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Focus per Istituto ILIESI

Costruire ponti. Daniel Ernst Jablonski nell'Europa del primo Illuminismo (2016)  

Tra le iniziative legate alle celebrazioni per il trecentenario della morte del filosofo tedesco Gottfried Wilhelm Leibniz (1646-1716) è stata organizzata la mostra 'Brückenschläge – Daniel Ernst Jablonski im Europa der Frühaufklärung'. La mostra descrive, mediante una serie di pannelli, l’importante contributo offerto dal suo corrispondente Daniel Ernst Jablonski (1660-1741) al dibattito religioso e politico del Settecento. La figura di Jablonski infatti contribuisce alla ricostruzione della fitta rete di corrispondenti leibniziani che, con il filosofo tedesco, condividevano i temi della riunificazione delle chiese, della fondazione delle accademie scientifiche e di una circolazione delle idee senza confini geografici o linguistici. La mostra, realizzata dalla Jablonski-Forschungsstelle, dell’Università di Stoccarda, il Deutschen Kulturforum östliches Europa e la Berlin-Brandeburgische Akademie der Wissenschaft Leibniz-Edition Potsdam, è già stata esposta in molte capitali europee e in diverse istituzioni di ricerca, arriva ora a Roma grazie all’iniziativa e alla collaborazione tra il Lessico intellettuale europeo e storia delle idee del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma, il Deutsches Historisches Institut in Rom, e la Sodalitas Leibnitiana. La mostra è ospitata dal Deutsches Historisches Institut in Rom e verrà inaugurata il 25 ottobre 2016 alle ore 18:00 con due relazioni: 'Daniel Ernst Jablonski - ein Brückenbauer im Europa der Frühen Neuzeit' di Hartmut Rudolph della Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaft, e 'Leibniz e la Curia romana. Erudizione, censura e riunione delle chiese' di Margherita Palumbo, già Biblioteca Casanatense.


SEGNO E PAROLA Carlo Lorenzetti e il Lessico Intellettuale Europeo (2015)  

Segno e parola, è il titolo della mostra organizzata dall’Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee (ILIESI) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, per celebrare i suoi cinquant’anni di attività. L’iniziativa, in collaborazione con l’Istituto Centrale per la Grafica di Roma è dedicata all’opera di Carlo Lorenzetti, scultore e incisore. A partire dalla metà degli anni Ottanta, l’arte di Carlo Lorenzetti accompagna le principali iniziative dell’Istituto e in particolare i Colloqui Internazionali che l’ILIESI dal 1974 organizza con cadenza triennale, ogni volta su di un tema unificante di particolare interesse filosofico, permettendo così il confronto tra differenti metodologie e strategie di approccio ai testi. Riunire in una mostra aperta al pubblico i risultati di un sodalizio culturale così intenso e duraturo ci è parso il modo migliore di celebrare un cinquantennio di attività dell'Istituto. In questa mostra, ospitata nelle belle sale di Palazzo Poli dal 16 aprile al 21 giugno 2015, l'artista ha esposto i disegni originali dei manifesti preparati tra il 1986 e il 2013, accompagnati da studi preliminari e da due opere inedite. Il catalogo, curato da Giovanni Adamo e Cristina Marras, raccoglie i manifesti, i disegni, i bozzetti e le sculture in mostra, corredati da considerazioni e saggi critici di Tullio Gregory, Antonio Lamarra e Maria Antonella Fusco, di Eugenio Canone e Antonella Renzitti. Oltre alle opere del Maestro, nel percorso della mostra i visitatori hanno avuto accesso ai documenti, alle banche dati e agli archivi digitali dell'ILIESI. La mostra, infatti, ha posto al centro la parola come crocevia di lingue e culture e il segno come veicolo della storia e della cultura europeo-mediterranea. Segno e parola, è stata un'occasione per riflettere su quella storia delle idee che hanno attraversato tutto il Novecento e ha proposto una sintesi dell’ininterrotto dialogo tra arte, filosofia e cultura, tra segni grafici e linguistici: la parola diventa segno grafico e crocevia di lingue e culture e il segno è veicolo della storia e delle civiltà europee e mediterranee.


Locus/Spatium - XIV Colloquio Internazionale del Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee (2013)  

Locus/Spatium è stato il tema del XIV Colloquio Internazionale dell’Istituto Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee. Durante i lavori del XIV Colloquio, la polisemia dei termini locus/spatium è stata indagata nel suo articolarsi storico, attraverso interventi che si sono soffermati su momenti centrali del pensiero pre-greco, greco classico e di età ellenistica, fino agli epigoni della tradizione interpretativa sul Timeo di Platone suscitati dalla profonda influenza della traduzione latina di Calcidio e dalla sua esegesi cristiana. E' stato inoltre indagato l’uso dei termini locus/spatium nel pensiero protocristiano e patristico, nelle enciclopedie latine medievali, nella retorica umanistico- rinascimentale e nelle controversie eucaristiche che animarono la Riforma. Il passaggio all’età moderna è stato scandito attraverso l’analisi dei termini locus/spatium nei testi di Descartes, Mersenne, Hobbes, Leibniz, indagando infine le prospettive aperte dal dibattito scientifico che va da Newton alle geometrie non euclidee affermatesi nell’Ottocento, fino alle nuove prospettive della meccanica relativistica.


In linea la banca dati dell'ONLI (2012)  

La banca dati dell'Osservatorio neologico della lingua italiana è in linea, a disposizione di tutti gli studiosi e gli appassionati della lingua italiana: http://www.iliesi.cnr.it/ONLI.
La banca dati dell'ONLI è costituita sulla base dello spoglio dei principali quotidiani nazionali, e anche di molti a diffusione locale, che permettono di verificare il continuo arricchimento, e quindi di ricostruire la costante evoluzione, del lessico italiano dagli anni Novanta del XX secolo a oggi. Vi sono comprese formazioni di nuovo conio o derivate, internazionalismi, forestierismi, tecnicismi e alcuni neologismi d'autore, in considerazione dell'opera di diffusione e di influenza esercitata dai quotidiani nella lingua d'uso, soprattutto nella loro veste di fonte scritta.
L’obiettivo principale dell’Osservatorio consiste nell’individuare le linee di tendenza nella formazione di neologismi e nel verificare la vitalità dell’italiano contemporaneo nell’uso dei meccanismi di produzione e di formazione.
I materiali raccolti nella banca dati dell’Osservatorio saranno progressivamente diffusi e aggiornati, sulla scorta dell'idea di lavoro dinamico e in continuo divenire, proposta da Alfredo Panzini e riaffermata da Giovanni Nencioni, e del criterio fondamentale dell'«uso incipiente» affermato da Bruno Migliorini.


Il manoscritto ritrovato di Spinoza (2011)  

Di Barukh Spinoza, il filosofo nato ad Amsterdam nel 1632 da una famiglia di ebrei fuggiti dal Portogallo in seguito agli editti di persecuzione, ci restavano soltanto le opere pubblicate a stampa, per la gran parte dopo la sua morte. Non esistevano infatti manoscritti spinoziani a eccezione di qualche lettera e di due copie della traduzione nederlandese del Breve trattato su Dio, l’uomo e la sua felicità, un testo rimasto incompiuto e che non fu inserito nell’edizione delle opere postume, uscita a cura di una ristretta cerchia di amici tra la fine del 1677 e i primi mesi del 1678. L’unico manoscritto finora conosciuto dell’Etica, l’opera più nota di Spinoza, è stato pubblicato dall’editore Brill di Leida nel volume The Vatican Manuscript of Spinoza’s ‘Ethica’, a cura di Leen Spruit e Pina Totaro, ricercatrice dell'ILIESI. Redatto in epoca precedente alla stampa delle Opere postume, esso costituisce un documento di eccezionale importanza e che non mancherà di rinnovare e alimentare il dibattito sull’interpretazione di uno dei filosofi più discussi della modernità. Il codice è rimasto conservato nella Biblioteca della Congregazione per la dottrina della fede (ex S. Uffizio) sino al 1922, anno in cui fu trasferito nella sezione manoscritti della Biblioteca Vaticana dove oggi si trova. Il testo, che si presenta privo del frontespizio e senza alcuna indicazione relativa al suo autore, è registrato nel catalogo dei manoscritti con il titolo di Tractatus theologiae. A causa di questa errata titolazione (forse dovuta all’incipit stesso della prima parte dell’Ethica che è, appunto, De Deo), esso non era mai stato correttamente identificato. Ora che abbiamo accesso a un manoscritto dell’Etica, che è precedente e indipendente dalla versione pubblicata postuma, siamo in grado di elaborare una più corretta interpretazione del testo, di ricostruire la storia della sua trasmissione, di individuare le varianti e di valutare la fondatezza delle ipotesi formulate da alcuni studiosi, secondo i quali nella messa a punto per la stampa molti luoghi sarebbero stati modificati, contraffatti, o in vario modo ‘normalizzati’.


Le Opere di Vico negli «Scrittori d’Italia» (2010)  

Dedicata a uno dei maggiori filosofi italiani, l’applicazione web “Le Opere di Vico negli «Scrittori d’Italia»” (http://151.100.146.63/DirVico/BookReader/html/application.html) nasce nell’ambito della ricerca individuale a tema libero “Vico digitale”, finanziata nel 2008-2010 dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, sotto la responsabilità scientifica dell’Istituto CNR “Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle idee”.
Obiettivo finale del progetto è di riunire in un prodotto informatico integrato tutti i materiali testuali e lessicali, relativi alle tre redazioni in italiano della Scienza nuova di Giambattista Vico (pubblicate nel 1725, 1730, 1744).
Per predisporre le risorse tecniche necessarie, e anche per la ricognizione o la verifica degli standard oggi disponibili per la rappresentazione digitale di testi e immagini, si è proceduto all’implementazione degli “opera omnia” di Vico pubblicati nel corso del Novecento dall’editore Laterza nella collana «Scrittori d’Italia» (in complesso otto volumi, di cui il secondo in tre tomi e il quarto in due).
Anche se in parte superati dalle nuove edizioni critiche, i volumi sono stati e sono ancora oggi, e in larga misura, punto di riferimento degli studiosi di filosofia e di letteratura italiana, insostituibili per la coerenza dei criteri editoriali di allestimento dei testi e di presentazione delle opere, nonché per le ampie note storico-critiche stese dai curatori, principalmente da Fausto Nicolini con contributi importanti di Benedetto Croce e di Giovanni Gentile.
Mentre gli indici completi del contenuto sono stati riversati ex novo per ciascuno degli undici tomi, delle immagini JPEG erano già disponibili quelle prodotte dalla Biblioteca Digitale Italiana (http://www.bibliotecadigitaleitaliana.it/), del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che nel 2006 ha provveduto a digitalizzare l’intera collana, testimone prezioso della nostra cultura letteraria e filosofico-scientifica, dopo che la Casa editrice Laterza aveva liberalmente acconsentito alla sua riproduzione. Grazie a quell’iniziativa, tutti gli oltre duecento volumi sono oggi a disposizione degli studiosi per la consultazione in linea presso il sito Web Biblioteca Italiana (http://www.bibliotecaitaliana.it/), che ospita la collezione.
Le trascrizioni dei testi, limitatamente a quanto è attribuibile a Vico (e dunque esclusi gli apparati e le note storiche di Nicolini), erano anch’esse disponibili da tempo presso il “Lessico Intellettuale Europeo”, in una codifica obsoleta e pressoché tutte da revisionare. La loro correzione, l’aggiornamento e l’indicizzazione integrale – oggi ancora in corso – hanno costituito l’impegno primario di questa fase del progetto CNR, in vista di poter effettuare dall’interno dell’applicazione non solo lo scorrimento delle immagini, ma anche ricerche di passi e di termini-chiave, in modo integrato, sull’intero corpus vichiano.
Sono attualmente (a luglio 2010) interrogabili i volumi seguenti: I, II-1, II-2, III, IV-1, IV-2, per un totale di 469.524 occorrenze nelle varie lingue adoperate da Vico. I volumi già coprono – come si vede – una parte fondamentale degli scritti vichiani: tutte le opere giovanili, il “Diritto universale” (1720-21), la prima Scienza nuova (1725) e la cosiddetta Scienza nuova “seconda” (1730 e 1744). La ricerca di una parola nei testi restituisce il listato stampabile e integrale delle sue occorrenze, in contesti ritagliati direttamente e dinamicamente dalle immagini con la parola-chiave in evidenza. A sua volta, dal singolo contesto di circa sette righe, determinate secondo un criterio di bilanciamento della posizione della parola-chiave e di ottimizzazione della lettura, si può sempre risalire alla pagina o alle pagine integrali di origine.
Il progetto dell’ILIESI-CNR ha trovato il sostegno e l’incoraggiamento amichevole della Fondazione “Pietro Piovani” e del “Centro di studi vichiani”, oggi parte dell’Istituto CNR per la “Storia del Pensiero Filosofico e Scientifico moderno”. A vario titolo, inoltre, hanno contribuito alla realizzazione l’Università “Sapienza” di Roma e l’Università di Napoli “Federico II”.


IL XII COLLOQUIO INTERNAZIONALE DELL’ISTITUTO DEL CNR LESSICO INTELLETTUALE EUROPEO E STORIA DELLE IDEE (2007)  

Il termine Natura è stato il tema del XII Colloquio Internazionale dellIstituto CNR del Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee che si è svolto nei giorni 4-6 gennaio 2007 a Villa Mirafiori, presso la Facoltà di Filosofia dellUniversità di Roma La Sapienza. A partire dal 1976, lIstituto organizza ogni tre anni degli incontri cui partecipano storici della filosofia, della scienza e delle lingue classiche e moderne, individuando di volta in volta una parola chiave della tradizione filosofica occidentale. I volumi degli Atti dei Colloqui costituiscono così un originale e ricco vocabolario della terminologia di cultura: da Ordo a Res, da Sensus a Phantasia/Imaginatio, Spiritus, Ratio, Idea, fino a Signum, Experientia, Machina. Durante i lavori del XII Colloquio, la polisemia del termine natura sarà indagata nel suo articolarsi storico dal mondo antico e attraverso il Medioevo in autori come Agostino, Scoto Eriugena, Tommaso dAquino, nel confronto tra platonismo e aristotelismo, per giungere alle filosofie del Rinascimento (da Leonardo a Ficino e Bruno) nonché alla scienza e ai sistemi filosofici del Seicento (da Bacon, Galileo, Descartes fino a Spinoza e Leibniz). Con la rivendicazione di una piena autonomia del mondo naturale e le sue leggi fisiche e con laffermarsi di una concezione meccanicistica, nelletà moderna si cercherà di individuare un diverso concetto di unità della natura rispetto allidea di natura maga della tradizione del Rinascimento. Se autori come Vico e Kant, in modi diversi, si proporranno poi di riconsiderare il rapporto tra gnoseologia e scienza della natura, il Romanticismo tedesco riprenderà temi della cultura rinascimentale collegandovi, in una visione eclettica, le acquisizioni della scienza contemporanea.


La prima raccolta dei saggi scientifici e filosofici di Leibniz (2003)  

Si conclude il progetto di raccogliere per la prima volta in un corpus unico i saggi scientifici e filosofici pubblicati da G. W. Leibniz durante la sua vita, con la loro pubblicazione da parte della casa editrice internazionale Olms (A. Lamarra, R. Palaia (ed.), G. W. Leibniz, Essais scientifiques et philosophiques. Les articles publiés dans les journaux savants. Avec une préface de Heinrich Schepers, Georg Olms Verlag, Hildesheim/New York, 3 voll.). Come è noto, il filosofo diede alle stampe un numero di opere limitato, ma il suo lascito di inediti e di manoscritti fu amplissimo e iniziò ad essere pubblicato subito dopo la sua morte nel 1716, senza essere ancor oggi interamente edito. La differenza tra l’immagine che, al presente, possiamo farci del Leibniz scienziato e filosofo e quella che egli stesso offrì di sé ai suoi contemporanei, o che essi poterono comunque farsene a partire dalle pubblicazioni disponibili, è in effetti enorme. In vita pubblicò pochi volumi, la più parte di carattere storico-erudito, e numerosi pamphlets di immediata rilevanza politica. Indagatore instancabile di ogni aspetto della realtà e scopritore di interi nuovi territori del sapere, non diede alle stampe né il pur vagheggiato trattato di dinamica né gli studi sull’analysis situs, né la Protogaea. Scopritore – insieme a Newton – del calcolo differenziale, non pubblicò mai un trattato su questo argomento, né sulla geometria analitica, che pure aveva in maniera così determinante contribuito a fondare. Considerato oggi un antesignano della logica moderna, lasciò inediti tutti i manoscritti delle sue ricerche in quel settore di studi. Quel tanto, o quel poco, che i contemporanei poterono conoscere dei risultati cui era giunto in anni di infaticabile attività di ricerca è, dunque, in larghissima parte costituito da quanto ne fu affidato alle pagine delle più importanti riviste del suo tempo e dalle polemiche che, ancora sui periodici, si svilupparono di conseguenza. Questa prima edizione dei saggi scientifici e filosofici, per la quale è stato necessario costituire un catalogo degli scritti fin ad ora non esistente, si propone come strumento di lavoro per gli studiosi interessati a mettere a fuoco in una dimensione storica la sua presenza nel dibattito culturale europeo tra XVII e XVIII secolo e la sua primissima ricezione. Gli articoli di Leibniz sulle riviste scientifiche ed erudite documentano le sue competenze enciclopediche così come la sua sconfinata curiosità intellettuale, e ci trasmettono l’immagine di sé stesso che Leibniz volle offrire ai suoi contemporanei. I volumi sono il risultato di ricerche svolte nel corso degli anni in varie biblioteche europee, rese possibili grazie anche alle risorse messe a disposizione dall’ILIESI e profittando degli accordi tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR, Roma) e la Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG, Bonn).


SOCRATES & CO(MPUTER). Nuovi strumenti di ricerca in filosofia antica (2003)  

Anche nel campo delle ‘scienze umane’ la presenza sempre più forte della tecnologia informatica si rivela determinante nell’elaborazione di nuovi stili di ricerca, nella preparazione, conservazione e diffusione di testi, nonché nelle modalità di insegnamento e apprendimento. Un simile radicale cambiamento di prospettiva ha cominciato a farsi valere anche rispetto alle possibili interconnessioni fra innovazioni digitali e studi di filosofia antica. Alla luce di queste considerazioni, la Sezione Pensiero Antico ha deciso di promuovere un progetto di ricerca (curato da E. Spinelli, con la collaborazione tecnica di G. Iannotta, A. Manchi e D. Papitto e con il coordinamento di V. Celluprica, responsabile della Sezione Pensiero Antico) dedicato alla elaborazione e conversione in formato digitale della prima e unica edizione completa delle testimonianze relative a Socrate e ai cosiddetti Socratici minori. Il punto di riferimento cartaceo di tale ‘edizione elettronica’ – che può essere sfogliata grazie alle semplici opzioni offerte dal browser NETSCAPE – è costituito dai quattro volumi delle Socratis et Socraticorum Reliquiae, curate da G. Giannantoni (Bibliopolis, Napoli 1990). Oltre a riprodurre in formato digitale (HTML) tutti i testi raccolti da Giannantoni e i relativi Indici delle fonti e dei nomi, il prodotto elettronico offre in aggiunta due Appendici, contenenti rispettivamente il testo completo delle 'Nuvole' di Aristofane e tutti gli scritti socratici di Senofonte, e la possibilità di richiamare, visualizzare e poi ‘processare’ tutti gli altri rinvii testuali – fra cui, importantissimi, quelli a passi e sezioni rilevanti dei dialoghi platonici – inseriti da Giannantoni nell’'apparatus superior' della sua edizione cartacea. L’insieme dei links messi a disposizione del ‘lettore elettronico’ grazie a questo innovativo progetto rappresentano un vero e proprio ‘labirinto’ di rinvii incrociati, di connessioni intertestuali, immediatamente disponibili per chiunque voglia tornare a lavorare seriamente e con profitto sulla tradizione socratica.
Sulla scia di questo primo ‘lavoro elettronico’ – ormai giunto a termine e i cui punti salienti sono stati recentemente illustrati da E. Spinelli, in occasione prima di un incontro di studio presso l’Accademia Nazionale dei Lincei (26 maggio 2003) e poi del Convegno Internazionale tenutosi a Castelvecchio Pascoli “Philological Disciplines and Digital Technology. Computational Philology: Tradition versus Innovation”, finanziato dalla European Science Foundation (10 settembre 2003) – la Sezione Pensiero Antico ha deciso di promuovere, avvalendosi sempre della collaborazione degli studiosi impegnati nella precedente ricerca, un ulteriore e ancor più impegnativo progetto di ricerca, che mira a riprodurre in formato digitale la raccolta completa (in lingua originale, in traduzione italiana e tedesca) di tutti i testi relativi ai cosiddetti Presocratici.


Osservatorio neologico della lingua italiana (Onli) (2002)  

È stato pubblicato nella collana “Lessico Intellettuale Europeo”, per Leo S. Olschki Editore (Firenze), il volume Neologismi quotidiani. Un dizionario a cavallo del millennio (1998-2003), primo contributo offerto dall'Osservatorio neologico della lingua italiana.
L'Osservatorio neologico della lingua italiana (Onli) è un progetto di ricerca nato nel 1998 per iniziativa di Giovanni Adamo e Valeria Della Valle, con il sostegno dell'Istituto per il lessico intellettuale europeo e la storia delle idee del Cnr (diretto da Tullio Gregory), dell'Associazione italiana per la terminologia (Ass.I.Term) e dell'insegnamento di Lessicografia e lessicologia italiana della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma "La Sapienza". Il progetto ha come finalità lo studio dell'innovazione lessicale della lingua italiana attraverso le formazioni neologiche rilevate nei giornali quotidiani, con l'obiettivo di individuare le linee di tendenza attuali nella creazione di neologismi.
Il materiale raccolto è stato registrato in una banca dati, classificato in settori tematici (economia, politica, cultura, scienza, tecnologie, sport, ecc.) e analizzato in base alle caratteristiche morfologiche, sintattiche e semantiche, con l'obiettivo di delineare le tipologie più comuni delle formazioni neologiche attuali. Sono registrate le forme non attestate nei due più importanti e consistenti vocabolari italiani pubblicati nell'ultimo decennio, assunti come corpus di esclusione (A. Duro, Vocabolario della lingua italiana, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1997, seconda edizione, 5 voll., T. De Mauro, Grande dizionario italiano dell'uso, Torino, Utet, 2000, 6 voll.). Vi sono comprese formazioni di nuovo conio o derivate, forestierismi, internazionalismi, tecnicismi e neologismi d'autore, in considerazione dell'opera di diffusione e di influenza esercitata dai quotidiani nella lingua d'uso, soprattutto nella loro veste di fonte scritta. Dal 1998 ad oggi sono state registrate circa 5.000 schede di neoformazioni corredate da oltre 10.000 contesti giornalistici. Alcune sono testimoniate una sola volta nel corso dello spoglio, risultando quindi meno probanti e sostenibili; altre ricorrono più volte e in molte delle fonti esaminate, permettendo di poterne preconizzare un verosimile attecchimento nella lingua d'uso, con una lenta perdita del ricercato effetto giornalistico che spesso ne connota l'origine.
I dati finora rilevati permettono di delineare un primo bilancio.
Per quanto riguarda l'aspetto morfologico, continua a mostrare grande vitalità la derivazione da basi verbali e nominali tramite l'aggiunta di affissi. Questo processo risponde a una tendenza spontanea alla regolazione (e a un'eventuale riduzione) della polimorfia, che si accompagna alla semplificazione delle strutture linguistiche. L'uso di suffissi e prefissi, e ancor più quello di suffissoidi e prefissoidi, si conferma uno strumento plastico e versatile per l'arricchimento del lessico nell'alveo di una corretta formazione neologica. Anche se può accadere che, per questa via, si giunga a perdere il senso delle proporzioni, dando vita a fenomeni occasionali di irradiazione, che assecondano eccessivamente slogan, mode, tendenze o perfino tic linguistici.
Per quanto fortemente aggredita dalla potenza, non solo tecnologica, della cultura e della lingua angloamericana, la lingua italiana attuale mostra segni evidenti di vitalità e reattività. I fenomeni più rappresentativi consistono nell'adattamento fonetico e morfologico di forme prese in prestito dalla lingua inglese e nella diffusione sempre maggiore di nuove formazioni derivate da prestiti integrali. Dobbiamo però anche constatare la presenza invadente di modelli sintattici provenienti dalla lingua inglese e di formazioni lessicali ibride, forse messe fin troppo in risalto dalla prosa giornalistica, che può dare un'immagine distorta e esagerata delle conseguenze dell'invasione dell'angloamericano.
Occorre riconoscere che molti dei neologismi rilevati sono effimeri e caduchi, perché legati a realtà o episodi contingenti, o a momenti di celebrità di personalità della politica, dello spettacolo o dello sport. È anche vero, però, che molte di queste formazioni si presentano all'occhio del lettore con i tratti grafici che le qualificano come elementi dai quali gli stessi giornalisti tendono a separarsi, tramite l'uso del corsivo o delle virgolette distanziatrici, indizi evidenti di occasionalità ed episodicità dell'uso. Così come va ricordato che spesso queste nuove parole vengono caricate di connotati scherzosi, ironici o addirittura polemici. Molte volte, infatti, si tratta di formazioni volutamente estemporanee, che servono anche a tradurre nel registro brillante denominazioni ufficiali giudicate ostiche per il lettore, o comunque poco adatte al linguaggio giornalistico (per es., icimetro, meritometro e tavolo tecnico).
Nell'evoluzione semantica di alcuni elementi formanti del lessico italiano, sono da segnalare i nuovi valori dei quali si sono arricchiti affissi già esistenti. In merito al prefisso bio-, la cui valenza semantica si è andata ramificando nel corso degli ultimi decenni, i dati del nostro archivio documentano l'affermarsi di un nuovo valore semantico, relativo allo sviluppo delle biotecnologie. Significativo il caso di -ite, sempre molto produttivo nei settori della geologia, della chimica e, ancor più, della medicina; proprio richiamandosi a quest'ultimo settore, in analogia con le denominazioni dei processi di alterazione e infiammazione, si è sviluppata un'accezione nuova, che fa riferimento a situazioni o episodi scandalosi, parossistici o propri di un certo malcostume, come in condonite, dizionarite e furbite. Potrebbe aver contribuito a determinare questo esito il diffondersi in ambito internazionale, a seguito dello scandalo che ha coinvolto la società americana Enron nell'estate del 2002, della neoformazione inglese Enronitis e dei conseguenti adattamenti in molte altre lingue, tra i quali l'italiano Enronite. Anche il prefisso super-, che continua a mostrare la ben nota e prorompente vitalità della sua funzione elativa o di coloritura enfatica, si è caricato di una nuova valenza, che fa riferimento a interventi di modificazione o manipolazione genetica, come in superalbero, supercampione, super-cellula, super-germe, superovulo, superpollo, super-salmone, superspecie, supervino.
Uno degli aspetti da segnalare si riferisce ai neologismi semantici, ottenuti mediante lo slittamento del significato, come nei casi di campana (contenitore per la raccolta dei rifiuti) o forchetta (in statistica, ampiezza della possibile oscillazione tra un valore minimo e uno massimo). Siamo in presenza di un fenomeno del tutto interno a una lingua, non soggetto a valutazioni puristiche, e che permette di accertare la piena vitalità della lingua stessa. Vi sono anche casi, come in alcuni neologismi d'autore (si pensi, per es., a allarmologia, coniato da Antonio Di Pietro, coriandolarizzazione di Gian Antonio Stella, embrionidolatria e spermadolatria di Gianni Vattimo, infantocrazia e infantolatria di Milan Kundera, ipersocietà di Roberto Vecchioni e poppizzare di Francesco Guccini), in cui sorprende il non gradevole risultato estetico delle parole di nuovo conio. Ma, più frequentemente, il parlante può rimanere disorientato di fronte ad alcune di queste neoformazioni, perché vede inaspettatamente alterato il codice linguistico in suo possesso, anche se accetta poi di condividere compiaciuto la nuova entrata, come può accadere per estremista, scalabile, sventagliare, e per le unità polirematiche cavaliere bianco e pillola avvelenata.


Filosofia e civiltà tardoantiche (2002)  

Alla fine dell’antichità si fronteggiavano la filosofia greca e il cristianesimo, la civiltà classica e le culture orientali, il mondo latino e i popoli germanici. Da questo confronto (o, per usare una formula drammaticamente attuale, “conflitto di civiltà”) è nata l’identità culturale e storica dell’Europa. Attraverso i suoi progetti, l’Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee, Sezione Pensiero Antico, effettua numerose ricerche sulla filosofia dell’antichità tarda e sulla sua posterità nelle tradizioni latina, bizantina e araba. L’attività è svolta in collaborazione con istituzioni italiane e straniere.
In primo luogo, il Network “Late Antiquity and Arabic Thought” della European Science Foundation, presieduto da Cristina D’Ancora Costa. Esso raccoglie i maggiori specialisti della filosofia tardoantica e araba. Vi partecipano, tra gli altri, M. Frede, J. Dillon, D.J. O’Meara, H. Hugonnard-Roche. L’I.L.I.E.S.I. è rappresentato da Riccardo Chiaradonna, coordinatore scientifico del Network. Nell’autunno 2001, Vincenza Celluprica ha organizzato in collaborazione con il Network un convegno internazionale sulla posterità del pensiero di Aristotele nel neoplatonismo greco e arabo (è imminente la pubblicazione degli di atti). La Sezione Pensiero Antico costituisce anche una unità nel Progetto Coordinato C.N.R. Agenzia 2000 “La psicologia di Plotino e le tradizioni filosofiche di età imperiale”. All’interno di questo progetto sono state effettuate ricerche sulla filosofia di Plotino e le correnti filosofiche e religiose della sua epoca; è prevista la pubblicazione di un volume collettivo. E’ in corso, inoltre, una traduzione commentata di Plotino in collaborazione con l’UPR 76 del CNRS (Paris-Villejuif). Simili progetti includono discipline diverse: la filosofia, la filologia, la storia della scienza, la teologia, l’archeologia e la storia delle arti figurative. Molti sono gli sviluppi possibili e l’opera svolta dall’I.L.I.E.S.I. promuove la collaborazione delle varie competenze. Saggi, monografie, edizioni e traduzioni di testi, seminari e convegni, sono i risultati previsti. Nella collana “Elenchos”, curata da Vincenza Celluprica, sono stati recentemente pubblicati numerosi volumi su questi argomenti (ad esempio, A. Falcon, Corpi e movimenti: Il De Caelo di Aristotele e la sua fortuna nel mondo antico; M. Bonelli, Alessandro di Afrodisia e la metafisica come scienza dimostrativa; R. Chiaradonna, Sostanza movimento analogia. Plotino critico di Aristotele; A. Gioè, Filosofi medioplatonici del II secolo d.C.).
La ricerche in questo ambito si sono avvalse nel 2002 di numerosi finanziamenti esterni: il finanziamento della E.S.F., quello dell’Agenzia 2000 e quello MIUR del progetto giovani ricercatori “Psicologia e metafisica in Platone e nel platonismo antico”. Sono così garantite le risorse per proseguire le ricerche, per pubblicare i volumi e per acquistare materiale bibliografico.


 
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