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Biologia, Biofisica e Biochimica

IDROZOI LAGUNARI

Introduzione - Indice


Introduzione


Gli Idrozoi costituiscono una classe di animali acquatici, soprattutto marini, che appartengono al tipo dei Celenterati o Cnidari. Il termine Celenterati si riferisce al fatto che questi animali possiedono un'unica cavità interna che funziona da cavità gastro-vascolare, detta celenteron; il nome di Cnidari deriva invece dalla presenza di particolari strutture urti canti dette cnidocisti.
Si tratta di animali ancora relativamente primitivi, diblastici, che, a causa del loro aspetto, in passato furono confusi con dei vegetali; ancora in tempi recenti venivano talvolta definiti «Zoofiti » (= animali-piante). L'estrema semplicità strutturale di questi animali è confermata anche dall'assenza di un sistema circolatorio, respiratorio, nervoso, escretore, paragonabili a quelli degli animali superiori.
Gli Idrozoi, organismi a simmetria raggiata, si possono presentare sotto le forme di polipo o di medusa. Il polipo rappresenta la fase asessuata ed è un individuo, generalmente sessile, di forma affusolata con all'apice la bocca, circondata dai tentacoli. Spesso i polipi sono riuniti in colonie, insiemi di individui interdipendenti tra loro, di forma varia, sulle quali si producono gli elementi sessuati. Questi sono rappresentati dalle meduse: per lo più si tratta di organismi natanti, a forma di campana. Dal punto di vista strutturale la medusa si può paragonare ad un polipo rovesciato: infatti la bocca si apre inferiormente e sul margine dell'ombrella sono disposti i tentacoli (fig. l). Negli Idrozoi la fase asessuata e quella sessuata si alternano e si susseguono durante un ciclo vitale o metagenetico.
Come già accennato, gli Idrozoi sono per la maggior parte animali marini e pochissime sono le specie di acqua dolce; relativamente più numerose sono invece quelle che vivono nelle lagune e negli estuari, in acque salmastre.
Gli Idrozoi delle lagune italiane sono l'oggetto di questa guida, in cui sono descritte 20 specie, comprendenti sia le poche specie strettamente lagunari sia quelle specie marine costiere più comuni ed euriecie, facilmente capaci quindi di penetrare e di vivere in ambienti lagunari.

 
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