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Agraria

Alcuni problemi di fisiologia applicata alle piante coltivate.

Premessa - Indice

Premessa


L'iniziativa di realizzare dei seminari su 'alcuni problemi di fisiologia applicata alle piante coltivate' deriva dalla constatazione che, purtroppo, vi è una distanza da colmare nel nostro Paese tra fisiologi vegetali ed agronomi.
La coltivazione delle piante è un'attività che impegna l'uomo dagli albori della civiltà ed il progresso dell'agricoltura ha sempre seguito l'evolversi delle conoscenze umane. Anche ai nostri giorni si parla di perfezionamento delle tecniche colturali in rapporto al progresso tecnologico generale, tanto che l'agricoltura più avanzata è quella attuata nei Paesi a più elevato livello scientifico.
Questa breve premessa potrebbe apparire sin troppo elementare ed ovvia, ma in realtà essa merita qualche ulteriore considerazione giacché il progresso scientifico può anche rimanere inutilizzato fino a quanto esso non venga trasferito nella sfera delle possibili applicazioni pratiche. Può accadere cioè che, pur disponendo di valide competenze scientifiche nel settore della biologia vegetale, il trasferimento di acquisizioni utili al settore agronomico venga ritardato da un insufficiente scambio di informazioni, spesso per differenze vere e proprie di linguaggio e per carenza di contatti.
L'allevatore vegetale ha un fondamentale bisogno di conoscere bene la biologia delle piante, soprattutto quando si tratta di piante pluriennali che sono più complesse, con le loro interazioni fra fasi vegetative e produttive, nell' ambito dei cicli annuali e dell'intero ciclo vitale.
Le influenze che le azioni antropiche possono esercitare e la conoscenza dei meccanismi biologici che ne sono alla base rappresentano i fondamenti della tecnica colturale. La stessa 'scienza delle coltivazioni' finirebbe per essere un insieme di direttive più o meno empiriche se non scaturisse dalla integrazione di diverse conoscenze di base, prime fra tutte quelle relative alla biologia degli individui coltivati.
I vantaggi che l'agronomo può trarre da uno stretto contatto con il biologo sono di duplice natura. Da un lato, infatti, egli trae notizie più aggiornate che gli occorrono, da un altro egli finisce per influenzare l'orientamento degli interessi dello stesso biologo verso problemi di più immediata utilità pratica. Vi è ampio margine, infatti, per una maggior finalizzazione applicativa del lavoro attualmente compiuto dalla cosiddetta ricerca di base, volta essenzialmente ad una promozione delle conoscenze scientifiche generali.
Il seminario tenuto a Firenze nell'aprile 1973 ed i cui atti sono riportati in questo volume, era stato preceduto da altri che, sempre nell'ambito delle stesse problematiche generali, erano stati dedicati a temi come:

- 'Fattori ambientali e metabolismo endogeno implicati nella dormienza delle piante decidue da frutto' (LAVEE, S.);

- 'I nterazione tra portinnesti e nesti nelle piante legnose' (TUBBS, F. R.);

- 'Azione dei fitoregolatori sull'accrescirnento e la fioritura del melo' (EDGERTON, L. J.);

- 'Fitormoni nell'allegagione e nella crescita dei frutti' (GlL, G. F.);

- 'Il bilancio dei carboidrati in peschi adulti e giovani' (RYUGO, K.);

- 'Trasporto, metabolisrno e possibile meccanisrno di azione del Ritardante di crescita 2,2 - Dimetilidrazide dell'acido succinico (SADH)', (RYUGO, K.).

Questa serie di serninari, organizzata sernpre dall'Istituto di Coltivazioni Arboree dell'Università di Firenze e dall'annesso Centro di studio sulla propagazione delle specie legnose del CNR, è stata oggetto di pubblicazione ed ha inteso rappresentare una fonte aggiornata di conoscenze utili anche per una moderna preparazione a livello universitario. Purtroppo, i singoli temi fin qui trattati non seguono alcun ordine per materia, ma si succedono solo sulla base della data in cui i singoli relatori hanno potuto offrire la propria collaborazione. Vorrei esprimere la più viva speranza che questi seminari possano continuare nel prossirno futuro, anche per offrire la possibilità di vagliare criticamente e completare ciò che fin qui abbiamo raccolto e pubblicato.


Presidente del Comitato nazionale per le scienze agrarie del CNR


FRANCO SCARANUZZl

 
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