GENESI E REGIME DI PORTATA DELLE ACQUE CONTINENTALI DEL LAZIO
Introduzione - Indice - Prefazione
Introduzione
La portata totale di un corso d'acqua perenne costituita da due principali
componenti: il flusso di base e il ruscellamento. Per flusso di base si
intende il contributo delle acque sotterranee alla portata complessiva
del corso d'acqua, che corrisponde, con buona approssimazione, all'entit
delle risorse idriche sotterranee rinnovabili. Il flusso di base ha origine
dalle sorgenti, si sviluppa esclusivamente lungo le aste fluviali e non
interessa la
superficie
dei bacini; dove si manifesta si instaurano particolari condizioni ambientali,
tipiche delle zone umide; contribuisce in misura molto limitata al processoerosivo
e al trasporto dei prodotti dell'erosione; in Italia centrale ha regime
relativamente regolare nel corso dell'anno e sostiene quasi interamente
la portata dei corsi d'acqua perenni nei mesi estivi, quando il ruscellamento
molto ridotto; la risorsa pi utilizzata per l'approvvigionamento idrico
municipale; in periodo estivo il principale veicolo di smaltimento e trasporto
a mare degli scarichi liquidi urbani, agricoli e industriali ed esercita
quindi un'essenziale funzione di costante depurazione degli ambienti antropizzati.
Per ruscellamento si intende quella porzione di acque meteoriche che non
penetra nel suolo e nel sottosuolo, ma scorre velocemente sulla superficie
dei bacini idrografici. Il ruscellamento il principale agente dell'erosione
del suolo e delle rocce e del trasporto dei sedimenti; ha un regime di
flusso molto irregolare ed impulsivo, strettamente dipendente da quello
delle precipitazioni; trasporta nel reticolo idrografico le sostanze che
si trovano naturalmente o che vengono artificialmente distribuite sulla
superficie dei versanti, come i suoli, i fertilizzanti, gli antiparassitari,
i diserbanti e pi in generale, tutti i prodotti connessi all'attivit
agricola; la principale causa delle piene dei corsi d'acqua e quindi
delle inondazioni; le acque di ruscellamento trasportano negli alvei anche
i prodotti solidi, accumulati in superficie in aree non opportunamente
scelte e controllate.
Queste semplici considerazioni paiono sufficienti a mettere in chiara
evidenza che il flusso di base e il ruscellamento svolgono ruoli idrogeologici
molto diversi e che il prevalere dell'uno o dell'altro condiziona nettamente
il quadro ambientale di un territorio.
L'entit delle due principali componenti del deflusso, in un bacino idrografico,
dipende da almeno tre fattori dominanti:
- le caratteristiche geologiche del territorio: in particolare, la litologia
delle rocce affioranti, l'assetto strutturale e le condizioni morfologiche;
- le caratteristiche climatiche della regione: in particolare, l'entit
e il regime delle precipitazioni, la temperatura media nelle diverse stagioni;
- la gestione del territorio: in particolare, la protezione del suolo
e del patrimonio forestale, lo sviluppo agricolo, la regolazione del deflusso
di superficie e la gestione delle risorse idriche sotterranee.
Metodi che consentono di conoscere i valori medi mensili del flusso di
base e del ruscellamento sono molto utili negli studi sulla valutazione
delle risorse idriche sotterranee, sull'erosione del suolo, sul trasporto
solido, sull'erosione dei litorali, sui processi di inquinamento delle
acque continentali e marine e, pi in generale, per la preparazione dei
piani di assetto e gestione del territorio e di protezione ambientale.
Per questo motivo molti Autori hanno proposto diversi metodi, pi o meno
convincenti, che portano alla stima, o alla valutazione, del flusso di
base e del ruscellamento.
Le conoscenze recentemente acquisite sull'idrogeologia dell'Italia centrale,
consentono di definire con buona approssimazione la natura e l'estensione
dei grandi acquiferi regionali che alimentano le principali sorgenti ubicate
nei bacini del Tevere, del Liri-Garigliano e dei corsi d'acqua minori
del Lazio, considerati in questa ricerca. Questi risultati sono stati
ottenuti grazie ai metodi dell'idrogeologia strutturale e dell'idrogeologia
quantitativa che portano, rispettivamente, alla definizione dei limiti
idrostrutturali degli acquiferi e, con buona approssimazione, anche alla
valutazione dei loro bilanci. Queste ricerche hanno messo in evidenza
l'esistenza di enormi risorse idriche sotterranee rinnovabili, molto pregiate
per la loro qualit, per la loro purezza ancora sostanzialmente integra
e per la straordinaria regolarit del regime di flusso.
Le prime stime attribuiscono al flusso di base una portata media pari
a circa il 50 % del flusso totale. Un valore cos elevato del flusso di
base condiziona il regime di portata dei corsi d'acqua ed quindi facilmente
individuabile attraverso un'attenta analisi degli idrogrammi.
In questa ricerca, che ha una preminente finalit metodologica, per la
scomposizione degli idrogrammi, si utilizzato il nuovo metodo delle
"portate mensili caratteristiche". Questo metodo, gi da alcuni anni utilizzato
come strumento di lavoro in diverse ricerche idrogeologiche condotte nell'Appennino
centrale, stato meglio definito e utilizzato nella forma attuale in
occasione di una specifica ricerca sulle componenti del deflusso dei corsi
d'acqua che sfociano nel Tirreno lungo la costa del Lazio. Si sono in
tal modo calcolati i valori del ruscellamento e del flusso di base medio
di tutti i mesi; questi risultati sono stati messi a confronto con quelli
ottenuti da un precedente studio idrogeologico regionale molto pi approfondito.
Dal confronto appare evidente l'attendibilit dei risultati acquisiti.
Il nuovo metodo, molto semplice e di facile applicazione pu fornire un'attendibile
valutazione dell'entit e del regime di flusso delle risorse idriche superficiali
e sotterranee in regioni, con clima mediterraneo, dove siano disponibili
sufficienti dati idrologici ma dove non si conoscano ancora i lineamenti
idrogeologici regionali.