SOTTOCOMMISSIONE PER LE LAGUNE E GLI STAGNI COSTIERI: RELAZIONE SULLA
PROTEZIONE DELLE LAGUNE E DEGLI STAGNI COSTIERI DELLA
PENISOLA E DELLE
GRANDI ISOLE
Presentazione - Indice
Presentazione
La Sottocommissione per le Lagune e Stagni Costieri della Commissione
per la Conservzione della Natura e delle sue Risorse del Consiglio
Nazionale delle Ricerche si è proposta il compito di procedere ad un inventario
dei biotopi lagunari tuttora esistenti lungo le coste della penisola e
delle grandi isole e di segnalare quelli che è necessario proteggere.
Necessità che nella maggior parte dei casi, riveste il carattere di urgenza,
talora di estrema urgenza, se si vuole ancora salvare qualcuno
dei paesaggi che un tempo erano tipici di molta parte delle coste italiane.
La laguna di Venezia occupa in questo elenco una posizione particolare,
com'è ovvio, date le sue dimensioni, la sua importanza, e il fatto ch'essa
racchiude Venezia e le sue isole, cioè alcuni dei gioielli più fulgidi
e preziosi che mai abbia prodotto la civiltà umana. Gioielli che tutto
il mondo ammira, che sono patrimonio non soltanto del nostro Paese, ma
dell'umanità in- tua, e che la dissennata opera di alcuni uomini
finirà col danneggiare gravemente, o distruggere, se non verrà fermata
a tempo.
Parecchie altre lagune e laghi costieri sono già stati profondamente
alterati, o distrutti, dalla invadente industrializzazione e dalla speculazione
edilizia priva di scrupoli e insensibile ad ogni ideale, che non
sia il lucro più gretto. Molti altri di questi biotopi corrono grave pericolo.
E il danno che deriverà dalla loro distruzione si rifletterà non soltanto
sul panorama generale, ma anche sulla fauna e sulla flora, e, in modo
particolarmente grave su molti uccelli migratori - Palmipedi e
Trampolieri - che nelle lagune sostano nel corso delle loro
migrazioni e trovano pastura. Non ultimo motivo che suggerisce la conservazione
degli ambienti vallivi e lagunari, è quello economico.. è comprovato che
il reddito derivante dai prodotti della pesca e della caccia è più elevato
di quello che si ricava dai prodotti agricoli dei terreni bonificati.
In tutto il mondo si adottano provvedimenti atti a conservare almeno
i campioni di quegli ambienti naturali, che sono minacciati dall'incremento
demografico e dalle necessità dello sviluppo dell'agricoltura e dell'industria.
Conservarli per la funzione biologica che esercitano, conservarli alla
contemplazione e per il diletto degli uomini, nonché alle esigenze dello
studio scientifico dei fenomeni naturali.
C'i auguriamo che le Autorità del Governo Italiano non trascurino di
adempiere a questa importante funzione che loro compete e tengano conto
anche delle pressanti raccomandazioni internazionali per la protezione
e la conservazione della natura.
l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (UICN), il
Consiglio Internazionale per la Protezione degli Uccelli (CIPU) e l'Ufficio
(Bureau.) Internazionale per le Ricerche sulla Selvaggina (IWRB), hanno
elaborato un programma destinato a fare meglio conoscere il valore delle
zone umide per l'umanità e a contribuire alla loro conservazione. Questo
programma si chiama "Project MAR ", e ha tenuto
una prima conferenza nella Camargue, nel novembre 1962, gli atti
sono stati pubblicati, a cura della ULCN nel 1963. "Il Project
MAR" ha preparato, fra l'altro, un elenco degli stagni e lagune di
cui si sollecita la protezione. Di questi, parecchi sono situati in Italia,
e saranno contrassegnati nella presente lista (l).
(l) Saranno indicati con la sigla "Project MAR, Cat. A" o "Cat.
B", a seconda che nel progetto sono assegnati ali. categoria A (luoghi
di prima importanza per la conservazione degli uccelli acquatici d'Europa)
o alla categoria B (di .rcontlaria importanza da tale punto di vista).
Per facilitare ,il compito degli organi cui spetta emanare e far rispettare
disposizioni protettive, abbiamo compilato questo elenco dal quale
risulta quali sono i luoghi dove occorre intervenire al più presto,
com'è indicato nel voto formulato dalla nostra Sottocommissione e in qltello
della Società Botanica Italiana, adottato dalla Sottocommissione, che
vengono riportati nelle pagine seguenti.
Roma, ottobre 1966
Università di Roma - Istituto di Genetica
GIUSEPPE MONTALENTI Presidente della Sotto commissione
POST SCRIPTUM.
Questa introduzione era stata scritta nel mese di ottobre 1966.
Pochi giorni dopo, il 4 novembre, si è scatenata su gran parte
della nostra penisola, la terribile inondazione, che ha provocato danni
immensi, in parte irreparabili, i quali hanno commosso il mondo
intero. Non v'è dubbio che una delle cause determinanti è stata la negligenza
nella conservazione e nella regolazione di determinati ambienti naturali.
Non v'è dubbio che, in molte regioni, i danni della inondazione
sarebbero stati molto meno gravi se fossero esistite zone lagunari in
cui le acque 80. verchie avessero potuto trovare sfogo. Possa questa spaventevole
sciagura servire di monito a che la conservazione e la regolazione degli
ambienti naturali siano considerate con tutta l'attenzione e la
severità che meritano. (G. M.)
* * *
Hanno contribuito alla compilazione del presente elenco:
Per la Laguna di Venezia: prof. ALESSANDRO MARCELLO, Venezia; prof. ALBERTO
STEFA.NELLI, Istituto di Anatomia Comparata dell'Università di Roma; prof.
SANDRO PIGNATTI, Istituto di Botanica dell'Università di Trieste; dotto
.ALDO TIso, Centro Studi Talassografici del CNR, Venezia.
Per gli altri biotopi: prof. GABRIELLA CANNICCI, Laboratorio Centrale di Idrobiologia, Roma; dotto MAURO COTTIGLIA, Istituto di Zoologia dell' Università di Cagliari; prof. SE- BASTIANO GENOVESE, Istituto di Zoologia dell'Università di Messina; dotto LAMBERTO LE- PORATI, Laboratorio di Zoologia Applicata alla Caccia, Bologna; prof. CESARE SAccm, Sta- zione Zoologica di Napoli; prof. ALBERTO SIMONETTA, Istituto di Zoologia, dell'Università di Firenze; prof. EMILIA STELLA, Istituto di Zoologia, dell'Università di Roma.