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Agraria

Risultati della sperimentazione collegiale sulle colture foraggere

Premessa - Indice

Premessa


Il Gruppo di lavoro sulle piante foraggere fu costituito in seno al CNR nell'estate del 1958 dai prof. CROCIONI (Torino); GRIMALDI (Perugia); BALDONI (Bari); nel 1961 vi si aggregò il prof. FAVILLI (Pisa); il Gruppo ebbe fin dall'inizio la collaborazione del prof. HAUSSMANN.
In seguito il Gruppo fu esteso ad altri Istituti, talché nel 1964 vi partecipavano gli Istituti di Agronomia di Bari, Catania, Padova, Perugia, Pisa, Sassari, Torino, quello di Agricoltura Montana di Firenze, di Miglioramento Genetico delle piante agrarie di Bologna, di Chimica Agraria di Torino, di Zootecnia di Perugia e Sassari; circa 40 ricercatoridi ogni ordine e qualificavi hanno prestato la loro opera durante il trascorso qnattordicennio e non meno di 107 lavori scientifici sono stati pubblicati in Italia con i risultati rilevati in oltre 107 prove sperimentali, per lo più pluriennali, effettuate in campi dislocati in tutta Italia dalle Alpi alla Sicilia, nelle condizioni più diverse di latitudine, di altitudine, di clima e di terreno. Alla sperimentazione sono state infatti interessate le provincie di Torino, Imperia, Padova, Bologna, Firenze, Pistoia, Pisa, Arezzo, Grosseto, Perngia, Foggia, Bari, Matera, Lucca, Enna, Catania, Ragusa, Sassari.

La direzione delle ricerche, programmate e discusse in riunioni collegiali, è stata wrata dai professori:

REMIGIO BALDONI; FRANCESCO BONCIARELLI; LUIGI CAVAZZA; SERGIO CECCONI; ANGIOLO CROCIONI (t); RANIERI FAVILLI; SALVATORE FOTI; ACHILLE GRIMALDI (t); AMEDEO JANNACCONE (t); MARIO LUCIFERO; VITTORIO MARZI; SERGIO ORSI; LUCIO TONIOLO.

Se tale ricerca sia stata proficua per il Paese non sta a noi dirlo e del resto non è facile accertare la portata pratica ed economica dei risultati conseguiti che, come esporranno i coordinatori dei diversi argomenti, sono tutt'altro che scarsi, ma anzi spesso di un interesse che ci sembra possa avere un reale valore tecnologico per l'informazione e l'applicazione.
Mi sembra però soprattutto che il complesso imponente di ricerche e di lavoro sulle foraggere che si è svolto nel Gruppo durante i quattordici anni, sia stato un'ottima scuola per tutti noi che vi abbiamo partecipato e particolarmente per i giovani ricercatori ed allievi, che vi si sono dedicati con fervore e non senza fatica. Essi, che formano o formeranno la scnola agronomica italiana, attraverso questo lavoro, non solo hanno accresciuto la loro formazione tecnica e le loro cognizioni scientifiche, ma vi hanno acquisito un metodo ed una capacità nel lavoro di gruppo che avrà certo una influenza benefica sulla loro formazione.
In questo senso e per questi motivi possiamo ritenere in coscienza che i finanziamenti non piccoli che il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha dedicato a questo Gruppo di lavoro siano stati spesi bene e che valga la pena che anche per l'avvenire il Gruppo possa continuare a vivere ed a intensificare la sua opera di ricerca, di divulgazione e di formazione delle nuove leve dell'agronomia italiana.


Direttore del Gruppo di lavoro sulle piante foraggere del CNR



REMIGIO BALDONI
 
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