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Stato Avanzamento Attività commessa
Valorizzazione dei materiali geologici e messa in sicurezza di aree minerarie dismesse


  anni:  2005   2006   2007   2008   2009   2010   2011   2012   2013   2014 

Stato di Avanzamento attività anno 2014

Previsione attività per l'anno 2014
Risultati conseguiti:
Nel settore delle tecnologie innovative per lo scavo e taglio delle rocce sono proseguiti gli studi sull'applicazione delle tecnologia dei getti pulsanti alla lavorazione superficiale dei lapidei e sulle tecnologie multifilo per la segagione dei blocchi di granito.Sono stati effettuati rilievi inerenti: la determinazione dello stato tensionale in sito; la determinazione della resistenza a taglio di materiale detritico posto a discarica; la validazione di software specifico per l'interpretazione di risultati di prove di sovracarotaggio in materiali lapidei a comportamento anisotropo. Gli studi sulla sicurezza sul lavoro sono proseguiti con le ricerche sull'esposizione professionale alle vibrazioni trasmesse dalle macchine operatrici (WBV) e dagli utensili manuali vibranti (HAV). E' stata effettuata una valutazione dell'esposizione professionale alle polveri aerodisperse negli ambienti di lavoro confinati. Nel settore geotecnico e ambientale sono state condotte ricerche per la definizione dei moti di filtrazione dei fluidi e di consolidazione dei fanghi in bacini di decantazione di sterili di attività industriale. Sono proseguiti gli studi sulla inertizzazione e impiego degli sterili dei bacini della miniera di Masua e sulla valorizzazione del CaCO3 proveniente dai fanghi di segagione del bacino produttivo di Orosei. E' stato valutato l'impatto visivo associato alle attività estrattive a cielo aperto. In relazione alle metodiche per la valutazione e il contenimento dell' inquinamento in aree minerarie si è studiato l'impiego di "reagenti" industriali e di quelli ottenuti da residui dei processi di produzione industriale modificati. Per quanto riguarda gli studi sull' Antimonio si è esplorata la possibilità di utilizzare quali "reagenti" anche materiale proveniente da mineralizzazioni contenenti ossidi/idrossidi di Fe. Le ricerche sui minerali industriali sardi nell'area di Sa Matta e Su Venosu, distretto di Orani, hanno reso possibile la correlazione tra le varie ipotesi genetiche sulla formazione di mineralizzazioni a talco e clorite in un complesso sistema metamorfico-metasomatico-idrotermale. Nello stesso distretto, nella vecchia miniera di talco di San Francesco, si è iniziato il rilievo geomorfologico mediante tecniche fotogrammetriche aeree utilizzando una piattaforma UAV equipaggiata con camera digitale ad alta risoluzione. Per quanto riguarda la metallogenesi del Paleozoico della Sardegna sono proseguiti gli studi petrologici, geologico-strutturali e giacimentologici delle mineralizzazioni del distretto dell'Arburese/Fluminese (Sardegna Sud-occidentale). Nell'ambito della geochimica si è studiato l'effetto del dilavamento degli agenti atmosferici sulle discariche minerarie e l'impatto che esso ha sui suoli circostanti e sulle "Ground Water". In particolare si è considerato il caso della vecchia miniera di Kettara in Marocco. Nell'ambito dei progetti: "Geoepidemiology of Multiple Sclerosis: the environmental risks factors", presentato alla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla, "Caratterizzazione geochimica dell'intero territorio regionale sardo", "Campionatura, analisi ed elaborazione dati" del Geochemical Mapping of Agricultural and Grazing Land Soil of Europe, sono proseguiti gli studi sulla correlazione tra i materiali, i processi geologici e l'attività esplorativa/estrattiva e le possibili ripercussioni negative sulla salute, condotti in collaborazione multidisciplinare tra Medici, Biologi e Geologi. Nelle ricerche archeometriche su reperti lapidei marmorei sardi è stata effettuata la campionatura ed in parte l'analisi chimica, mineralogico-petrografica e isotopica di una serie di reperti provenienti dal museo Archeologico di Sant'Antioco al fine di individuare le rispettive cave di provenienza. Sui singoli reperti marmorei campionati al museo di Sant'Antioco è stato eseguito anche il rilievo fotogrammetrico per la ricostruzione di modelli digitali 3D da utilizzare per studi sulle antiche tecniche di lavorazione superficiale e per la catalogazione documentale e la fruizione virtuale off-site dei beni archeologici oggetto di studio. Sono state completate le indagini sulle colonne di granito rosa e grigio rinvenute nel sito romano di Uthina (Tunisia), messe a confronto con i materiali provenienti dalle cave romane di granito del nord Sardegna. E' stato completato lo studio di caratterizzazione archeometrica su alcuni reperti ceramici e metallici provenienti da una sepoltura ipogea dell'Età del rame. Nello studio di alcune teste figurate in terracotta rinvenuti nell'area marina di Nora si è proceduto ad una prima campionatura e all'analisi archeometrica dei reperti. Sulla scorta dei primi risultati analitici si è stata impostata una campagna di prospezione geoarcheologica alla ricerca di materie prime argillose compatibili con i manufatti in studio.
Risorse strumentali:
Laboratorio di meccanica delle rocce, comprendente le principali apparecchiature per la caratterizzazione meccanica delle rocce e per la preparazione dei campioni per le relative prove. Tra queste: - carotatrice e carotieri di diverso diametro; - macchine di carico idrauliche MetroCom da 2000 kN e 200 kN; - celle di carico per prove triassiali; - centralina per l'acquisizione automatica delle misura delle deformazione. Laboratorio di microscopia e caratterizzazione micromeccanica e morfologica dei minerali e delle rocce comprensivo di: - microscopi polarizzatori; - sistema microscopico con apparato microfotometrico e fluorescenza Leitz MPV3; - microscopio a fibre ottiche; - microdurimetro; - apparato di analisi d'immagine; - rugosimetro. Laboratorio per lo studio delle tecnologie di taglio dei lapidei: - pompe ad alta pressione Hammelmann (250 MPa - 52 l/min) e PTC (100 MPa – 130 l/min); - telaio di taglio con filo diamantato - fresa a bandiera BRETON Laboratorio di analisi chimiche mineralogiche: - spettrometro con sorgente al plasma in corrente diretta (DCP-AES); - analizzatore automatico per analisi elementari LECO C-H-N 600; - analizzatore di ceneri, umidità e materie volatili LECO MAC 400; - analizzatore per solfo LECO SC 132; - calorimetro adiabatico di Parr; - spettrometro a fluorescenza X; - microsionda elettronica SEMQ 95, dotata di 6 spettrometri a dispersione di lunghezza d'onda (WDS) e di spettrometro a dispersione d'energia (EDS), con calcolatore di processo per l'analisi automatica dei microvolumi di materiali solidi inorganici; - apparato termodifferenziale e microtermoponderale; - diffrattometro a raggi X; - spettrofotometro ad assorbimento atomico. Laboratorio per il trattamento dei solidi: - impianti di comminuzione e classificazione a secco e ad umido; - separatori magnetici a secco ed a umido; - separatori gravimetrici; - separatori elettrostatici ed elettrodinamici; - impianto pilota di flottazione; - analizzatori granulometrici per dimensione di particelle sino a 0.5 mm; - apparato per la misura dello Z-potenziale. Laboratorio completo per la preparazione di campioni per le analisi chimiche, mineralogiche e petrografiche
Punti critici:
Il punto critico principale è rappresentato dalla carenza di personale CNR operante nel settore, determinato anche dal mancato turn over. Altro aspetto critico è rappresentato dalla necessità di provvedere esclusivamente con fondi esterni alle esigenze economiche delle strutture. Nella ricerca di fondi esterni i Ricercatori, che si indirizzano spesso anche verso la possibilità di attivare contratti di ricerca con le piccole e medie industrie ancora operanti nei diversi settori di competenza, operano in una situazione di ben nota difficoltà. L'impegno e le responsabilità connesse a questa attività, i cui risultati sono di esclusiva proprietà del committente, spesso non consentono ai Ricercatori quella produttività scientifica che viene peraltro richiesta nei processi di valutazione . Alcune delle attività comprese nella commessa richiedono la presenza di ricercatori e tecnici sul territorio. Tra queste citiamo in particolare le campagne di prospezione geoarcheologica e campionatura per l'individuazione di antichi siti estrattivi per materiali lapidei e ceramici; le campionature dei monumenti antichi e l'analisi dei fenomeni di degrado finalizzate la definizione delle strategie di intervento conservativo; i rilievi aerei ed aerofotogrammetrici di prossimità con sistemi UAS. Per molte di queste attività la maggiore criticità è legata alla richiesta di autorizzazioni alle Autorità competenti che spesso tardano nel rilasciare i necessari nulla-osta, con una conseguente dilatazioni dei tempi di svolgimento della ricerca. Un altro punto critico è quello causato dall'instabile situazione politica in Tunisia, che rende difficoltosi i rapporti di collaborazione, a causa del continuo cambiamento dei vertici istituzionali, da cui ne consegue la difficoltà nel ritrovare contatti e punti di riferimento per la stesura degli accordi di collaborazione scientifica. Un altro aspetto non secondario è quello della mancata stipula di contratti già praticamente accettati da parte di organismi che operano sul territorio quali il Parco Geominerario della Sardegna, che è deputato alla salvaguardia e valorizzazione dei beni di interesse archeologico-industriale della regione. Il commissariamento dell'Ente, conseguente ad uno scandalo di natura politico-amministrativa, ha portato infatti al congelamento dei fondi ed alla revisione dell'intero programma di interventi e collaborazioni che a tutt'oggi non ci ha consentito di riallacciare i rapporti di collaborazione. Ancora si evidenziano le difficoltà sempre maggiori da parte delle amministrazioni pubbliche e degli enti preposti alla tutela del patrimonio ad accedere a finanziamenti per sostenere le spese di consulenza esterne e per la stipula di contratti di ricerca.
 
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