CARTA DELLA UTILIZZAZIONE DEL SUOLO D'ITALIA - MEMORIE ILLUSTRATIVE:
VENETO
Introduzione - Indice
Introduzione
La mia Introduzione alla prima parte del volume sulla sezione più orientale
delle tre Venezie, cioè sul Friuli - Venezia Giulia, rimonta a
due anni fa, ed essa fa commento ad un' opera assai acuta del Prof. Aldo
Pecora. Le altre parti riguardano: quella più importante, per estensione
di terreno e numero di provincie, della sezione centrale, che va
sotto il nome di Veneto, e si presenta nelle pagine seguenti scritta
da chi ha tenuto con prestigio la cattedra di Geografia Economica di Venezia,
e tiene oggi anche degnamente la Direzione della Ca' Foscari, cioè
il Prof. Luigi Candida, mentre la sezione nord-occidentale, che va sotto
il nome di Trentino Alto Adige e che sarà pronta nei prossimi mesi,
è stata affidata a Mario Fondi, titolare della cattedra di Geografia nell'Università
di Napoli. Ciò prova che tutta questa circoscrizione che comprende il
settore di nord-est della regione alpina è prossima ad essere convenientemente
illustrata, a manifestare le caratteristiche della distribuzione spaziale
delle colture che la ricoprono, ad essere nel suo complesso riguardata
nelle singole zone morfologiche, nel suo rilievo, nella idrografia e
soprattutto nella sempre svariata e migliorata coltura delle forme
del terreno dal punto di vista della sua vegetazione e dei suoi progressi.
L'opera di Luigi Candida riguarda l'insieme della regione a cui dette
il nome, e da tempo antico, la storia della città di Venezia che ne rappresentò
ed esercitò il dominio per moltissimi secoli, imponendosi per il
prestigio del nome fin nella parte orientale del Mediterraneo, per l'originale
bellezza delle sue costruzioni sulla laguna, per i caratteri della specifica
importanza che tenne la legistratura che ne resse il potere. La conquista
di Trieste ad oriente e quella di Trento-Bolzano a nord-ovest determinò
la denominazione di Venezia a tutto il territorio, salvo suddividerlo
in tre zone per esigenze di terreno, di vita, di varietà regionale, della
distribuzione della popolazione in alcune parti di essa.
Lo scritto a cui l'Autore ha dato la sua importanza è quello che costituisce
gli aspetti da cui morfologicamente la Venezia è rappresentata, nella
costituzione del terreno e nella sua litologia, e distingue,
nella distribuzione geografica delle varie colture, i terreni soggetti
all'intervento umano da quelli fondamentalmente distinti dal residuo delle
forme fondamentali della vegetazione spontanea della foresta. Tutto questo
processo vienne ad essere favorito dalla fisionomia e dalla struttura
del terreno, dalla sua morfologia, dalla varietà del clima, dalla sua
idrografia e dalle altre modifiche che ne fissano da per tutto le caratteristiche.
È ciò che, appunto, fa il Candida nei suoi capitoli introduttivi,
nel descriverne il rilievo e i caratteri litologici che lo distinguono
e che mostrano, in maniera singolare, le forme che dal punto di
vista geofisico esso naturalmente presenta. Questa parte del terreno,
insieme con le forme della vegetazione attraverso il capitolo, accuratamente
documentato, sugli elementi di base delle condizioni climatiche, che in
alcuni suoi punti riesce a dare, nella quantità delle precipitazioni,
le cifre più alte per tutta l'Italia, e sull'aspetto della varietà
delle colture a seconda della natura del suolo e del rilievo, costituiscono
tanti punti necessari a spiegarsi la varietà del terreno nelle diverse
parti dell'orografia e delle colture, che risalgono dal livello
del mare alla serie di alture di massima elevazione.
A questo punto, prima di inoltrarsi nel campo della suddivisione delle
singole coltivazioni nelle regioni precedentemente illlustrate nella loro
distribuzione, l'Autore introduce, come dato nuovo in questa serie di
ricerche, l'elemento singolare della suddivisione del numero degli addetti
alle varie circoscrizioni sociali, come suddivisione dei partecipanti
alla costruzione delle diverse forme della loro occupazione, utilizzando
quello che le statistiche ufficiali rappresentano nei caratteri dei principali
censimenti, in modo dà far notare di già i primi cambiamenti, nell'attività
delle occupazioni, sempre sulla differente distinzione che si fa: in agricoltura
e foreste, in attività industriali e nelle varietà
di grado diverso. Questa specie di informazioni rappresenta una graduazione
delle forme dell'agricoltura da quella delle diverse altre occupazioni,
ben differenti dal censimento del 1951 a quello del 1961, distinguendo
le occupazioni dell'agricoltura da quelle delle altre forme di attività
sociali a cui, provincia per provincia, i vari iscritti vengono assegnati.
Questa diversa attività viene registrata fra le singole provincie con
una serie di cartine speciali, che dimostrano la diminuzione delle occupazioni
agricole e il notevole aumento delle occupazioni industriali.
Tutta questa parte della distinzione degli abitanti nel grado di attività
sociale viene subito seguìta dall'illustrazione delle diverse forme delle
qualità di colture a cui la popolazione è assegnata, e quindi
con tutta la singolarità delle occupazioni solite nelle forme di attività
illustrate nelle altre regioni italiane, cominciando dalle attività delle
colture erbacee, suddivise nella serie delle colture del frumento, del
granturco, cereali minori, barbabietole, patate, tabacco, dandone, per
ciascuna di esse, le tabelle delle suddivisioni provinciali, le cartine
illustrative della distribuzione per le principali fra esse. Così, dopo
una suddivisione delle colture foraggere e dei prodotti dell'allevamento,
anch' esse accompagnate dalle tabelle per ciascuna regione agraria e
delle provincie, si espongono, con i fatti interessanti sulla loro
estensione e sulle caratteristiche delle singole zone, i particolari
più importanti della diffusione delle varie forme legnose, quali i caratteri
più minuti della distribuzione della vite specializzata e promiscua,
con la tabella delle provincie interessate e con le relative cartine
agrarie, e quelli delle distribuzioni dell'olivo e dei numerosi
frutteti. Un capitolo speciale è destinato all' orticoltura, nelle
diverse forme con cui si presenta, perché essa ha un buon posto nell'
economia della regione, per la varietà e l'elevata qualità dei
prodotti.
Due altri argomenti chiudono l'esposizione di questa parte del lavoro,
il primo dei quali riguarda il patrimonio forestale, con una cartina sulla
distribuzione dei boschi e con una tabella della superficie boscata
dal 1970 per ciascuna provincia e nella distinzione in resinose
e latifoglie e in cedui semplici e composti, e l'altro
interessa, in breve commento, un tema di ordine generale, fermandosi a
rilevare le caratteristiche della meccanizzazione e dei concimi.
Da tutte queste forme delle esercitazioni del suolo e delle
strutture dell'intero patrimonio colturale, si trae un quadro netto e
sicuro delle categorie che distinguono i caratteri della distribuzione
delle singole forme e il grado che esse effettivamente presentano.
Di tutta questa accuratezza nella osservazione e di tutte queste particolarità
della distribuzione delle singole colture nasce un'impressione di eccezionale
rappresentazione in tutta questa parte più importante dell'intera
Regione. Dal che io sono in grado di estendere, anche a nome del Consiglio
Nazionale delle Ricerche, una parola di ringraziamento vivissimo al prof.
Luigi Candida per aver concluso, in cotesto interessantissimo volume,
la rappresentazione delle colture nell'intero sguardo agricolo della raffigurazione
geografica della Regione Veneta.
Il Direttore della pubblicazione della Carta della utilizzazione
del suolo d'Italia
CARMELO COLAMONICO