EDILIZIA PER LA RICERCA. PROGETTO E TECNOLOGIA
Presentazione - Introduzione
Presentazione
Gli edifici destinati ad accogliere attività di ricerca
rientrano in quelle categorie tipo logiche che oggi è necessario ripensare
per la necessità di dare risposta a funzioni nuove, o comunque
reinterpretabili in una diversa chiave architettonica e soprattutto tecnologica.
La «rivoluzione tipologica» nell'architettura fu certamente uno dei
portati più importanti della prima Rivoluzione
Industriale,
fenomeno che, inducendo sostanziali modifiche nei costumi e nei comportamenti
sociali individuali e collettivi, ha messo in crisi in particolare quei
tipi edilizi preesistenti in cui risultava forte, più che in altre,
l'incidenza del progresso tecnico e del rapido moltiplicarsi delle dislocazioni
sul territorio e, d'altro canto, ha posto, non per la prima volta ma
certamente con nuova e dirompente intensità, il problema delle nuove
tipologie. Questo da un lato è "senza fine", perché sempre nuove sono
le necessità che si vanno prospettando, e dall'altro è "senza fine"
per la rapidità di evoluzione dei contenuti distributivi e tecnologici.
Oggi la cultura dell'architettura si trova di nuovo di fronte all'impatto
di una fase rivoluzionaria del mondo industriale che, riguardata soprattutto
nella prospettiva post-industriale, costringe a ripensare le definizioni
tipo logiche non tanto e non solo in relazione a mutate necessità spaziali,
quanto soprattutto in relazione all'aumentata incidenza del corredo
tecnologico ed energetico, ed alla sempre più accelerata diversificazione
delle attività di lavoro.
Oltre che pensare quindi a nuove categorie tipologiche sembra essere
necessario porre attenzione al verificarsi di una specializzazione dell'involucro
edilizio, in cui ciò che tradizionalmente si è inteso come flessibilità
deve essere considerato piuttosto come disponibilità a mutazioni che lascino
quali "punti fermi' solo quei servizi e quelle attrezzature che corrispondono
a prestazioni "astoriche" (cioè non legate a modificazioni comportamentali
contingenti), in quanto rispondenti a necessità umane dall'evoluzione
più lenta. Pensiamo, restando al caso degli edifici per il lavoro, alla
permanenza di spazi destinati ai servizi igienici, alle mense, ai luoghi
di sosta, eccetera, confrontati con gli spazi destinati alle attività
lavorative sempre mutevoli. Nel caso specifico dello studio che qui si
presenta, si può osservare che il tipo edilizio di riferimento non si
discosta, per taluni aspetti, dal canonico edificio per uffici, modulato
sul passo del posto di lavoro al tavolo; ciò che è invece del tutto cambiato
e più ancora cambierà in futuro è la strumentazione operativa e quindi
il modello di comportamento dell'operatore sia rispetto alle attrezzature
sia rispetto allo spazio, e quindi alla tipologia. Analizzando allora
i tipi tradizionali ci si rende conto dei loro limiti e
diventa necessario impostare il processo di progettazione, tenendo conto
di alcuni dati sintetica. mente riferibili a:
- una progettazione comprensiva dell'evolvere delle decisioni
tecnologiche ed economiche;
- un continuo confronto con lo realtà produttiva,
e in particolare con le possibili diversificazioni della ricerca;
- una costante reinterpretazione delle scelte tecniche ed
economiche iniziali;
- un certo distacco dalla logica dei processi costruttivi tradizionali
in favore di un atteggiamento "di processo" che rapporti continuamente
i vincoli tecnici alle mutevoli condizioni organizzative, economiche
e soprattutto qualitative rispetto alla vivibilità dello spazio di lavoro.
La progettazione, che assume in questo caso piuttosto i caratteri
di una metaprogettazione, investe allora la globalità del processo {dal
"tipo" al "luogo" fisicamente definito}, accentuando il connotato di processualità
che potremo definire come interpretazione attuale della tradizionale nozione
di flessibilità.
Questo lavoro inquadra i criteri generali utilizzabili per lo
progettazione di insediamenti destinati alla ricerca e scaturisce da un'analisi
di esigenze e richieste presta. zionali, per costruire modelli di riferimento.
Poiché lo studio è destinato a chi concretamente è coinvolto nella
progettazione, realizzazione e gestione di insediamenti integrati di ricerca,
è data per acquisita l'esperienza tecnico-costruttiva di base.
Peraltro le generalizzazioni necessarie dovranno poi essere collimate
con le informazioni contingenti dei casi specifici, che avranno aspetti
diversi da luogo a luogo, dipendenti, tra l'altro, dai diversi gradi di
sinergia delle componenti sociali, intellettuali e istituzionali dei loro
rapporti.
È indubbio che le soluzioni proponibili, se da un Iato devono cogliere
questi gradi, d'altra parte devono favorire lo sviluppo
di sinergie nuove, tenendo conto ovviamente di quei risvolti economici
positivi che la gestione di infrastrutture comuni può provocare.
L'itinerario espositivo inizia con una sintesi di informozioni sui
casi nazionali più significativi, seguita da una specifica presentazione
di insediamenti di alto interesse metodologico in Paesi Orientali.
Nel quadro di iniziative spesso frettolose presenti negli altri Paesi
industrializzati è molto opportuno uno sguardo alle tendenze di popoli
a forte orientamento tecnologico temperato da particolari visioni della
qualità della vita da raggiungere attraverso lo ricerca scientifica. Si
tratta di un contributo interessante, poiché fornisce un quadro aggiornato
relativo a Paesi fino ad ora noti nella letteratura tecnica del settore
ed anche perché sottolinea come in quei Paesi l'edilizia per lo ricerca
scientifica sia impostata sulle richieste esigenziali dell'utenza.
Queste esigenze e la misura d'uomo sono considerate come lo dimensione
non solo geometrica su cui modellare le soluzioni e rappresentano, d'altra
parte, un po' il filo conduttore di tutto il lavoro.
La prima parte del volume si completa con un richiamo alla fase metaprogettuale
in cui tutte le successive indicazioni sono sempre in questo senso: lo
flessibilità interna, il comfort ambientale, la sicurezza, il, tempo libero
e tutto ciò che è connesso con le attività da espletare in un'area
di ricerca sono poste in rapporto ai problemi dei ricercatori.utenti.
Indicazioni interessanti sono, in particolare, contenute nel quarto
capitolo dove, oltre ad una disamina degli aspetti territoriali, vi sono
riferimenti alle valutazioni di impatto ambientale ed a ipotesi di monitoraggio
affidabiti agli stessi enti di ricerca.
La seconda parte, redatta da Nicola Maiellaro e pertinente complemento
della prima, richiama i risultati di ricerche, condotte nell'ambito
dell'IRIS/CNR, relative alla progettazione assistita da elaboratore applicata
ano che all'esempio degli organi di ricerca CNR nell'area metropolitana
di Bari.
Marcello Grisotti