MARMI E ALTRE PIETRE NEL MOSAICO ANTICO E MODERNO
Presentazione - Indice
Presentazione
Mentre esistono molti testi o manuali
sui manni e altre pietre ornamentali, la ricerca scientifica (che ha
fino ad ora interessato pochi studiosi) sui materiali lapidei utilizzati
nei mosaici antichi e moderni, non aveva ancora prodotto un testo di
riferimento. Senza pretendere di
colmare
queto vuoto, quanto riportato in questo volume vuole essere un primo
approccio alla conoscenza dei manni e delle altre pietre di cui si sono
serviti mosaicisti del passato, in varie epoche storiche e in varie
località dell'area mediterranea, e dei materiali analoghi utilizzati
attualmente nell'artigianato del mosaico ravennate, che poggia su una
solida tradizione.
Si tratta di una visione parziale dei problemi che riguardano lo studio
dei materiali musivi, tenendo presente che esistono altre importanti categorie
quali i materiali vetrosi e ceramici (ed altri nuovi materiali in epoca
moderna) utilizzati per ricavare le tessere. Inoltre, sono interessanti
anche le indagini sui leganti delle tessere, sui materiali dei "disegni
guida o sinopie" e degli strati preparatori dei mosaici. Ciascuna delle
varie categorie dei materiali musivi merita, tuttavia, una trattazione
a parte, per la diversità di problematiche e di metodologie di indagine
adatte. Sicuramente le pietre di vario colore sono i più antichi fra i
materiali utilizzati per i mosaici ed hanno accompagnato quest'arte attraverso
tutta la sua storia fino ad oggi. Non è fuori luogo, perciò, partire da
questi per una conoscenza più approfondita dei materiali musivi.
Anche il solo studio dei materiali lapidei comporta differenti approcci
a seconda che si tratti di mosaici antichi o moderni.
Nel primo caso generalmente si hanno a disposizione campioni che al massimo
hanno la dimensione di una tessera, e spesso un solo campione per tipo
di pietra; inoltre, si tratta sempre di materiale archeologico e quindi
da consunlare per analisi di tipo distruttivo con estrema parsimonia e
solo nel caso che ciò non comporti un danno per l'opera musiva in esame.
In questa situazione lo studio delle tessere lapidee antiche si pone come
obbiertivi principali quello della loro classificazione petrografica e
la caratterizzazione di parametri che possono riguardare interventi di
conservazione (presenza o meno di alterazioni, presenza o meno di porosità,
fratture, ecc.). Con notevoli difficoltà, dato il complesso intreccio
di materiali poveri e pregiati, di materiali locali o frutto di scambi
commerciali anche con paesi lontani, si possono affontare anche problematiche
di provenienza dei materiali. E' praticamente impossibile invece, data
la massa generalmente ridotta dei campioni, una loro caratterizzazione
tecnologica.
Per i materiali moderni, la caratterizzazione petrografica passa in secondo
piano, essendo di gran lunga più importante quella tecnologica dei materiali,
cioè la determinazione delle loro proprietà o requisiti necessari per
la particolare applicazione. Diventa, in particolare, di primaria importanza
la valutazione dei requisiti meccanici dei materiali in relazione alla
loro lavorazione e durata in opera (resistenza ai carichi, comportamento
al taglio, all'usura, al gelo, ecc.). Naturalmente per i materiali attuali
è ampia la conoscenza sulle località di estrazione, su aspetti geologico-petrografici,
e sulla disponibilità in commercio. Riguardo al colore o altri requisiti
estetici entra in gioco l'aspetto artistico delle opere che qui, ovviamente,
non affrontiamo per mancanza di competenza. Resta però il problema della
definizione del colore dei materiali, che ora è soggettiva e a volte fantasiosa,
mentre dovrebbe essere affrontata con criteri scientifici, cioè con strumenti
che "misurino" obbiettivamente i parametri cromatici.
Non a tutti i problemi esposti viene data una risposta esauriente in questo
volume. Tuttavia, la speranza degli autori è quella di fornire una base
di partenza per chi deve affrontare lo studio di un' opera musiva da vari
punti di vista: archeometrico, archeologico, conservativo, di semplice
curiosità culturale.
L'impostazione "a schede" nella presentazione delle caratteristiche dei
vari tipi litologici rispecchia il lavoro di archiviazione dei dati, che
si sta realizzando con metodi informatici, presso il C.N.R.- IRTEC.
Gli argomenti trattati in questo volume sono stati oggetto anche di
due tesi di laurea. Gli autori desiderano ringraziare tutti coloro che
hanno collaborato e in particolare i relatori e correlatori delle tesi:
Prof N. Morandi, Università di Bologna, Prof.ssa F. Siena e Dott.ssa C.
Vaccaro, Università di Ferrara, e Dott. G. De Portu, CNR-IRTEC di Faenza.