ASCIDIACEI
Introduzione - Indice
Introduzione
Scrivere una chiave sistematica
di qualsiasi gruppo animale è sempre un'impresa abbastanza ardua in
quanto
si cerca di definire degli elementi, quali forma e struttura, generalmente
caratterizzati da un'alta variabilità morfologica.
Scrivere una chiave sistematica degli Ascidiacei è però un'impresa ancora
più ardua proprio perché questi animali sono caratterizzati dal loro enorme
polimorfismo che li rende difficili da classificare anche agli stessi
tassonomisti del gruppo.
Gli Ascidiacei, fatte alcune eccezioni, presentano infatti un elevato
polimorfismo esterno, sì che occorre verificare la presenza di alcune
strutture anatomiche per poter individuarne la specie. Ma queste strutture
sono spesso difficili da osservare se non si è avvezzi a tecniche di dissezione
e di colorazione di Ascidiacei, per cui in questo testo ho cercato di
ricorrere ad essi il meno possibile.
Questa chiave sistematica dei più comuni Ascidiacei presenti lungo il
litorale italiano, non si configura pertanto come un testo per ascidiologhi
in quanto appunto ho evitato il più possibile di ricorrere a quelli che
sono gli elementi effettivamente discriminanti validi non solo per le
specie ivi descritte bensì per l'ascidiofauna in generale. Gli utilizzatori
diretti di questo manuale potranno essere, a mio avviso, tanto i profani
in materia quanto i naturalisti biologi marini; in effetti, mentre i primi
potranno utilizzarlo ricorrendo innanzi tutto alle foto ed ai disegni
verificando poi, per maggiore sicurezza, le descrizioni annesse, i biologi
marini, utilizzando l'apposita chiave, potranno arrivare, più o meno facilmente,
alle specie descritte nel testo.
Per quanto riguarda poi l'elenco di tali specie, esso è stato volutamente
ridotto, eliminando tutte quelle specie (come le Sinascidie delle famiglie
dei Polyclinidae e dei Polycitoridae) le quali, pur rinvenendosi con una
certa frequenza, risultano difficili da classificare da non specialisti.
Di esse, ho descritto unicamente una o due specie più facilmente riconoscibili
esternamente.
A proposito del tipo di chiave da me utilizzato, non me ne vogliano i
colleghi ascidiologhi se ho cercato di esemplificarlo al massimo, ricorrendo
a caratteristiche esterne come il tipo di tunica; tengo a precisare che
questa chiave serve unicamente ad individuare le specie descritte nel
testo ben sapendo che esistono altre specie cui è impossibile arrivare
tramite essa.
Ho citato nel testo anche delle specie simili a quelle descritte nonché
delle specie appartenenti allo stesso gruppo sistematico; tali specie,
pur non essendo molto frequenti, possono comunque rinvenirsi nelle acque
italiane: spero che ciò possa servire come indicazione di massima.
Ringrazio vivamente il Prof. CLAUDE MONNIOT, del Museo Nazionale di Storia
Naturale di Parigi per aver voluto correggere questo lavoro. Ringrazio
altresì il Dr. FRANCO FIORDIPONTI ed il Dr. MICHELE PASTORE per l'aiuto
fornitomi nella realizzazione di alcune Tavole.
Angelo Tursi
Università di Bari