|
La ricerca italiana ha realizzato in questi anni,
al pari di molti paesi, alcune basi scientifiche attraverso cui
studiare le situazioni ambientali più estreme. Le basi
si trovano nel Circolo Polare Artico, in Antartide e a 5.000 metri
di quota sull’Everest.
Inoltre, il CNR gestisce una flotta di navi da ricerca, il cui
compito è effettuare studi sulla condizione del mare nell’Atlantico
e nel Mediterraneo.
|
 |
| Nave Urania |
|
Urania è la più grande delle navi
della flotta. E’ stata progettata e costruita per la ricerca scientifica
in mare aperto.
Ogni anno compie circa 20 campagne di ricerca nel Mediterraneo
e in Atlantico.
E’ lunga 61 metri, larga 11, ha una stazza lorda di mille tonnellate
e ospita fino a 20 ricercatori e 16 persone fra tecnici ed equipaggio.
|
| |
 |
| Base italiana in Antartide |
|
In Antartide il CNR partecipa al programma che
coinvolge diverse strutture di ricerca e che ha il suo momento
più significativo nella Base Terra Nova, sulle sponde del
Continente ghiacciato.
I ricercatori del CNR svolgono ricerche che consentono di comprendere
meglio i complessi fenomeni geofisici e meteorologici che si svolgono
in questo ambiente così estremo.
|
| |
 |
| Base CNR in Artico |
|
La base del CNR si trova a Ny-Ålesund,
nelle isole Svalbard, in pieno Circolo Polare Artico. Si chiama
Stazione “Dirigibile Italia” e si trova nella Baia del Re, nello
stesso punto dal quale sono partiti nel 1926 e 1928 i dirigibili
delle spedizioni di Roald Amundsen e di Umberto Nobile.
Le ricerche sono soprattutto di carattere ambientale: dagli inquinanti
dell’atmosfera a quelli del mare.
|
| |
 |
| "La Piramide" sul
K2 |
|
A 5050 metri di altitudine, sotto la cima dell’
Everest, è operativo dal 1990 un laboratorio a forma di
piramide, in alluminio e vetro. Uno straordinario centro di ricerche
sul tetto del mondo.
Le indagini che vi si compiono vanno dallo studio del vivente
(uomo, fauna, flora) a quello dell’ambiente, dalla Terra (il terreno,
il ghiaccio, le dinamiche fisiche) alla tecnologia.
|
|