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Focus

Osservatorio neologico della lingua italiana (Onli)  (2002)

A cura di: Istituto per il lessico intellettuale europeo e storia delle idee - ILIESI

È stato pubblicato nella collana “Lessico Intellettuale Europeo”, per Leo S. Olschki Editore (Firenze), il volume Neologismi quotidiani. Un dizionario a cavallo del millennio (1998-2003), primo contributo offerto dall'Osservatorio neologico della lingua italiana.
L'Osservatorio neologico della lingua italiana (Onli) è un progetto di ricerca nato nel 1998 per iniziativa di Giovanni Adamo e Valeria Della Valle, con il sostegno dell'Istituto per il lessico intellettuale europeo e la storia delle idee del Cnr (diretto da Tullio Gregory), dell'Associazione italiana per la terminologia (Ass.I.Term) e dell'insegnamento di Lessicografia e lessicologia italiana della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma "La Sapienza". Il progetto ha come finalità lo studio dell'innovazione lessicale della lingua italiana attraverso le formazioni neologiche rilevate nei giornali quotidiani, con l'obiettivo di individuare le linee di tendenza attuali nella creazione di neologismi.
Il materiale raccolto è stato registrato in una banca dati, classificato in settori tematici (economia, politica, cultura, scienza, tecnologie, sport, ecc.) e analizzato in base alle caratteristiche morfologiche, sintattiche e semantiche, con l'obiettivo di delineare le tipologie più comuni delle formazioni neologiche attuali. Sono registrate le forme non attestate nei due più importanti e consistenti vocabolari italiani pubblicati nell'ultimo decennio, assunti come corpus di esclusione (A. Duro, Vocabolario della lingua italiana, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1997, seconda edizione, 5 voll., T. De Mauro, Grande dizionario italiano dell'uso, Torino, Utet, 2000, 6 voll.). Vi sono comprese formazioni di nuovo conio o derivate, forestierismi, internazionalismi, tecnicismi e neologismi d'autore, in considerazione dell'opera di diffusione e di influenza esercitata dai quotidiani nella lingua d'uso, soprattutto nella loro veste di fonte scritta. Dal 1998 ad oggi sono state registrate circa 5.000 schede di neoformazioni corredate da oltre 10.000 contesti giornalistici. Alcune sono testimoniate una sola volta nel corso dello spoglio, risultando quindi meno probanti e sostenibili; altre ricorrono più volte e in molte delle fonti esaminate, permettendo di poterne preconizzare un verosimile attecchimento nella lingua d'uso, con una lenta perdita del ricercato effetto giornalistico che spesso ne connota l'origine.
I dati finora rilevati permettono di delineare un primo bilancio.
Per quanto riguarda l'aspetto morfologico, continua a mostrare grande vitalità la derivazione da basi verbali e nominali tramite l'aggiunta di affissi. Questo processo risponde a una tendenza spontanea alla regolazione (e a un'eventuale riduzione) della polimorfia, che si accompagna alla semplificazione delle strutture linguistiche. L'uso di suffissi e prefissi, e ancor più quello di suffissoidi e prefissoidi, si conferma uno strumento plastico e versatile per l'arricchimento del lessico nell'alveo di una corretta formazione neologica. Anche se può accadere che, per questa via, si giunga a perdere il senso delle proporzioni, dando vita a fenomeni occasionali di irradiazione, che assecondano eccessivamente slogan, mode, tendenze o perfino tic linguistici.
Per quanto fortemente aggredita dalla potenza, non solo tecnologica, della cultura e della lingua angloamericana, la lingua italiana attuale mostra segni evidenti di vitalità e reattività. I fenomeni più rappresentativi consistono nell'adattamento fonetico e morfologico di forme prese in prestito dalla lingua inglese e nella diffusione sempre maggiore di nuove formazioni derivate da prestiti integrali. Dobbiamo però anche constatare la presenza invadente di modelli sintattici provenienti dalla lingua inglese e di formazioni lessicali ibride, forse messe fin troppo in risalto dalla prosa giornalistica, che può dare un'immagine distorta e esagerata delle conseguenze dell'invasione dell'angloamericano.
Occorre riconoscere che molti dei neologismi rilevati sono effimeri e caduchi, perché legati a realtà o episodi contingenti, o a momenti di celebrità di personalità della politica, dello spettacolo o dello sport. È anche vero, però, che molte di queste formazioni si presentano all'occhio del lettore con i tratti grafici che le qualificano come elementi dai quali gli stessi giornalisti tendono a separarsi, tramite l'uso del corsivo o delle virgolette distanziatrici, indizi evidenti di occasionalità ed episodicità dell'uso. Così come va ricordato che spesso queste nuove parole vengono caricate di connotati scherzosi, ironici o addirittura polemici. Molte volte, infatti, si tratta di formazioni volutamente estemporanee, che servono anche a tradurre nel registro brillante denominazioni ufficiali giudicate ostiche per il lettore, o comunque poco adatte al linguaggio giornalistico (per es., icimetro, meritometro e tavolo tecnico).
Nell'evoluzione semantica di alcuni elementi formanti del lessico italiano, sono da segnalare i nuovi valori dei quali si sono arricchiti affissi già esistenti. In merito al prefisso bio-, la cui valenza semantica si è andata ramificando nel corso degli ultimi decenni, i dati del nostro archivio documentano l'affermarsi di un nuovo valore semantico, relativo allo sviluppo delle biotecnologie. Significativo il caso di -ite, sempre molto produttivo nei settori della geologia, della chimica e, ancor più, della medicina; proprio richiamandosi a quest'ultimo settore, in analogia con le denominazioni dei processi di alterazione e infiammazione, si è sviluppata un'accezione nuova, che fa riferimento a situazioni o episodi scandalosi, parossistici o propri di un certo malcostume, come in condonite, dizionarite e furbite. Potrebbe aver contribuito a determinare questo esito il diffondersi in ambito internazionale, a seguito dello scandalo che ha coinvolto la società americana Enron nell'estate del 2002, della neoformazione inglese Enronitis e dei conseguenti adattamenti in molte altre lingue, tra i quali l'italiano Enronite. Anche il prefisso super-, che continua a mostrare la ben nota e prorompente vitalità della sua funzione elativa o di coloritura enfatica, si è caricato di una nuova valenza, che fa riferimento a interventi di modificazione o manipolazione genetica, come in superalbero, supercampione, super-cellula, super-germe, superovulo, superpollo, super-salmone, superspecie, supervino.
Uno degli aspetti da segnalare si riferisce ai neologismi semantici, ottenuti mediante lo slittamento del significato, come nei casi di campana (contenitore per la raccolta dei rifiuti) o forchetta (in statistica, ampiezza della possibile oscillazione tra un valore minimo e uno massimo). Siamo in presenza di un fenomeno del tutto interno a una lingua, non soggetto a valutazioni puristiche, e che permette di accertare la piena vitalità della lingua stessa. Vi sono anche casi, come in alcuni neologismi d'autore (si pensi, per es., a allarmologia, coniato da Antonio Di Pietro, coriandolarizzazione di Gian Antonio Stella, embrionidolatria e spermadolatria di Gianni Vattimo, infantocrazia e infantolatria di Milan Kundera, ipersocietà di Roberto Vecchioni e poppizzare di Francesco Guccini), in cui sorprende il non gradevole risultato estetico delle parole di nuovo conio. Ma, più frequentemente, il parlante può rimanere disorientato di fronte ad alcune di queste neoformazioni, perché vede inaspettatamente alterato il codice linguistico in suo possesso, anche se accetta poi di condividere compiaciuto la nuova entrata, come può accadere per estremista, scalabile, sventagliare, e per le unità polirematiche cavaliere bianco e pillola avvelenata.

 

 
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