L'AREA METROPOLITANA DI BARI. ATTI DEL CONVEGNO DI STUDI
Premessa - Indice
Premessa
Le ragioni di analisi del territorio
della provincia di Bari quale "bacino" dell'area metropolitana di Bari,
ossia quale luogo nel quale collocare gli interventi, di differente
scala, che costituiranno quel complesso insieme, di attività coordinate
dal "Progetto Speciale Bari", stanno,
evidentemente, nel rilievo, se non nel primato, della conoscenza in
tutti i momenti delle attività di pianificazione, territoriale, e, specialmente,
nei momenti di formazione degli indirizzi propedeutici ai, progetti
territoriali, quando si generanno e si mettono a fuoco le idee-guida
dei progetti.
La "pianificazione per progetti", il cui modello, praticato in esperienze
internazionali e, oggi, accreditata in modo crescente nel nostro Paese
(anche per indubitabile merito dell'attività e, direi, dell'ideologia
pianificatoria della Cassa per il Mezzogiorno) richiede con particolare
rigore, una conoscenza approfondita del reale, sul quale dovranno calibrarsi
le attività. Il carattere proprio del "Progetto Speciale" postula un approfondito
grado di conoscenza, persino atipico rispetto agli ordinari approci pianificatori,
dal momento che la sua natura è, come si è sostenuto, duplice:
- di sistema "aperto", per adottare il linguaggio sistemistico, nella
fase programmatoria dominata dal principio di equifinalità, tipico di
tutti i sistemi aperti;
- di sistema "chiuso", nella fase realizzativa, caratterizzata da una
precisa organizzazione programmatoria delle realizzazioni, da scansioni
degli interventi e, per ciascun intervento, da rigorosi programmi temporali
ed economici.
Questa esigenza fu posta a fondamento dei primi studi, di natura chiaramente
propedeutica e orientativa, affidati dal Ministro dell'epoca (Di Giesi)
ad un gruppo di,
studiosi di questa città, che assunsero come "una pianificazione realmente
attendibile" non potesse "fondarsi sopra valutazioni astratte dalla realtà,
secondo i velleitari modi storici in cui si è concepita la pianificazione
dell'ultimo ventennio, rimasta 'naturalmente' inattuata"; ma dovesse viceversa,
"fondarsi sopra una sicura conoscenza dei problemi e dei loro diversi
gradi di urgenza e tradursi, quindi, in progetti responsabilmente connessi
alle risorse reali e di dimostrata utilità".
Questa stessa esigenza è stata, altresì, avvertita negli ultimi tempi,
dopo che la diffusione del Documento base predisposto dalla Cassa per
il Mezzogiorno sul Progetto Speciale ,per Bari, ha indotto alcune consultazioni
e pubbliche manifestazioni, tenutesi in, questa città, a testimonianza
della sua vitalità. Si è, dunque, ritenuto che l'Università fosse, per
il suo ruolo istituzionale, il luogo deputato a sancire il problema della
conoscenza del reale, se non a rivendicare il primato della conoscenza;
cosicchè non potesse e non dovesse sottrarsi al dovere di una prima analisi
del contesto reale sul quale dovreobbe agire il "Progetto Speciale per
l'area metropolitana di Bari".
Ma c'è una seconda ragione che si è considerata:
è una costante consuetudine degli approcci pianificatori quella che potrebbe
definirsi la tendenza ad una rifondazione costante della conoscenza, non
intesa nel senso di una riconsiderazione critica - certamente sempre necessaria'-
bensì nel senso dell'oblio della conoscenza, pregressa, cosicché é invalsa
la consuetudine, anche alimentata da ignoranza del patrimonio di conoscenza
già acquisito, di impostare ex novo le analisi, in ogni circostanza o,
quanto meno, nel maggior numero di circostanze possibili.
Da una tale situazione, deriva una sorta diduplicazione delle indagini,
di reiterazione delle analisi, persino di ripetizione delle catalogazioni
più ovvie; cosicchè accanto all 'inflazione dei piani registriamo assai
spesso l'inflazione degli studi.
Ovviamente, è di tutta evidenza che all' origine di un siffatto fenomeno
inflattivo è una carenza informatica diffusa che in un certo senso coarta
le intenzioni degli analisti, dal momento che è impensabile o comunque
difficile disporre, in ogni episodio di approccio pianificatorio, degli
elementi di conoscenza già acquisita da altre fonti.
Questa seconda ragione motiva l'iniziativa dell'Università e del Consiglio
Nazionale delle Ricerche, - in collaborazione con l'Associazione Regionale
Ingegneri ed Architetti - che oggi si compie: si intende introdurre, nello
scenario delle analisi, alcuni riferimenti ad esperienze precedenti, riconducendo
l'attenzione a quelle esperienze, giustapponendo, insomma, allo scenario
delle analisi, uno scenario delle ricerche.
Dobbiamo, però, dire subito che si tratta di riferimenti del tutto incompleti,
introdotti col solo fine di indurre una riflessione sul patrimonio conoscitivo
disponibile, per farne intendere la validità e indicarne gli spessori.
Che andrà, dunque, approfondito.
ALMERICO REALFONSO