ELEMENTI PER IL RECUPERO EDILIZIO
Introduzione - Indice
Introduzione
Nel quadro della trasformazione
produttiva ed economica della società industriale, é emersa con sempre
più vigore l'importanza
di concepire l'uso e la salvaguardia del patrimonio ambientale nella
più vasta problematica della pianificazione urbana e territoriale.
I contesti orbani, casi come si sono storicamente determinati, rappresentano
i contenitori di un vasto patrimonio di cultura materiale, che necessita
di strumenti adeguati di analisi, valutazione e gestione nell'ambito di
quanto previsto dagli strumenti programmatici, ed attraverso il decentramento
istituzionale degli Enti elettivi, ai vari livelli; regionale, comunale,
comprensoriale, ecc..
E' indubbio infatti che il nostro patrimonio ambientale, sia esso artistico,
monumentale, residenziale, c più in generale "insediativo", costituisce
una enorme risorsa che può e deve essere resa economicamente c socialmente
produttiva.
Tutto questo sarà possibile se la valorizzazione e la conseguente fruizione
dei beni culturali, nella loro più vasta accezione, verranno considerati
come elementi di cmancipazione delle popolazioni che, riappropriandosi
dei valori culturali e materiali del passato, restituiscono significati,
ai valori esistenziali del presente, i quali assumono connotati sempre
diversi e cambiano sempre più velocemente in relazione ai cambiamenti
tecnologici. In questo scenario appare necessaria una utilizzazione programmata
delle risorse nel quadro di un nuovo assetto territoriale compatibile
con lo sviluppo qualitativo c non solo quantitativo di tutti i settori
produttivi.
"...Fare emergere la dimensione territoriale dei Beni Culturali non significa
appiattimento o negazione della scienza e della ricerca, visione economicistica
negatrice di valori ideali: ma invece significa collocare il problema
al più alto livello, riaffermare il nesso determinante e vitale con la
programmazione e l'uso delle risorse, e con le scelte politiche complessive".(l)
Un uso diverso del territorio e delle valenze culturali che esso contiene,
non può infatti essere scisso da una corretta interpretazione scientifica
dei modi di formazione della città e del territorio, che è mancata e tuttora
è assente nel nostro Paese, dove quasi sempre lo sviluppo e la trasformazione
fisica degli insediamenti residenziali ed urbani è stata svolta all'insegna
deJla salvaguardia degli interessi fondiari, piuttosto che in funzione
della migliore qualità degli insediamenti residenziali e dei mutamenti
dei modi di vita.
A questi problemi la conoscenza e la sperimentazione scientifica nel suo
svolgersi, ha fornito in parte e può fornire le basi per una graduale
comprensione della realtà, e rendere possibile l'avvio di un processo
di recupero e riqualificaziooe del patrimonio edilizio esistente degradato.
Nel tentativo di stabilire un metodo di progettazione ambientale corretto,
non sembra possibile prescindere da studi importanti come quelli "...che
tendono ad estendere la nozione di scienza a tutto l'universo conoscitivo
ed a radicarne i portati nella coscienza storica", rendendo legittimo
il trasferimento alla "cultura del progetto" del dibattito nato fra chimici,
fisici, e biologi, come quello affrontato nel saggio "l'Ape e l'Architetto",
ed avviato prima da Ludovico Geymonat.
"...La scienza acquisisce valore filosofico nella misura in cui mette
in causa-attraverso approssimazioni successive-i suoi presupposti teorici;(...)
essa attinge alla realtà in modo rivoluzionario superando le barriere
specialistiche e coinvolgendo la ricerca a livelli sempre illaggiori di
contatto con l'universo sociale. E' perciò che la scienza può ritenersi,
per sua natura, non neutrale".(2)
Senza dubbio non é indiffercnte l'uso al quale viene sottoposto il patrimonio
storico-monumentale c dunque tanto meno i metodi e le analisi conoscitive
che tendono a stabilirne la consistenza per suggerire i criteri e le tecnichc
di recupero.
Di certo si può dire che qualunque ipotesi, criterio o metodo di valutazione
deve basarsi su dati certi e verificabili, tali da conferire alla analisi
conoscitiva del patrimonio storico-edilizio i connotati di analisi scientifica.
Le considerazioni e le annotazioni che seguono, pur non avendo la pretesa
di esaurire tutto quanto é stato detto o si può dire in riferimento ai
problemi del recupero urbano ed edilizio, vogliono contribuire ad individuare
i termini disciplinari, dal punto di vista architettonico, entro i quali
si é svolto il dibattito sulla questione del "riuso" del patrimonio edilizio
esistente, e tracciare i lineamenti di una indagine analitica sulla quale
fondare una scienza del recupero edilizio.
Il tentativo di definire il campo entro il quale si é sviluppata la discussione
é comunque utile per individuare gli aspetti non risolti dclla questione,
e per meglio stabilire una metodologia di analisi e recupero dei centri
storici che invece tenga conto degli aspetti non risolti, alla scala microurbana
dell'edificio