi già pubblicata
nelle serie precedenti relative al periodo 1861-1918, costituisce un importante
contributo alla conoscenza della pratica dell'Italia nell'applicazione
del diritto internazionale nei primi sessantaquattro anni della sua vita
di Stato unitario. Come ho avuto modo di rilevare nella presentazione
della Prima serie, la possibilità di conoscere la prassi di un paese ricco
di tradizioni giuridiche come l'Italia è certo di ausilio per tutti gli
internazionalisti, non solo italiani, ma anche dei paesi che hanno già
pubblicato repertori della loro prassi diplomatica o che si accingono
a farlo. La presente opera, che vede la luce a seguito di un lungo e paziente
lavoro di ricerca, di sistemazione e di classificazione, potrà - e non
sarà piccolo merito - suggerire agli studiosi una maggiore utilizzazione
del metodo induttivo nelle loro argomentazioni, e si sa quanto preziosa
possa essere una simile evoluzione.
A quanti hanno dato il loro contributo all'attuale nuova realizzazione,
e in particolare a Sergio Marchisio ed alla valorosa pattuglia dei suoi
collaboratori, che ne hanno seguito le istruzioni e le direttive metodologiche,
anche ai fini del coordinamento, pur con le necessarie diversificazioni,
con le serie precedenti, va il caloroso apprezzamento mio e degli altri
attuali condirettori dell'opera. Non ignoro le difficoltà che essi hanno
dovuto superare nel corso del loro lavoro: tanto maggiore è il loro merito
di non aver perso il coraggio necessario per portare fino in fondo l'adempimento
cui si erano accinti.
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche - ora attraverso il suo Istituto
di Studi Giuridici sulla Comunità Internazionale - e la Società Italiana
per l'Organizzazione Internazionale hanno nuovamente legato il loro nome
alla realizzazione di un 'altra importante tappa di un 'opera che,
per la sua stessa natura, richiede tempi assai lunghi e la disponibilità
di generazioni successive di studiosi per la formazione di équipes specialmente
qualificate e disposte ad assicurare un impegno gravoso e che a torto
non viene sempre valutato per quanto meriterebbe.
Mi sia consentito di esprimere l'auspicio che all'attuale Terza serie
altre numerose ne seguano con regolarità in futuro per il completamento
di un iniziativa che ha provato la sua vitalità ed il suo alto interesse
nazionale e internazionale.
ROBERTO AGO
Ginevra, 31 maggio 1994