Home |  English version |  Mappa |  Commenti |  Sondaggio |  Staff |  Contattaci Cerca nel sito  
Chimica

LE FIBRE DI POLIMERI NATURALI NELL'EVOLUZIONE DELLA CIVILTA'. LE FIBRE DI SETA

Prefazione - Indice


Prefazione


Le fibre di polimeri naturali sono il tessuto stesso dell'uomo, della sua civiltà, del suo progresso. È quanto ci insegna questa opera, condotta con maestria da un profondo conoscitore della scienza e della tecnologia delle macromolecole.
Essa rappresenta il risultato, invero riuscito, di un "esperimento" interessante e innovativo: descrivere, attraverso i secoli, lo sviluppo dell'industria serica e delle applicazioni tessili delle fibre di seta, inserendolo e correlandolo ad uno scenario evolutivo che comprende aspetti di natura archeologica, storica e culturale in contesti socio-economici e geopolitici ben definiti.
Con rigore scientifico ed una sorprendente abilità narrativa, l'Autore mette in evidenza il ruolo fondamentale che le fibre naturali - la seta, innanzitutto, ma anche la lana, il lino, il cotone e la canapa - ebbero nello sviluppo della società durante i secoli, a partire dall'epoca preistorica sino a quella contemporanea.
L'era delle fibre naturali si è affiancata, di volta in volta, a quella della pietra, del bronzo, del ferro, costituendo una parte essenziale dello sviluppo culturale e socio-economico dell'uomo. Se poco si parla di un'era delle fibre è solo per la pervasività della loro presenza e per la naturalezza con la quale hanno acquisito debita rilevanza nella storia dell'umanità intera.
Una tesi, quella dell'Autore, che convince, anche perché supportata da "dimostrazioni" innovative e di estremo interesse. Colpisce particolarmente la descrizione narrativa che, con rigorosità scientifica, "rapisce" il lettore per condurlo - in maniera avvincente - verso la nascita dell'industria delle fibre "man made" o chimiche (artificiali e sintetiche) mostrando l'evoluzione, nel tempo, del concetto scientifico di stato fibroso e, quindi, di morfologia e struttura dei polimeri quando si trovano in uno stato condensato.
Eppure alla determinazione della struttura molecolare delle fibre, di quella della seta, in modo particolare, così come alle innovazioni di processo e di prodotto, che contribuirono in maniera determinante allo sviluppo della industria tessile, si giunge attraverso un percorso storico-scientifico e cronologico-narrativo che permette al lettore di compiere un viaggio nel tempo e nello spazio, di insinuarsi, quasi di intravedere, sebbene con gli occhi di un moderno ed esperto spettatore, le tecniche manufatturiere delle prime botteghe artigiane. L'opera si dipana, proprio come una matassa difibra naturale e preziosa, attraverso la quale l'Autore "svolge" e ripercorre con il lettore le tappe fondamentali che hanno permesso il passaggio da una fase essenzialmente empirica dell'industria tessile, caratterizzata da una scarsissima conoscenza delle caratteristiche chimiche e fisiche delle fibre naturali e del chimismo dei processi tintori, ad una fase più "rigorosa", ove le grandi scoperte nel settore, derivanti principalmente dallo sviluppo della ricerca chimica, si combinarono in maniera sinergica con invenzioni che trasformarono profondamente i processi di filatura, tessitura e tintura.
L'Autoremette in evidenza come, durante la fase di empirismo, gli artigiani esperti delle varie fasi di lavorazione che costituiscono lafiliera dell'industria serica, riuscirono, malgrado l'assenza quasi totale di nozioni scientifiche, a realizzare tessuti, stoffe, arazzi e tappeti che ancora oggi stupiscono per la loro solidità, per la bellezza delle raffigurazioni, la perfezione dei colori. Per queste ragioni si parlerà - nel presente libro - di "arte della seta ", "arte del tessere" e "arte tintoria".
Trattasi di opere tessili di estremo interesse storico-culturale di cui l'Autore fornisce una ampia e belI organizzata documentazione, corredata difigure e rappresentazioni iconografiche. Grazie ad un eccellente percorso storico-cronologico, è possibile ripercorrere il viaggio quasi "avventuroso" dell'industria serica che, partendo dalla Cina, ove ebbe i natali, giunse - mediante la "Via della seta ", importante e leggendaria arteria di comunicazione tra Oriente ed Occidente - sulle sponde del

Micrografia elettronica a scansione
attraverso la quale viene evidenziata la
strutturazione delle fibre di seta situate sulla
superficie esterna del bozzolo

Mediterraneo e quindi in Italia e in Europa, passando attraverso Paesi e città che da sempre rappresentano centri culturali di grande rilevanza (Samarcanda, Baghdad, Damasco, Alessandria, Tiro, Costantinopoli ed altre).
Ma storia-viaggio-scienza-conoscenza-economia non sono elementi scindibili.
L'Autore descrive le ragioni tecniche e sociali per le quali l'industria tessile rappresentòla "driving force", ossia l'elemento determinante di quella rivoluzione Epocale, che fu definita "Rivoluzione industriale", dalla quale dipese l'intero processo di industrializzazione dell'Europa e degli Stati Uniti d'America.
Una rivoluzione particolarmente interessante è anche quella che condusse scienziati e ricercatori a determinare la struttura cristallina e molecolare dellafibroina, la maggiore componente proteica delle bavelle di seta. L'Autore ricostruisce tali studi e illustra i processi e i meccanismi biologici e chimici che permettono al "Bombyx mori" (il baco da seta per eccellenza) di sintetizzare le proteine trasformandole, secondo un processo di estrusione in aria che ha dell' incredibile per la sua perfezione, in un sistema fibroso.
I fattori chimici, biologici e ambientali che determinano il deterioramento delle fibre di seta sono inquadrati in un contesto storico che si avvale di una visione completamente innovativa del restauro conservativo. Quest'ultimo deve essere finalizzato al recupero sostenibile, durevole, reversibile e funzionale degli oggetti e ad una loro appropriata conservazione, cosicché le generazioni future possano debitamente fruire di opere d'arte che testimoniano la cultura, la civiltà e i costumi di popoli e civiltà. È degna di nota la descrizione puntuale, rigorosamente scientifica, ma resa comprensibile anche ai non addetti ai lavori, della "competizione" tra le fibre naturali, artificiali e sintetiche messa in relazione con le varie fasi della moderna industria delle fibre, che passa attraverso gli stadi di imitazione, sostituzione, diversificazione e ibridazione.
L'opera si conclude con un capitolo dal titolo "Le fibre del 2000 e la seta", nell'ambito del quale l'Autore delinea uno scenario futuro, ma non troppo lontano, dal quale emergono quelle che saranno le applicazioni più interessanti previste per le fibre naturali e quelle sintetiche, le quali dovranno essere, sempre più, "intelligenti", "multifunzionali" e "customer oriented". L'Autore si pone, infine, il quesito su cosa sarà delle fibre di seta nello scenario evolutivo del ventunesimo secolo. Le conclusioni, suffragate - a questo proposito - da inconfutabili dati a supporto, non possono
non convincere lo scienziato ed i lettori tutti. Non possono, pertanto, che essere condivise.
Sembra quindi giusto, e quasi naturale, chiudere questa prefazione con le frasi finali dell'Autore, dell'amico Ezio Martuscelli, per il quale rinnovo in questa sede una profonda e sincera stima:

«La seta viene vista quindi come materiale da tramandare alle future generazioni, così come si tramandano le opere dei più famosi artisti, scrittori, scultori e pittori. Da questo e da altre evidenze traspare la intramontabilità delle fibre di seta, con le quali l'uomo continuerà a cimentarsi in una "lotta" finalizzata alla realizzazione di sempre più innovativi e sofisticati manufatti, irraggiungibili per bellezza e grado di conforto da parte di manufatti in fibre sintetiche. Quello che la natura offre all'uomo può essere oggetto di imitazione continua e permanente ma comunque per alcune caratteristiche giammai raggiungibile».

Ci si augura che lo sforzo compiuto possa continuare, cosicché l'Autore pòssa ripetere - come egli stesso ha preannunciato - un analogo esperimento scientifico e letterario, "raccontando" la storia di altre fibre naturali di origine proteica, quali la lana ed il bisso marino, e di quelle di natura cellulosica (cotone, lino, canapa, etc.), al fine di costruire un quadro completo dal quale far emergere il ruolo di questi materiali nell'evoluzione dell'umanità, in un contesto che è insieme storico, sociale, culturale, scientifico, economico egeo-politico.
È un augurio che esprimo con affetto e gratitudine a Ezio Martuscelli, per questa nuova attività di scrittore di storia della scienza e della tecnologia, vista in una chiave innovativa di sviluppo economico-sociale.


Presidente del Comitato Nazionale per le Scienze Chimiche del CNR

ROMANO CIPOLLINI

 
Torna indietro Richiedi modifiche Invia per email Stampa
Home Il CNR  |  I servizi News |   Eventi | Istituti |  Focus