MOSAICO: ANALISI DEI MATERIALI E PROBLEMATICHE DEL RESTAURO - PARTE
III. PROBLEMATICHE RILEVANTI DEL RESTAURO MUSIVO
Introduzione - Indice
Introduzione
L'universo del restauro, attraverso
l'apporto primitivo di "grandi padri" nella seconda metà del XIX sec.,
il contributo decisivo di personaggi ed istituzioni (come Cesare Brandi
e l'Istituto Centrale per il Restauro), la continua produzione di piccoli
e grandi
studi
che ha caratterizzato tutto il novecento, non solo ha incrociato innovandola
la storiografia d'arte, ma si è nutrito in profondità dell 'universo
della scienza, che dapprima timidamente poi con sempre maggiore specificità
ha fatto nascere metodologie indispensabili per la conoscenza del mondo
della materia, in un orizzonte di conoscenze che non può prescindere
dalla fattualità dell 'opera d'arte.
Ricerche d'archivio ed indagini scientifiche sono perciò la trama su
cui s'innesta il lavoro di restauro, con le professionalità interdisciplinari
indispensabili.
Nel Ministero dei Beni Culturali e Ambientali attraverso le Soprintendenze
sul territorio (ormai antiche istituzioni, da alcuni anni definite
piccole Prefetture a presidio dell'arte), l'Istituto Centrale
per il Restauro e l'Opificio delle Pietre Dure (ed oggi anche la Scuola
per il Restauro del Mosaico di Ravenna, prossima sezione dell 'ICR) si
accentrano conoscenze, metodologie, operatività, memoria storica.
L'interscambio con l'Università è oggi più che mai fondamentale e deve
però trovare le linee di intesa costruttiva, che permetta un travaso di
conoscenze, utili da una parte alla formazione e dall 'altra alI 'operatività
sul campo.
La specificità della "materia" per Ravenna non v'è dubbio che trovi
la sua supremazia nel mosaico. La Scuola gestita dalla Soprintendenza
ravennate (la prima in Italia, fondata nel 1897) è espressione di una
volontà locale e corrisponde ad esigenze profondamente sentite.
Altre Scuole di restauro furono istituite alI 'inizio degli anni '80,
ma solo quella di Ravenna sul Mosaico ha trovato una sua continuità.
Ormai oltre una cinquantina di operatori nel campo sono usciti da Ravenna,
fra cui numerosi stranieri (greci, ciprioti, giordani, spagnoli, tedeschi,
giapponesi).
L'importanza di Una Scuola legata alla Soprintendenza è strettamente
connessa alla concreta operatività nei numerosi cantieri di restauro o
di scavo, non solo ravennati.
Preparazione sul campo quindi, ma anche preparazione metodologica,
che ha permesso con stretta unità interdisciplinare, la formazione di
giovani, ad alcuni deiquali si deve oggi la redazione del presente quaderno
(piccola "summa" dei contributi conoscitivi del percorso scolastico),
coordinato da Cesare Fiori responsabile della Sezione ravennate dell 'Istituto
di Ricerche Tecnologiche per la Ceramica di Faenza (direttore: Gian Nicola
Babini), legato da una fruttuosa convenzione con la Soprintendenza per
i Beni Ambientali e Architettonici di Ravenna, che ha portato a diversi
ottimi esiti, fra i quali cipiace soprattutto ricordare la messa a punto
del sistema di perni ceramici per ilfissaggio del substrato di sottofondo
delle decorazioni musive parietali, inaugurato nel sottarco trionfale
di San Vitale.
Crediamo che questo quaderno possa raggiungere diversi obbiettivi,
verso destinatari diversi, comprendendo sia lettori più generici ma interessati
alle metodologie ed ai criteri che sovrintendono al "fare restauro",
sia più propriamente le scuole per la formazione di professionalità
diverse tutte indispensabili al raggiungimento degli obbiettivi di conservazione,
tutela, valorizzazione del patrimonio storico-artistico.
Soprintendente per i Beni Ambientali e Architettonici di Ravenna, Ferrara,
Forlì-Cesena, Rimini
Anna Maria lannucci