Home |  English version |  Mappa |  Commenti |  Sondaggio |  Staff |  Contattaci Cerca nel sito  
Arte

RESTAURI AI MOSAICI NELLA BASILICA DI S.VITALE A RAVENNA. L'ARCO PRESBITERIALE

Introduzione - Indice


Introduzione



Il cospicuo patrimonio musivo che rende le chiese cittadine testimonianza eccezionale di un momento storico particolarmente colto e raffinato, costituisce l'eredità più preziosa di Ravenna; e come tale comporta l'enorme responsabilità della sua tutela e salvaguardia.
I mosaici ravennati sono da sempre stati oggetto di cura e di viva preoccupazione da parte della città, cura diventata sistematica a partire dall'istituzione della Soprintendenza ai Monumenti di Ravenna nel 1897, e che portò nel 1936 alla creazione di un'apposita commissione ministeriale presieduta dal prof. Pietro Toesca.
Se infatti fino a non molti anni or sono il mosaico era ancora definito pittura perenne, oggi ci è sempre più chiaro che come ogni altra opera d'arte esso non si sottrae all'usura del tempo e a tutte le sue inevitabili trasformazioni. Dobbiamo inoltre considerare i danni provocati dalle mutate condizioni climatico-ambientali e dal crescente inquinamento atmosferico.
L'impegno della Soprintendenza - volto essenzialmente alla conservazione - oltre che con interventi ordinari e straordinari, è riuscito negli ultimi anni a concretizzarsi in due direzioni: la Scuola di Restauro del mosaico, e la stipula di una convenzione con l'Istituto di Ricerca Tecnologica per la Ceramica del c.N.R. di Faenza.
Nell'istituzione di una scuola - D.M. del 31/ 10/84 - altamente qualificata che garantisce la formazione di operatori specializzati nella conservazione e nel restauro del mosaico, si è individuato lo strumento principe per la salvaguardia dei preziosi rivestimenti musivi pavimentali e parietali. La frequenza riservata ad 'un ristrettissimo numero di allievi (6 italiani e 2 stranieri) è sicura garanzia di un costruttivo rapporto didattico sia nella fase teorica che in quella pratica che si espleta nei cantieri.
La consapevolezza poi dell'urgenza - sempre più pressante - di affrontare il restauro del mosaico con metodi e strumenti più adeguati, ci ha sollecitati ad avviare un programma di ricerca comune con l'I.R.TE.C. di Faenza.
L'intervento, recentemente ultimato, all'arco d'ingresso al presbiterio della Basilica di S. Vitale, costituisce il primo esempio tangibile di questa collaborazione che ha visto operare congiuntamente ricercatori del c.N.R., funzionari tecnico-scientifici della Soprintendenza e restauratori.
Le analisi di laboratorio e la continua verifica in cantiere hanno permesso di fare notevoli progressi nella conoscenza delle tessere in pasta vitrea e dei conseguenti fenomeni di alterazione nel tempo, nella composizione e struttura delle malte e degli stucchi.
In questo spirito di comune ricerca è stato possibile sperimentare importanti accorgimenti innovativi, quali ad esempio i perni in ceramica ad alta resistenza, che hanno consentito un ancoraggio meno traumatico delle parti pericolanti e distaccate, rispetto agli usuali perni metallici.
È in questo clima di fattiva collaborazione tra Enti che desidero rivolgere un particolare apprezzamento alle operatrici del Consorzio Arkè di Roma, ex allieve dell'Istituto Centrale per il Restauro di Roma, che hanno condotto l'inte.rvento con compiuta professionalità e competenza.

FRANCESCO ZURLI Soprintendente per i Beni Ambientali e Architettonici di Ravenna, Ferrara, Forlì
È con grande soddisfazione che pubblichiamo il presente lavoro non solo per il contenuto scientifico che desideriamo sottoporre ad ampia discussione, ma in quanto esso costituisce in un certo qual modo il punto di arrivo di una proficua collaborazione tra Enti ed Istituzioni diverse ed il punto di partenza per il consolidamento e l'ampliamento degli obbiettivi di tale collaborazione e della compartecipazione delle competenze ad ognuno specifiche.
È importante sottolineare che tali collaborazioni costituendo di per se stesse una novità, incontrano difficoltà di ogni tipo,prevalentemente di ordine amministrativo, che solo l'impegno e la costanza dei singoli consente di superare.
Quindi, quando con l'Arch. Zurli prendemmo atto delle opportunità e prospettive che si offrivano ad una collaborazione diretta tra IRTEC-CNR e Soprintendenza e del conseguente dovere di avviarla, deve essere dato atto che quanto realizzato discende direttamente dall'impegno dell' Arch. lannucci e della Dr.ssa Muscolino, per la Soprintendenza, e del Dr. Fiori per l'IRTEC.
Da subito poi la collaborazione si estese informalmente all'Istituto Statale d'Arte per il Mosaico, e all'Accademia di Belle Arti.
È stato nell'ambito di tale disponibilità ed unità di intenti che molti risultati importanti, tra cui quello oggetto del presente volume, sono stati conseguiti e che ora si è aperta la prospettiva di costituire a Ravenna d'intesa con il Comune, la Provincia, la Camera di Commercio, il Consorzio Ravenna Capitale e tutte le Istituzioni ed Enti a vario titolo coinvolti nei materiali musivi, un Consorzio promosaico che promuova e coordini gli obbiettivi e faciliti il reperimento delle competenze e dei mezzi.
Infine a fronte dei risultati conseguiti, pur con i limitati mezzi messi a disposizione, e soprattutto nella certezza che la strada intrapresa sia la migliore attualmente possibile, il CNR realizzerà nel prossimo ottobre una propria costante presenza a Ravenna aprendo nei locali offerti dalla Soprintendenza una sede distaccata dell'IR TEC.
L'auspicio dell'IRTEC è che tale presenza possa sempre più consolidarsi ed ampliarsi e offrire un adeguato contributo ad un tessuto culturale di secolare tradizione quale quello Ravennate per i materiali musivi.


Direttore Istituto Ricerche Tecnologiche per la Ceramica

GIAN NICOLA BABINI

 
Torna indietro Richiedi modifiche Invia per email Stampa
Home Il CNR  |  I servizi News |   Eventi | Istituti |  Focus