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| Antartide 2009-2010 | ||||||||||
E' partita la XXV spedizione italiana in Antartide, con l'apertura della stazione Costiera Mario Zucchelli. A qualche giorno di distanza, come di consueto, è partito anche il primo collegamento aereo con la Stazione "Concordia" e lo sbarco del primo personale tecnico, che ha ufficialmente chiuso la stagione invernale e inaugurato quella estiva. Anche in questa campagna, come nelle due precedenti che hanno animato il blog, i ricercatori del CNR saranno impegnati a compiere i loro studi nell'ambito dei programmi scientifici e tecnologici avviati sull'atmosfera e la calotta glaciale, in collaborazione con i ricercatori francesi e con il supporto prezioso del personale tecnico e amministrativo. Da gennaio 2010 partirà inoltre la campagna oceanografica, sulla nave Italica. 25 Febbraio 2010, Roma Due foto in tema con il mare Ciao. Sono Elia. Vi ricordate? Da Concordia vi ho parlato del progetto Brain e una decina di giorni fa vi ho mandato un messaggio dalla Nave Italica, durante il viaggio di ritorno. Ora sono a Roma, sono rientrato all'Università, ma siccome ho scoperto dal vostro Blog che il CNR è al Salone del Mare ed avete parlato delle missioni in Antartide, vi mando due foto suggestive catturate a bordo della nave Elia Stefano Battistelli Università di Roma La Sapienza 24 Febbraio 2010, Roma Allo stand CNR al Salone del Mare, le domande dei ragazzi, ...in bottiglia Molte domande sono state raccolte in un'urna a forma di grande bottiglia, per essere idealmente spedite ai ricercatori in Antartide che, per alcuni di questi ragazzi, rappresentano degli autentici eroi moderni, perché incarnano la sfida di voler raggiungere il traguardo della scoperta su cose fino ad oggi sconosciute. D'altronde, anche nello stand del CNR si respira la storia dei traguardi della scienza. I ragazzi in visita con le scuole provano un'attrazione "fatale" per il plastico della nave Elettra, che riproduce quell'autentica stazione mobile dalla quale Guglielmo Marconi, che fu presidente del CNR dal 1927 al 1937, condusse numerosi ed importanti esperimenti sulla trasmissione con onde radio. Suscita anche forte interesse il modellino di una piattaforma oceanografica per lo studio dell'ambiente marino costiero. E i filmati, insieme alle fotogallery, delle ricerche condotte nel mare Nostrum con la Nave Oceanografica Urania, che scorrono alle pareti dello stand, contribuiscono ad avvicinare ancora di più i giovani alla bellezza del mare del sapere.
Maurizio Azzaro Iamc- CNR 24 Febbraio 2010, Roma Anche l'Antartide allo stand CNR del Salone del Mare ""Big Blu" - Fiera di Roma - 2 Ieri, martedì 23 e lunedì 22 febbraio l'incontro con gli scolari delle scuole elementari e medie del Comune di Roma è stato letteralmente esaltante. Vedendo i filmati e le fotogallery che scorrevano alle pareti dello stand, sulle attività scientifiche del CNR in Artide ed Antartide, e ascoltando le esperienze dei ricercatori che hanno partecipato alle missioni del PNRA, il Programma Nazionale per le ricerche in Antartide, di cui il CNR fa parte, i ragazzi ci hanno sommerso di domande e curiosità. Perché sono così grandi le foche? Quanto fa freddo in Antartide? Cosa succede se si sciolgono i ghiacci? Spesso è emersa l' attenzione agli effetti dei cambiamenti climatici.
Maurizio Azzaro - IAMC - CNR 23 Febbraio 2010, Roma Anche l'Antartide allo stand CNR del Salone del Mare "Big Blu" - Fiera di Roma - 1 Cari colleghi in Antartide, vorrei condividere con voi una bella esperienza vissuta in questi giorni con i ragazzi di alcune scuole del Lazio, perché siete stati, a migliaia di chilometri di distanza, i protagonisti indiscussi, sebbene inconsapevoli. Nell'ambito dello stand del CNR (padiglione 3), organizzato all'interno di BIG BLU - Il Salone del Mare della Fiera di Roma che si svolge da sabato scorso, 20 febbraio fino al 28 febbraio, a Roma - è stato predisposto, con il coordinamento del Dipartimento Terra e Ambiente del CNR, molto materiale che racconta delle missioni dei ricercatori in ambito marino, anche in luoghi estremi, come l'Antartide. Grazie anche al prezioso contributo dei colleghi del PNRA abbiamo organizzato dei laboratori divulgativi. Attraverso una postazione con un PC, abbiamo mostrato ai ragazzi il Blog del CNR sul quale vengono pubblicati i vostri post, relativamente alle ricerche che state compiendo, ma anche sul significato della vita vissuta in un laboratorio, come la Stazione Concordia, ai confini del mondo.
Maurizio Azzaro Capo spedizione Nave Oceanografica Urania - Istituto per l'Ambiente Marino e Costiero - IAMC - CNR 15 Febbraio 2010, Nave Italica Il viaggio di rientro - 2 Ora siamo sull'Italica alla volta della Nuova Zelanda, con temperature decisamente più umane. Il mare è moderatamente mosso ed il tempo passa lento. Mi ritorna alla memoria il momento in cui, oramai due settimane fa, abbiamo spento lo strumento che abbiamo utilizzato per misurare la Radiazione Fossile a Microonde. Nel container dove era montato l'esperimento, e dove avevamo passato gli ultimi 30 giorni della nostra vita, il silenzio ha regnato sovrano. Mi vengono alla mente tutti i problemi grandi e piccoli che abbiamo dovuto affrontare e risolvere per arrivare fin qui. Un collaboratore che lavora sullo stesso esperimento, ad inizio campagna mi ha detto: "Un' esperienza è ciò che vivi quando ti capita ciò che non ti aspetti". Beh, ora che siamo alla fine possiamo ben dire che qui ci siamo fatti un sacco di esperienza.
Elia Battistelli, dalla Nave Italica 13 Febbraio 2010, Nave Italica Il viaggio di rientro -1 Finalmente la notte! Dopo quasi due mesi di luce ininterrotta ieri, per qualche ora, ha fatto buio. E' stato strano provare di nuovo la sensazione del ciclo giorno/notte. Il mio corpo si sta lentamente abituando alla vita "normale". La stanchezza derivante dal lavoro duro, dalle notti in bianco ad "osservare" e dal freddo estremo ormai è un ricordo. Quando siamo partiti da Concordia la temperatura era di 45 gradi sotto lo zero. A quelle temperature il rumore che fa la neve sotto gli scarponi è un crepitio particolare e piacevole. Ho dato un ultimo sguardo all'orizzonte; la distesa infinita e piatta di neve, la separazione tra il mare bianco ed il cielo blu sono immagini che mettono un timore reverenziale: uno spettacolo che rimarrà indelebile nella mia mente. Elia Battistelli, dalla Nave Italica 9 Febbraio 2010, Trieste Un anno fa ..... Non mi sembra possibile ma, proprio un anno fa, l'8 febbraio 2009, salutavo tra gioia e paura l'ultimo aereo che partendo da Concordia avrebbe dato inizio al mio winter-over! Oggi, l'intenso blu del golfo di Trieste sostituisce l'affascinante e candida distesa del plateau di Dome C e, fortunatamente, qualcosa degli indimenticabili tramonti che ammiravo dal tetto della Base, incurante del vento gelido che mi tagliava il viso, lo ritrovo in ciò che vedo comodamente dal balcone di casa mia. Laura Laura Genoni Laboratorio di Geochimica Isotopica, via Weiss, 6 34127 Trieste - Italy 27 Gennaio 2010, Concordia-Domec Vita in Base - Preparare i cibi a Concordia - 2 Ci sono tanti fattori che rendono l‘esperienza a Concordia difficile, come l' isolamento, la lontananza da casa, la monocromaticità dell' ambiente esterno, l'assenza di diversità in genere. Per questo motivo, durante il winterover la cucina assume una grande importanza. Con un buon pasto ci si puo' sentire a casa o dimenticare per un pò la lontananza dai cari. Il momento dei pasti diventa occasione di coesione del gruppo e di affrancamento, dopo una giornata passata magari a scavare delle buche nel ghiaccio a - 60°. Ci sono degli aspetti di cui occorre tener conto: l'acqua che beviamo, ottenuta dallo scioglimento del ghiaccio, è priva di sali minerali, che vanno riequilibrati con l'alimentazione. E a causa dell'altitudine, l'acqua bolle a 85° anzichè a 100°, pertanto nelle cotture, come ad esempio la pasta, occorre tener conto di questo ed aggiungere dei tempi di cottura suplementari. Infine, le farine sono disidratate al 15%, quindi occorre riscrivere tutte le ricette acquisite in anni di esperienza per adattarle a Concordia. Giorgio Deidda Concordia- Dome C 27 Gennaio 2010, Concordia - Dome C Vita in Base - preparare i cibi a Concordia -1 Sono Giorgio Deidda, ho scelto di ripetere l'esperienza del winterover a Concordia dopo quella del 2008 per tanti motivi. Il primo è che l‘ Antartide ti lascia dentro una traccia indelebile, che ti spinge a volerci tornare. Un altro motivo è di natura professionale. Concordia è uno dei luoghi più isolati del pianeta, durante i nove mesi di isolamento della campagna estiva e poi invernale non si ricevono viveri, di conseguenza si possono utilizzare solo cibi congelati, disidratati o in scatola. I freschi terminano dopo circa un mese, tranne le mele, le cipolle e le patate. La sfida sta appunto nel riuscire a creare dei menù sempre diversi, gustosi e che siano graditi a tutti partendo da alimenti destinati alla lunga conservazione. Inoltre, a Concordia convivono due nazioni con una grandissima tradizione di cucina, Italia e Francia, oltre al medico dell'ESA (l'Agenzia Spaziale Europea, ndr) che quest' anno viene dalla Repubblica Ceca. Riuscire ad accontentare tutti e' la cosa piu difficile, ma anche quella che dà più soddisfazioni. C'è da dire che i magazzini contengono una grandissima varietà di prodotti, e questo agevola il compito, se si conosce la cucina internazionale. Giorgio Deidda - Chef Concordia - Dome C 26 Gennaio 2010, Concordia-DomeC Le nostre lunghe ombre Ciao!Vi mando due foto scattate questa sera. Come potete vedere alle 18 non è buio come a Roma, ma la luce rimane per tutta la notte. Il sole comincia ad abbassarsi sempre di più facendo diventare le nostre ombre molto lunghe. Volevate sapere quanti siamo adesso in Base? Siamo in 43 e le donne sono solamente 5. Rita è alla continua ricerca di post, per alimentare il blog! Un caro saluto.
Angelo Domesi CONCORDIA - 2010/01/26 22:04 26 Gennaio 2010, Concordia - Dome C Cari tutti, vi invio questa mia foto. Sono un po' coperta ma, credetemi, Rita Carbonetti - CNR 75°06'06''S - 123°23'43''E 26 Gennaio 2010, Concordia - Dome C La Nave Italica La Nave Italica è partita ieri lunedì 25 gennaio dalla Nuova Zelanda e dovrebbe arrivare nelle vicinanze della Base Italiana di MZS - Mario Zucchelli Station - intorno al 30/31 gennaio. Al momento la sua velocità è intorno ai 14 nodi, ma quando si avvicinerà ai ghiacci dovrà per forza di cose rallentare. Un caro saluto. Angelo Domesi Concordia Station 26 Gennaio 2010, Concordia - Dome C Il lavoro dei tecnici Il lavoro manuale a Dome C è impressionante...si costruiscono ripari per le macchine e le apparecchiature che dovranno lavorare per tutto l'inverno, nuovi laboratori di ricerca che permetteranno lo svolgimento delle attività scientifiche per tutto l'anno. Stiamo predisponendo anche un nuovo sistema di smaltimento delle acque nere. La stazione è un vero cantiere e tutto deve essere terminato prima dell'arrivo dell'inverno. Angelo Domesi CONCORDIA Station 2010/01/26 22:04 Temp=-32.2°C WindChill=-34°C RH=73% P=657.7hPa Wind=0.7m/s ENE 25 Gennaio 2010, Concordia - Dome C Alla fine di una giornata di lavoro Le nostre mani parlano .... Angelo Angelo Domesi CONCORDIA - 2010/01/24 22:32 22 Gennaio 2010, Concordia - Dome C La mia attività di ricerca a Concordia - 2 Altre attività che svolgo qui sono alcune collaborazioni con i colleghi francesi per quanto riguarda, ad esempio, il lancio dell'ozonosondaggio. Si tratta di un pallone in grado di raggiungere la stratosfera con attaccata una sonda in grado di misurare la concentrazione dell'ozono stratosferico e quindi monitorare il famoso buco dell'ozono. Gli strumenti si trovano in prossimità o all'interno degli shelter (container riscaldati dove vi sono i dispositivi elettronici per l'acquisizione dei dati). Questi shelter si trovano in posizioni strategiche per le misure, a distanze dalla base dell'ordine del kilometro. Ogni giorno mi reco a piedi presso questi strumenti per controllare il loro funzionamento, eseguire operazioni di taratura, pulizia e raccolta dati. Quando non lavoro, dormo o vado a farmi una corsetta all'aperto quando non c'è troppo vento, oltre ovviamente a divertirmi con i miei compagni di avventura. Lorenzo Moggio Concordia Station 22 Gennaio 2010, Concordia - Dome C La mia attività di ricerca a Concordia - 1 Ciao. Mi chiamo Lorenzo Moggio, ho 25 anni, vengo da Cles in Provincia di Trento e sono un fisico. Qui a Dome C mi occupo di una serie di strumenti che misurano i bilanci di radiazione solare e l'ozono troposferico per conto dell'Istituto di Scienze dell'atmosfera e del Clima del CNR di Bologna, di altri strumenti che misurano le particelle di aerosol presenti in sospensione in atmosfera per conto del dipartimento di Scienze dell'atmosfera e Geofisica dell'Università di Helsinki. Inoltre mi occupo dell'osservatorio meteorologico per conto dell'ENEA a Roma, assicurando il buon funzionamento di una stazione meteorologica ed effettuando ogni giorno il radiosondaggio, ovvero il lancio di un pallone con una sonda che permette di ottenere il profilo verticale di grandezze meteorologiche quali temperatura, vento, umidità relativa e pressione. Lorenzo Moggio ISAC - CNR Bologna; Dipartimento di Scienze dell'Atmosfera e Geofisica - Università di Helsinki; Enea - Roma Concordia Station 21 Gennaio 2010, Concordia - Dome C BRAIN-Pathfinder: breve storia di come si raggiungono i confini dell'universo -6 - L'inizio delle osservazioni Siamo pronti, cominciamo le osservazioni che tutt'ora mentre scrivo continuano: inviamo i primi dati verso coloro che ci sostengono dall'Italia e dalla Francia e le prime analisi ci confortano, nelle nostre misure è contenuto un segnale. Un segnale che viene dall'atmosfera ma che annuncia lo sviluppo del futuro QUBIC, strumento capace di una sensibilità tale da raggiungere e superare i confini dell'universo conosciuto! Alessandro Schillaci Università di Roma "La Sapienza"- Dip. di Fisica - Gruppo G31 Laboratorio LAD. 21 Gennaio 2010, Dome C - Concordia BRAIN-Pathfinder: breve storia di come si raggiungono i confini dell'universo - 5 - L'arrivo a Dome C
Si riparte, altri 600 km ed eccoci alla base Concordia, la nostra meta. Sembra di aver passato una odissea e invece siamo all'inizio del nostro lavoro: per questo siamo venuti, per effettuare una misura e abbiamo appena cominciato. L'allestimento dell'osservatorio ci impegna per 5 giorni, alla fine il container dove esso è alloggiato è solcato da cavi di ogni forma è colore, le arterie in cui passeranno i nostri dati. Cominciamo le calibrazioni, tutto sembra funzionare e il raffreddamento porta i sensori alla strabiliante temperatura di 311mK!!! La loro sensibilità cresce di conseguenza. Alessandro Schillaci Università di Roma "La Sapienza" - Dip. di Fisica - Gruppo G31 Laboratorio LAD. 21 Gennaio 2010, Concordia -Dome C
BRAIN-Pathfinder: breve storia di come si raggiungono i confini dell'universo - 4 - Verso Concordia La mattina dopo tocchiamo il suolo Antartico e immediatamente cerchiamo di farci spedire sul Plateau: sappiamo che da ora in poi il nostro risultato dipenderà da quanto tempo riusciremo ad osservare. All'indomani, sommerso dai bagagli e dalle casse di strumentazione sono sul primo aereo diretto a Dome C! Dal finestrino vedo catene montuose possenti che finiscono a mano a mano stritolate da un mostro di ghiaccio: ecco alla fine spuntare solo alcune cime e infine più niente, tutto è totalmente piatto e bianco, il mostro ha vinto. In tale deserto facciamo sosta nel nulla a fare carburante: 600 km ci separano dal primo avamposto umano, un alito di gelido vento racconta solo dell'assoluta assenza di vita in questi luoghi... Alessandro Schillaci - Università di Roma "La Sapienza"- Dip. di Fisica - Gruppo G31 Laboratorio LAD.
20 Gennaio 2010, Concordia - Dome C
BRAIN-Pathfinder: breve storia di come si raggiungono i confini dell'universo - 3 La partenza Infine si parte: aereo fino in Nuova Zelanda e poi imbarcati sulla poderosa nave Italica alla volta dei ghiacci eterni. Navigazione tranquilla (i magnifici marinai della nave ci raccontano di quello che hanno passato da Suez fino all'Australia, circondati dai cicloni) e all'improvviso un puntino sul radar ci dice che ci siamo: all'orizzonte compare il primo iceberg, un'isola di ghiaccio che silenziosamente naviga nell'oceano. A breve siamo circondati dai ghiacci con la nave che con un trambusto assordante si fa strada; l'ultimo diaframma di ghiaccio è il più duro da superare e la nave si sconquassa per aprire un varco, ma infine entriamo nel mare di Ross con la base italiana Mario Zucchelli all'orizzonte. Passiamo la notte all'ancora di fronte al vulcano Melbourne in un paesaggio mozzafiato: ho la fortuna di vedere un branco di orche a caccia di pinguini, sembrano tigri nella savana, leggere e silenziose... Alessandro Schillaci Università di Roma "La Sapienza" - Dip. di Fisica - Gruppo G31 Laboratorio LAD. 20 Gennaio 2010, Concordia - Dome C BRAIN-Pathfinder: breve storia di come si raggiungono i confini dell'universo - 2 La preparazione della strumentazione Alla fine accade il miracolo (giornata indimenticabile!): cambiando per l'ennesima volta un pezzo nello strumento otteniamo una temperatura base di 326mK!!! Da questo momento in poi abbiamo la certezza di essere abbastanza sensibili per l'obiettivo che ci siamo prefissati: la misura della polarizzazione atmosferica nella banda a microonde di interesse cosmologico. Il risultato sperimentale ci da la forza per affrontare gli ultimi giorni prima della partenza, con ogni componente della collaborazione Italo-Francese che fa del suo meglio per aiutarci. Alessandro Schillaci Università di Roma "La Sapienza" Dip. di Fisica - Gruppo G31 Laboratorio LAD. 20 Gennaio 2010, Concordia - Dome C BRAIN-Pathfinder: breve storia di come si raggiungono i confini dell'universo -1 La telefonata:" Si va in Antartide" Tutto comincia con una telefonata, che ti coglie magari mentre sei perso nelle 1000 azioni quotidiane della vita: " Ciao, tra 2 mesi andiamo in Antartide...". E da quel giorno tutto cambia: finiti i fine settimana, finiti gli orari, dalle 12 alle 15 ore al giorno in laboratorio a cercare di realizzare il lavoro di anni, a combattere con la termodinamica, scienza affascinante ma implacabile... Partiamo da 370mK di temperatura base per i rivelatori: essi sono dei bolometri e in queste condizioni hanno una bassa sensibilità. E qui comincia la nostra indagine per capire come poter fare di meglio. Dopo un mese abbiamo recuperato un po', siamo a 350mK ma ancora non basta, ma non ci arrendiamo. Alessandro Alessandro Schillaci Dottore in Astronomia - Università di Roma "La Sapienza" Dip. di Fisica - Gruppo G31 Laboratorio LAD.
18 Gennaio 2010, Concordia - Dome C L'esperimento BRAIN (3) Nella campagna antartica 2009-2010, dopo il lungo set-up dello strumento, stiamo ora acquisendo dati per poter in seguito effettuare una analisi (dei dati) che permetterà di ridurre le sorgenti di rumore, inevitabili in questo tipo di misure, e di estrarre i segnali di carattere astrofisico. Infine, la collaborazione internazionale sull'esperimento vede coinvolte Italia, Francia e Inghilterra. Elia Stefano Battistelli Eric Bréelle Mauro Maiello Alessandro Schillaci 18 Gennaio 2010, Concordia - Dome C L'esperimento BRAIN (2) - Questo tipo di misure sono molto difficili a causa della debolezza dei segnali che si vogliono osservare e dei disturbi eventualmente presenti. Abbiamo quindi installato uno strumento, BRAIN pathfinder, per verificare la fattibilità di queste misure a Concordia, per interfacciarci con i problemi strumentali eventualmente presenti e per fare una misura degli effetti sistematici per QUBIC. BRAIN è anche capace di misurare l'emissione dell'atmosfera nelle microonde e l'effetto dell'interazione di essa con il campo magnetico terrestre vicino ai poli; misura mai effettuata fino ad ora. Per fare questo tipo di misure, è necessario fare osservazioni astronomiche in siti osservativi freddi, secchi ed in alta quota: in questo senso Dome Concordia è probabilmente il miglior sito al mondo per trasparenza dell'atmosfera. Inoltre, per aumentare la sensibilità e diminuire il rumore, utilizziamo sensori di microonde che vengono raffreddati a 0.3K (-272.8 C) molto vicino allo zero assoluto Elia Stefano Battistelli Eric Bréelle Mauro Maiello Alessandro Schillaci CONCORDIA - Temp=-30.7°C WindChill=-43°C RH=72% P=654.8hPa Wind=4.8m/s SW
18 Gennaio 2010, Concordia - Dome C L'esperimento BRAIN- Osservare l'Universo nei suoi primissimi istanti di vita L'esperimento che abbiamo installato in Antartide, a Dome Concordia, rappresenta una sorta di apripista per un esperimento di nuova generazione (QUBIC, Q and U Bolometric Interferometer for Cosmology) che ha come fine ultimo quello di osservare l'Universo nei suoi primissimi istanti di vita. Si pensa infatti che solo pochissimi istanti dopo il Big Bang, a 0.00000000000000000000000000000000001 secondi da esso, l'Universo abbia intrapreso una espansione "Inflazionaria" le cui tracce potrebbero essere visibili sulla Radiazione di Fondo Cosmico a Microonde che è l'oggetto delle nostre misure. Elia Stefano Battistelli Mauro Maiello Alessandro Schillaci Universita' La Sapienza di Roma
Eric Bréelle Université Paris Diderot
17 Gennaio 2010, Concordia - Dome C Una foto fatta al volo nella Sala Radio di Concordia. Angelo Angelo Domesi CONCORDIA - Temp=-33.4°C WindChill=-45°C RH=71% P=656.4hPa Wind=3.8m/s W 15 Gennaio 2010, Concordia - Dome C Ciao. Mi chiamo Boris Padovan, classe 1975, laureato in Astronomia a Padova, PhD in Scienze Spaziali tra università di Padova e di Austin, Texas. Da quattro anni lavoravo a Padova come consulente informatico, poi l'opportunità di fare il winter-over a Concordia 2010 come tecnico informatico e telecomunicazionista. Durante il lungo inverno antartico seguirò il corretto funzionamento di quattro esperimenti scientifici: 1) Domex, consistente di un radiometro che osserva dall'alto il ghiaccio entro una certa banda di frequenza; 2) Saoz, che studia il contenuto di ozono nell'aria; 3) Geoelectric field, atto a misurare di continuo il campo elettrico della Terra; 4) Hamstrad, per le misure nella banda delle microonde di temperatura e umidità dell'aria. Infine eseguirò dei test di funzionamento dell'ancora incompleto telescopio infrarosso Irait. Boris Boris Padovan - winter over 2010 Concordia Station 14 Gennaio 2010, Dome C - Concordia La sicurezza nelle Basi Qualche altra informazione sull'attività svolta per la sicurezza dei lavoratori nelle Basi. Questa attività è stata condotta sia per la base costiera Mario Zucchelli - di MZS, sia per Concordia. In entrambi i casi ho constatato la differenza delle misure di prevenzione di cui tenere conto. Oltre all' ambiente termico ostile bisogna infatti sempre tener presente, anche se le stazioni sono dotate di buone attrezzature mediche per far fronte ad emergenze, che il primo ospedale "civile" si trova a 3200km di distanza in Nuova Zelanda . Ricordare questa condizione, credete, è il più efficace invito alla prudenza nello svolgimento delle operazioni logistiche e scientifiche. Un saluto a tutti voi. Filippo Filippo Valletta Responsabile del Servizio Sicurezza, Prevenzione e Protezione del Consorzio Pnra 13 Gennaio 2010, Concordia - Dome C La sicurezza nelle Basi in Antartide Ciao. Mi chiamo Filippo Valletta. Sono tornato da poco dalla Spedizione antartica dove ho svolto il ruolo di responsabile del servizio sicurezza, prevenzione e protezione per i lavoratori. Anche in un luogo così estremo e di esplorazione, come è l'Antartide, è necessario, in adempimento alla normativa italiana ed europea, adottare le misure necessarie a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori impegnati nella Spedizione antartica. Ho dovuto pertanto analizzare e conoscere tutte le attività scientifiche e logistiche della spedizione, valutare i rischi introdotti e quindi adottare, con i mezzi a disposizione, le misure di prevenzione necessarie ed adottare i dispositivi di protezione individuali e collettivi idonei all'ambiente in oggetto. Filippo Valletta Responsabile Servizio Sicurezza, Prevenzione e Protezione Consorzio PNRA Dome C - Concordia 11 Gennaio 2010, Concordia - Dome C L'installazione di una nuova antenna satellitare Vi ho accennato nel precedente post a questo progetto sperimentale - l'installazione di una nuova antenna satellitare - che ha l'obbiettivo di controllare l'effettivo utilizzo di un satellite geostazionario per realizzare una connessione dati permanente ad ampia banda per la Stazione Concordia. Questa sperimentazione nasce dalle esigenze delle attività scientifiche, considerata l'enorme mole di dati prodotti dai laboratori installati in questo sito, di poter avere in tempo reale i dati dei sistemi di acquisizione in rete. Se questo esperimento dovesse riuscire, rappresenterebbe una svolta per tutta l'infrastruttura di comunicazione di una base così remota, considerando la grande difficoltà di riuscire a realizzare un "link satellitare" in questa stazione scientifica che si trova a 75° Sud 123° Est di latitudine. Angelo Domesi Dome C - Concordia 10 Gennaio 2010, Concordia - Dome C Ciao a tutti. Angelo
Angelo Domesi CONCORDIA - Dome C Temp=-24.0°C WindChill=-36°C RH=71% P=653.8hPa Wind=5.9m/s SSE 31 Dicembre 2009, Roma, CNR Messaggio del Presidente del CNR, Luciano Maiani, ai ricercatori e tecnici delle Basi Concordia, Mario Zucchelli e della Nave Italica Cari Ricercatori e Tecnici, Luciano Maiani 30 Dicembre 2009, Concordia - Dome C Cari tutti, ecco la foto del radiometro, di cui vi ho parlato nei post precedenti. La scatola bianca che vedete sotto contiene il radiometro, che grazie ad un motore può osservare da diversi angoli di vista il mare ghiacciato che ha di fronte. Simone Pettinato - IFAC CNR
30 Dicembre 2009, Dome C - Concordia Auguri di buon anno a voi tutti. Angelo Domesi Concordia Base
28 Dicembre 2009, Concordia - Dome C I risultati al servizio della collettività Il prolungamento dell'esperimento che vi ho descritto nel post precedente, aiuterà a comprendere se il plateau antartico intorno a Dome Concordia può essere considerato un bersaglio esteso per calibrare e verificare le prestazioni di radiometri a microonde a bordo di satelliti artificiali, e per migliorare l'uso di informazioni ottenute da satelliti nell'osservare aree innevate estese, fornendo informazioni importanti per lo studio dei cambiamenti climatici del nostro pianeta. Simone Pettinato, IFAC-CNR 27 Dicembre 2009, Concordia - Dome C Il progetto di ricerca Vi ho accennato alle varie attività di indagine scientifica che a Dome C svolgono i ricercatori. L'obiettivo del mio progetto è quello di comprendere meglio gli effetti fisici che governano l'emissione a microonde degli strati profondi di ghiaccio tramite l'osservazione con strumenti a microonde e con metodi convenzionali (cioè con l'esecuzione di trincee e analisi diretta del ghiaccio). Tutti i corpi naturali assorbono ed emettono radiazione elettromagnetica, e la parte dello spettro delle microonde può fornire informazioni sulle caratteristiche dell'oggetto osservato. A questo scopo è stato installato un radiometro a microonde su una delle torri presenti in base che ha osservato sotto diversi angoli di vista una porzione di ghiaccio antartico per un anno di tempo e che adesso ha bisogno di manutenzione. Simone Pettinato IFAC - CNR 26 Dicembre 2009, Concordia - Dome C Perché recarsi in Antartide? Molte persone restano sicuramente incuriosite, a volte ammirate, da chi per lavoro si reca in ambiente estremi come l'Antartide. E' tuttavia sicuro che molti non conoscono le motivazioni che spingono un ricercatore a recarsi in uno dei luoghi più lontani sulla Terra (almeno per un europeo). Tuttavia trovarsi qui non è frutto del caso, ma piuttosto di attente speculazioni e ricerche precedenti che evidenziano qualcosa che ancora non sappiamo. Nella base di Dome Concordia siamo circa 70 persone, e tra queste ci sono ricercatori che si occupano di cose diverse. Simone Pettinato IFAC - CNR 24 Dicembre 2009, Concordia - Dome C Da queste parti, quando qualcosa va storto, si dice: c'est l'Antartique!Come a dire che contro la natura, quando ci si mette, è bene accettarla invece di volerla dominare. Questa battuta, per quanto apparentemente sembri di circostanza, è tremendamente vera, e l'ho sperimentata sulla mia pelle quando un semplice alimentatore della mia strumentazione si è rotto, forse per il calore che non riesce a dissipare a causa della bassa pressione di queste zone. Il personale tecnico è intervenuto subito, trovando subito quale fosse il problema ed aiutandomi far partire l'esperimento nuovamente. Chi viene a Dome Concordia lo fa per lavoro e a volte per passione, con l'intento di dare il proprio contributo, piccolo o grande che sia e tra mille difficoltà, alla ricerca scientifica. E tuttavia in cambio riceve esperienza di vita, conoscendo persone che fanno con grande umiltà il proprio lavoro, ma conoscendo anche un ambiente lontano dalla terra accogliente dei climi temperati, talmente ostile che fino ad ora non è mai stato abitato. C'est l'Antartique! Simone Pettinato - Istituto di Fisica Applicata "Nello Carrara"- IFAC, CNR CONCORDIA - Temp=-27.9°C WindChill=-37°C RH=67% P=644.4hPa Wind=3.1m/s SSW 23 Dicembre 2009, Concordia - Dome C Un caro augurio di Buon Natale e felice anno nuovo da tutto il summer team di Concordia. Chiara Montatanari Concordia Station 17 Dicembre 2009, Dome C - Concordia Un caro saluto a Laura, Da tutti noi un saluto e l'augurio di passare una bella vacanza più che meritata. Angelo Domesi CONCORDIA - 2009/12/17 21:05 17 Dicembre 2009, Dome-C Concordia Cari tutti, Laura Genoni 11 Dicembre 2009, Roma Perché un ricercatore decide di andare in Antartide? Le motivazioni sono tante. La prima è sicuramente quel senso di mistero e di frontiera estrema che ispira l'Antartide: un territorio mai antropizzato, staccatosi dalla pangea (il continente primordiale) e che si è evoluto in solitudine, senza alcun contatto con il resto del mondo, isolato da un Oceano immenso, migliaia di chilometri quadrati di ghiaccio o acqua. La seconda motivazione è dettata dalla sfida della ricerca scientifica che soltanto in quel luogo così incontaminato puoi effettuare, sapendo che mai e poi mai sarà replicabile. Si tratta di aree molto importanti che rappresentano uno scrigno di storia della climatologia nell'ultimo milione di anni e un monitor per capire come evolverà il clima nel prossimo futuro. L'ultima motivazione è quella di lavorare in un ambiente altamente stimolante. Ogni persona, sia esso ricercatore, logistico o tecnico, gestisce un processo, un servizio, una funzione indispensabile alla riuscita della spedizione o al mantenimento della sopravvivenza. Marco Maggiore 11 Dicembre 2009, Roma Il giorno 4 Dicembre è atterrato presso la Base americana di McMurdo in Antartide un gruppo di circa 30 ricercatori e tecnici italiani che hanno poi successivamente raggiunto la Stazione costiera Mario Zucchelli e quella Italo-Francese di Concordia sul plateau antartico. Prendono così avvio tutte le attività scientifiche previste per la XXV Spedizione che culmineranno nella metà di gennaio 2010 con l'arrivo della Nave Italica e degli ultimi ricercatori. Anche quest'anno per i ricercatori italiani il più grande laboratorio a cielo aperto del mondo, l'Antartide, riapre definitivamente i battenti! I nostri ricercatori potranno proseguire e sviluppare le ricerche più importanti e tecnologicamente avanzate grazie alle ineguagliabili possibilità che il grande continente freddo offre agli scienziati. Il CNR quest'anno sarà presente nelle diverse Stazioni con 16 unità di personale, 8 ricercatori ed 8 logistici, che rappresentano circa il 10% di tutto il personale impegnato. Roberto Sparapani 11 Dicembre 2009, Dome C - Concordia Aula Convegni del CNR, il 12 e 13 dicembre dalle ore 11 alle 13 collegamento con la Stazione Concordia in Antartide. Sarà possibile colloquiare con i tecnici della base attraverso un palmare UhF, connesso ad un ponte radio amatoriale collegato alla rete internet, a sua volta disponibile grazie a un canale satellitare. Angelo Domesi CONCORDIA - 2009/12/11 00:03 10 Dicembre 2009, Dome C - Concordia Nella Base Concordia non sventola solo la bandiera italiana, francese ed europea. Lukasz Polanski (nella foto) di nazionalità Polacca, dipendente del Consiglio Nazionale delle Ricerche ed in forza alla logistica italiana del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide issa la bandiera del proprio paese sul tetto di Concordia. Forse era proprio questo l'intento degli ideatori di questa Stazione, che partendo dal nome Concordia hanno realizzato una Base Internazionale al servizio della Ricerca. Angelo Domesi CONCORDIA - 2009/12/10 21:33 3 Dicembre 2009, Dome C - Concordia Oggi è arrivato PAO.... Angelo Domesi 2 Dicembre 2009, Dome C - Concordia Oggi 1 dicembre 2009 alle ore 17:45 è arrivata la prima traversa della campagna estiva 2009/2010. Angelo Domesi CONCORDIA - 2009/12/01 08:24 25 Novembre 2009, Dome C - Concordia Riaprire Concordia per la campagna estiva (1) Anche oggi è stata una giornata molto intensa, un gruppo composto da tre persone compreso il sottoscritto ha iniziato le operazioni di avviamento del Summer Camp. (è il campo precedente la costruzione di Concordia, composto da piccoli alloggi, una cucina e una sala radio) La prima attività è stata quella di riempire i tubi dei gruppi elettrogeni di liquido antigelo e poi accenderli. Sembra facile detta così! In realtà prima di questa operazione bisogna scaldare tutto l'ambiente dove si trovano che è di solito a -40, e poi tramite un soffione ad area calda uno di quelli che si utilizza per gli aerei si porta il tutto ad una temperatura il più possibile vicina allo zero. Messe in pressione le tubazioni proviamo ad avviare il primo gruppo, niente da fare! Una perdita nel circuito idraulico impedisce l'avviamento. Proviamo con il secondo, identico al primo ma di emergenza. Come spiegare il rumore di un gruppo elettrogeno da 120Kw che è stato a temperature vicine ai -80 e che adesso deve mettersi in moto per darci l'energia per sopravvivere... provate ad usare l'immaginazione! Stenta... stenta... stenta ancora... ma parte! E vai! È l'urlo di Max che tiene in mano la manopola dell'avviamento. E' partito, proviamo ad accelerare un po' ma un rumore assordante ci obbliga a mettere le cuffie di protezione. Tutto troppo freddo! Coppa dell'olio, fasce, pistoni ecc. sono ancora congelati, riportiamo il numero dei giri al minimo. Non possiamo rischiare di romperlo. Angelo Domesi CONCORDIA - 2009/11/24 00:29 25 Novembre 2009, Dome C - Concordia Riaprire Concordia per la campagna estiva (2) Dopo circa mezzora cominciamo a sentire il tepore della macchina che si sta scaldando... le cose cominciano veramente ad andare bene. Siamo pronti, possiamo dare energia! Usciamo dal container gruppi per armare gli interruttori, ma appena apriamo la porta una pioggia arancione di liquido antigelo ci investe. E' saltata una manichetta! Come saette ci fiondiamo sulla perdita... e adesso come ve lo spiego?! Avete mai provato a chiudere il flusso dell'acqua con il palmo della mano quando esce con il rubinetto tutto aperto? Per i primi secondi va bene ma poi l'acqua comincia a ad uscire da tutte le parti ed immancabilmente venite bagnati. Bene! Il rubinetto in questione e da più di un pollice, 4 volte più grande di quello di casa, e la pressione è altissima! Dopo essere riusciti a stringere l'ultima fascetta della manichetta la perdita è interrotta. La soddisfazione è tanta ma anche il liquido perso sulla neve è tanto e... non solo sulla neve! Ne riesco a sentire il sapore in bocca che mi passa attraverso il passamontagna... sembra quasi dolce. Finalmente diamo energia... le stufe accese cominciano a scaldare gli ambienti. Domani a quest'ora i locali saranno ad una temperatura che permetterà a 20 persone di trasferirsi dalle tende in un letto con quasi tutti i confort. Angelo Domesi CONCORDIA - 2009/11/24 00:29
19 Novembre 2009, Dome C - Concordia Ieri 17 Novembre 2009 alle ore 14:15 ora locale (07:15 fuso orario italiano) dopo aver transitato dalla Base italiana di Baia Terra Nuova e quella francese di Dumont D'Urville, siamo giunti presso la stazione scientifica di Concordia a Dome C collocata a 75° sud. Al nostro arrivo siamo stati accolti dal personale invernale che ha passato in questa stazione 9 mesi di completo isolamento e la gioia di rincontrarci è stata veramente grande. Un striscione con scritto "welcome" è stato posto su due finestre della base per darci il benvenuto e anche gli abbracci sono stati incontenibili, segno tangibile che il loro inverno è veramente finito. Angelo Domesi CONCORDIA - 2009/11/18 06:26 18 Novembre 2009, Dome C - Concordia Cari tutti, Ciao a presto, Laura Genoni 8 Novembre 2009, Dome C - Concordia L'8 novembre di un anno fa mettevo piede per la prima volta nel luogo che sarebbe stato la mia casa per i successivi 13 mesi! Un caro saluto, Laura Genoni CONCORDIA - 2009/11/08 01:27 |
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